
Roma 30 settembre 2021 ore 17 appuntamento alla lapide in via delle
medaglie d'oro
30/9/1977: I NAR UCCIDONO WALTER ROSSI
Il 30 settembre 1977 venne organizzato un volantinaggio per protestare
contro i gravi fatti avvenuti nei giorni precedenti: due studenti feriti
a colpi di arma da fuoco all'EUR ed Elena Pacinelli di 19 anni,
raggiunta anch'essa da tre proiettili che in seguito la porteranno alla
morte data la sua già precaria condizione di salute.
Il clima era teso in quel periodo, le azioni fasciste contro i militanti
di sinistra all'ordine del giorno.
Un gruppo di compagni del movimento si trovò in Viale medaglie d'oro,
vicino ad una sezione del Movimento Sociale Italiano da cui uscirono
alcuni militanti di estrema destra che, preceduti da un blindato della
polizia che si trovava nelle vicinanze, avanzarono verso i manifestanti.
Dal gruppo dei neofascisti furono sparati alcuni colpi di pistola verso
alcuni giovani ed uno di questi colpì Walter Rossi alla nuca che morì
prima dell'arrivo in ospedale.
Insieme a lui, un'altra persona venne raggiunta dagli spari, un
benzinaio che rimase ferito.
Durante i funerali che si tennero nei giorni successivi, 100 mila
persone salutarono Walter sulle note dell'Internazionale.
Cortei e manifestazioni riempiono le giornate successive in tutta
Italia, con sedi e ritrovi dei fascisti devastati e dati alle fiamme.
In seguito non venne preso nessun provvedimento nei confronti dei
poliziotti presenti.
Con ampio ritardo, vennero arrestati 15 fascisti tra i quali Riccardo
Bragaglia, risultato positivo al guanto di paraffina.
Ben presto verranno però scarcerati e prosciolti dall'accusa di
omicidio volontario e tentato omicidio, e in seguito da quella di rissa
aggravata.
Nel 1981 alcuni pentiti indicarono nei fratelli Fioravanti e in
Alibrandi i possibili assassini.
Cristiano Fioravanti, arrestato per appartenenza ai Nar, ammise di
essere stato presente ai fatti armato di una pistola, a suo dire
difettosa, fornitagli da Massimo Sparti.
Attribuì ad Alessandro Alibrandi il colpo mortale.
In seguito alla morte di Alibrandi in uno scontro a fuoco con la
polizia, il procedimento penale fu archiviato. Fioravanti, che ora vive
sotto falso nome coperto dallo Stato, venne condannato a nove mesi e 200
mila lire di multa solo per i reati concernenti le armi.
Paradossalmente, la vicenda giudiziaria si è definitivamente chiusa nel
2001 con l'incriminazione di tre compagni di Walter per falsa
testimonianza.
Nel 1997 è stata aperta l'"Associazione Walter Rossi" che si occupa
D'individuare i responsabili dell'omicidio, ma anche di raggiungere la
verità sulle uccisioni di altri militanti della sinistra e sulle stragi
e gli attentati che hanno caratterizzato il nostro paese durante gli
anni di stabilizzazione violenta del potere che si è espresso
attraverso la strategia della tensione.
"Per rendere giustizia alla memoria di quegli anni, sconfiggere la
criminalizzazione delle lotte, opporre un rifiuto al revisionismo
storico che intende relegare l'antifascismo e il comunismo fra i fatti
ormai superati, che ci vorrebbe uniformati e integrati in una società
basata sull'ingiustizia e l'oppressione."