Comunicato Stampa

Tipo appuntamento:

Data appuntamento: 
Sabato, 6 Novembre, 2021 - 21:22

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> Manifestazione su documenti, residenze e sanatoria
> Domani, Sabato 6 novembre Ore 10.00
> Piazza Dell’Esquilino/Via Cavour – Roma
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> Denunciamo che da più di un mese abbiamo chiesto un incontro congiunto con il Ministero dell’Interno, la Prefettura e il Comune di Roma e l’INPS. Abbiamo comunicato con le autorità competenti e parlato con le loro rispettabili segreterie, che hanno fatto scaricabarile rimbalzandoci da un ufficio all’altro senza degnarsi di darci un appuntamento. Ci chiediamo se il motivo di questo comportamento sia la mancanza di volontà di ricevere NOI NEGRI, se sia una questione di tempo oppure la paura del COVID... comunque tutti siamo vaccinati e anche titolari del cosiddetto GREEN PASS.
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> Alleghiamo la lettera che abbiamo mandato al ministero degli interni e chiediamo una spiegazione del perché i funzionari dello stato non trovano il tempo per dare i necessari chiarimenti su questioni dirimenti, per mancanza dei quali i lavoratori immigrati stanno diventano CLANDESTINI e sono costretti a rivolgersi al mercato NERO per la compravendita dei documenti.
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> Dal nostro punto di vista è un dovere MORALE e Istituzionale rispondere a queste domande, anche visto il modo in cui è stata gestita l’ultima sanatoria, tra ritardi e ostacoli insormontabili.
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> Oggetto: Richiesta per incontro congiunto (Ministero degli Interni, Prefettura, Questura, Inps e Comune)
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> Con la presente vi comunichiamo che in data 06-11-2021 stiamo organizzando una manifestazione per informare e sensibilizzare l'opinione pubblica ( siamo inattesa per formalizzare la richiesta alla Questura di Roma ) sulle tematiche elencate di seguito e con l’occasione chiediamo di ricevere, nella fascia oraria in cui è prevista la manifestazione, una delegazione composta da 8 persone di diversa nazionalità .
> Documento esplicativo :
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> 1. Situazione attuale in Italia
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> 2. Istanze di cittadinanza
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> 3. Situazione attuale: procedimenti regolarizzazione lavorativa
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> 4. problematiche riguardo le pratiche di ricongiungimento familiare
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> 5. situazione uffici di rappresentanza italiani all’Estero
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> 1. Situazione interna in Italia
> Ci teniamo ad informarVi della realtà dei fatti, ovvero che quando la Questura rifiuta le domande di permesso di soggiorno per mancata residenza reale non fa altro che aumentare il numero delle persone irregolari in quanto molte persone hanno difficoltà nell’ottenere l’assenso da parte del locatore all’iscrizione anagrafica presso il domicilio reale
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> - Per salvare il permesso di soggiorno noi immigrati spesso siamo costretti a comprare a prezzi esorbitanti dei documenti che attestino la nostra residenza dai criminali che lucrano sulla nostra necessità di essere legalizzati in questo paese.
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> - La Questura non rilascia la Carta di soggiorno ai figli di immigrati anche se i genitori sono titolari della Carta di Soggiorno; la Questura ritiene che i figli dei genitori titolari di carta di soggiorno debbano anche loro aver soggiornato per 5 anni in Italia (anche se sono nati in Italia), invece è diverso per la richiesta di cittadinanza, ovvero se i genitori ricevono la cittadinanza italiana anche i figli minori residenti la ottengono
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> 2. Situazione attuale: regolarizzazione lavorativa
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> - Il decreto "Rilancio Italia" Art 103 sulla regolarizzazione dei rapporti di lavoro nel settori previsti non dà ai lavoratori nessuno strumento di garanzia per sapere quanto guadagna all’anno il datore di lavoro, infatti il lavoratore svolge la sua mansione senza sapere se il datore di lavoro abbia i requisiti per l'assunzione. In caso di esito negativo qual è il destino di questi lavoratori?
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> - Molteplici datori di lavoro hanno presentato la richiesta di regolarizzazione hanno, per molto tempo, impedito ai lavoratori di entrare nelle loro case temendo il contagio del COVID-19 i quali ,per sopra vivere, hanno dovuto svolgere due lavori senza poter stipulare un contratto poiché non hanno il codice fiscale. L'Agenzia delle Entrate non rilascia il codice fiscale con la sola ricevuta di domanda di regolarizzazione, inoltre non accetta l’attestato dall’ambasciata del Paese di Origine e i passaporti dei richiedenti ASILO sono in custodia presso la Questura.
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> - Riguardo i certificati d’idoneità alloggiativi , chiediamo di rivedere questo requisito in quanto spesso i comuni dove i lavoratori realmente risiedono non rilasciano tali certificati e oltre a ciò il datore di lavoro si rifiuta di dare alloggio dentro la propria casa per le misure di sicurezza contro il COVID-19.
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> - Chiediamo dei chiarimenti per il controsenso relativo ai dipendenti delle Onlus che assumono un lavoratore Colf (sempre in conformità all' articolo 103 nel quale essi rientrano). L’INPS richiede che debbono produrre un reddito di 30,000. Ci teniamo a chiarire che la natura delle ONLUS non consente di raggiungere la cifra richiesta.
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> - Riguardo al requisito della capacità reddituale del datore di lavoro nel caso di emersione appare irrazionale l’argomentazione secondo cui se nella famiglia c’è un unico percettore di reddito il tetto minimo è fissato a 20 mila euro annui, anche se ha una famiglia a carico, invece se nel nucleo familiare ci sono più percettori di reddito il tetto minimo è fissato a 27 mila euro all'anno per assumere una COLF. Nella procedura telematica gestita dal Ministero dell’Interno non vi è il campo nel quale si chiede se il datore abbia una famiglia o meno.
> Nella domanda telematica è riportato quanto segue: “il datore è unico percettore di reddito nell'ambito del nucleo familiari non inferiore a 20 mila euro all'anno ? ”. Per noi questa frase significa, se il reddito inferiore a 20 mila euro allora forse deve essere cumulativo di 27 mila euro. Chiediamo chiarimenti al riguardo.
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> - Alcune Prefetture (come Roma e Viterbo) stanno rigettando le richieste di regolarizzazione quando trovano che il datore di lavoro che le ha presentate ha fatto un licenziamento o i lavoratori si sono dimessi, per poi aprire un contratto a tempo indeterminato. In altri casi abbiamo riscontrato che risultava il contratto di lavoro ma i permessi di soggiorno dei lavoratori nel frattempo erano scaduti oppure erano state rigettate le richieste di rinnovo, quando nelle precedenti sanatorie era stato possibile regolarizzare i lavoratori con questi profili. Vi informiamo infine che la Questura di Roma chiede 5 anni di reddito per il rilascio del permesso per lungo-soggiornanti ai titolari di "Protezione sussidiaria,” compiendo in questo modo un abuso. Chiediamo che tutte queste richieste vengano accolte, e sottolineiamo che oltre 400,000 lavoratori irregolari non hanno nemmeno potuto presentare la domanda di sanatoria per via di clausole eccessivamente restrittive, perché sono stati truffati o perché il datore di lavoro si è rifiutato di presentare la domanda.
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> 3. Condizione dei ricongiungimenti familiari
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> - Le domande di nulla osta al ricongiungimento familiare hanno dei tempi d’attesa molto lunghi che variano dai due ai tre anni. Le ambasciate non tengono conto che in questo lasso di tempo la condizione del beneficiario può cambiare; molto spesso le donne diventano mamme dunque per conseguenza anche il neonato dovrà richiedere un altro nulla Osta con gli stessi tempi lunghi già impiegati che ricominciano a decorrere.
> Chiediamo che in questi casi i tempi siano più rapidi con un aggiornamento di inclusione del nascituro nella pratica di richiesta senza dover re-iniziare tutta la procedura de novo allungando i tempi di rilascio. Chiediamo una soluzione umana che tenga conto di queste mamme senza altri passaggi delle nuove burocrazie (ad esempio per il neonato/a è inutile richiedere la fedina penale oppure verificare se è un ricercato dell'INTERPOL).
> Molte pratiche vengono rigettate "SOLO perché nell’anno 2020 non vi è un reddito sufficiente"; tutto il mondo è stato colpito da una pandemia che ha portato come conseguenza una grave crisi economica, molte persone non hanno potuto lavorare per lunghi periodi per via delle chiusure ricorrenti dovute alle misure di restrizione. Chiediamo, data l’eccezionalità della situazione, di valutare il reddito attuale e di tenere in debito conto il fatto che nell'anno 2020 le persone non hanno potuto percepire un reddito congruo (la maggior parte dei lavoratori era in cassa integrazione oppure le attività autonome erano sospese).
> 4. Istanze di cittadinanza
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> - Uno dei requisiti per poter presentare domanda di cittadinanza italiana sono 10 anni di residenza continua.
> Facciamo un esempio per introdurre la nostra domanda: se un immigrato regolarmente residente in Italia per motivi non dipendenti dalla sua volontà viene cancellato dall’anagrafe, ad esempio AL NONO anno, per banali motivi, come un’interruzione di residenza per mancata ricevuta della notifica, o per i familiari, o per salute ecc..., noi ci chiediamo:
> · L’anno d’interruzione annulla tutti gli altri anni in cui è stato residente?
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> · Dovrà aspettare altri 10 anni di residenza per ripresentare un'altra domanda di cittadinanza.
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> Chiediamo che in caso di interruzione ci sia la possibilità di autocertificare la sua presenza ininterrotta in Italia senza dover aspettare altri 20 anni.
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> - Ci sono casi di bambini nati in Italia ma che durante l’età minore insieme ai genitori si sono assentati dal territorio italiano per breve tempo per poi ritornare e riprendere la loro vita quotidiana (studio, lavoro ecc.). La nostra domanda è: per quale motivo quando il minore raggiunge l’età dei 18 anni gli viene negata la cittadinanza italiana solo perché ha avuto qualche breve periodo di interruzione della residenza a? Riceviamo molti casi di richiedenti la cui età era di tre anni quando i genitori sono RITORNATI in Italia e hanno fatto le scuole dall’asilo fino al conseguente diploma del liceo in Italia ma per colpa di un anno di non residenza continua (quand’erano bambini dunque non hanno nessuna colpa) non gli viene concessa la cittadinanza.
> Vi chiediamo di trovare una soluzione che garantisca la cittadinanza effettiva a questi cittadini italiani non riconosciuti.
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> - L’ ultima modifica ha prolungato gli accertamenti fino ai 3 anni, dopo l’inoltro della richiesta per la cittadinanza. Per quale ragione gli accertamenti non possono avvenire in tempi più brevi (un anno) dato che tutte le informazioni sono telematiche?
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> - Vorremmo proporre alla Vostra attenzione la nostra proposta di cancellare la residenza anagrafica come requisito per i documenti che seguono:
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> · il rinnovo del permesso di soggiorno.
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> · Chiediamo in cambio la valutazione vera e reale dell’indirizzo dove l’immigrato domicilia.
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> · Accertare un domicilio significa che viene dall’ ordine pubblico e può essere facilmente rintracciato.
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> · Al giorno d’oggi in tutta Italia, un minimo di 100 permessi di soggiorno vengono revocati per il problema relativo alla residenza; ciò significa che all’anno circa 20 mila immigrati diventano CLANDESTINI.
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> · Molteplici immigrati integrati al 100% nella vita lavorativa, culturale, e intere famiglie che vivono in Italia con bambini che frequentano regolarmente le scuole, non possono accedere alla cittadinanza Italiana e non possono chiedere il rinnovo dei Permessi di Soggiorno per la non iscrizione anagrafica (residenza).
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> · La situazione attuale per la richiesta dei duplicati dei Permessi di Soggiorno e Carte di Soggiorno è la seguente: pagamento esorbitante di euro126 fino ai 176.
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> Grazie infinite per la Vostra Disponibilità e Vi auguriamo buon lavoro
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> Cordiali saluti
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> Manifestanti della Piazza Esquilino - Roma
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> Dott. Nure Alam Siddique detto Bachcu
> Responsabile Legale
> Associazione Dhuumcatu Onlus
> Via Capua 4, 00177 Roma
> cell. 3398127020
> PEC dhuumcatu@legalmail.it
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