GENZANO

Tipo appuntamento:

Data appuntamento: 
Sabato, 18 Dicembre, 2021 - 21:22

Mittente: andreas <andrea.s@insiberia.net>
Destinatario: andrea.s@insiberia.net

PIANETA DISCARICA

_RESISTENZE LOCALI NEI MOVIMENTI GLOBALI CONTRO LO SFRUTTAMENTO
CAPITALISTA_

SABATO 18 DICEMBRE ORE 17.00 PRESSO IL GIARDINO POPOLARE
A GENZANO DI ROMA, VIA I. BELARDI 48

A SEGUIRE ORE 20.30 CENA VEGANA

PRENOTAZIONI AL 3880557968

(SE POSSIBILE PORTARE LE PROPRIE STOVIGLIE)

ORE 22.30 SOUND SYSTEM REGGAE

CON TUNA + RADICAL UNDERGROUND OUTTA MISCELA RARA FAMILY

La lotta del movimento No Inceneritore di Albano, in provincia di Roma,
inizia 15 anni fa con due obiettivi: evitare la costruzione
dell'inceneritore e l'allargamento della discarica di Roncigliano, che
da 40 anni inquina l'aria e l'acqua dei Castelli Romani.
La discarica e' stata chiusa a seguito di un incendio ( le cui cause non
sono state mai chiarite) nel 2016, mentre la battaglia contro
l'inceneritore è stata vinta definitivamente nel 2014.
A fine luglio, però, la sindaca Raggi ha deciso di riaprire la
discarica di Roncigliano per sversare i rifiuti romani. Da quel momento,
è ricominciata l'intensa lotta de* cittadin* e dei movimenti
ambientalisti dei Castelli che hanno costruito un presidio permanente
proprio fuori i cancelli della discarica che dura ormai da tre mesi
cercando di bloccare i tir in ogni modo.

Il 26 e il 27 ottobre l'Arpa (Agenzia Regionale di Protezione
Ambientale) ha diffuso i risultati delle analisi sui campioni d'acqua
prelevata dai pozzi della discarica e su quelli dei rifiuti arrivati da
Roma. Si conferma la pesantissima contaminazione delle falde acquifere e
la non conformità dei rifiuti sversati, come più volte denunciato dai
movimenti ambientalisti dei Castelli.

Questa nostra esperienza di lotta ci ha insegnato ad andare oltre il
nostro territorio, ci ha permesso di guardare chiaramente la crisi
ecologica che sta dilaniando il nostro pianeta. Oggi un po' ovunque si
stanno mobilitando donne e uomini a difesa di territori aggrediti da un
capitalismo economico finanziario sempre più spietato.

Il tema dei rifiuti è emblematico, soprattutto perché legato alle
dinamiche della produzione e del consumismo.

La produzione industriale ha dei ritmi che la terra non può più
sostenere: sfrutta un'infinità di risorse per produrre oggetti effimeri
che si trasformano in rifiuti in poco tempo, oggetti pensati per essere
consumati, gettati e ricomprati velocemente. La quantità di rifiuti
cresce a dismisura, tanto che non si sa più dove metterli: una parte
vengono inceneriti, altri finiscono in mare, altri nelle nostre
discariche. La quasi totale mancanza di riciclaggio e riuso non fa che
aggravare la situazione.

I potenti del mondo intanto si riuniscono in summit inutili come il G20
e la COP26 dove fingono di interessarsi al benessere del pianeta. Noi
sappiamo bene che l'unica soluzione per salvare il nostro clima è
ridiscutere radicalmente l'attuale sistema di produzione.
Soprattutto in questi anni di pandemia sono emerse le enormi
responsabilità sulle carenze sanitarie che non sono determinate da
"errori" ma da scelte economiche ben precise strettamente collegate sia
ad uno smantellamento progressivo del sistema pubblico sia
dall'aggravarsi delle molteplici forme di inquinamento territoriale che
provocano come conseguenza diretta lo sviluppo di malattie che
andrebbero evitate e curate. E' evidente ormai che queste ultime sono
prodotte dallo sfruttamento intensivo dei territori, delle persone e di
tutti gli altri esseri viventi.
Il sistema capitalista è ormai insostenibile e sta portando il pianeta
al collasso. Questo breve ciclo di vita delle risorse sfruttate, che
diventano rapidamente prodotto e poi spazzatura, serve solo a generare
ulteriori profitti a beneficio di pochi già ricchi.

Per questo vogliamo creare un momento di formazione e confronto per
legare la nostra battaglia contro la discarica di Albano ai movimenti
globali per la giustizia climatica.

Ne parliamo con:

GIARDINO POPOLARE

NON UNA DI MENO - CASTELLI ROMANI

PRESIDIO PERMANENTE CONTRO LA DISCARICA

RETE ECOSISTEMICA - ROMA

RETE DEI COLLETTIVI DI ECOLOGIA POLITICA

ANIMAL SAVE MOVEMENT - ROMA

CLIMATE HUB

COMITATO ROMANO PER L'ACQUA PUBBLICA

RIFIUTIAMOLI COLLEFERRO

GIUSEPPE UNGHERESE, CAMPAINER DI GREEN PEACE che si occupa di
inquinamento da plastica e le false soluzioni promosse dalle aziende.
L'inquinamento da plastica è una delle emergenze ambientali più gravi
dei nostri tempi, intimamente connesso all'industria delle fonti fossili
causa principale dell'emergenza climatica. Mentre gli impatti di questo
materiale sul mare sono ampiamente visibili, poco si sa dei danni
prodotti nell'intero ciclo di vita. Andremo a identificare le radici del
problema, le connessioni con i modelli di consumo ed economici e infine
le vie d'uscita per impedire che la Terra si trasformi in un Pianeta di
plastica.

RICCARDO MASTINI, RICERCATORE DI ECOLOGIA POLITICA ALL'UNIVERSITÀ
AUTONOMA DI BARCELLONA che si occupa di disuguaglianze ambientali fra
Paesi e fra classi sociali.
La retorica capitalista propaganda l'idea che siamo tutti ugualmente
responsabili per la crisi ecologica. Ma la verità è che quando si
parla di impatti ambientali, non esiste una sola umanità. Discuteremo
del debito ecologico contratto dai Paesi del Nord del mondo negli ultimi
due secoli e dei flussi di risorse e rifiuti che circolano nell'economia
globale. Ma parleremo anche delle disuguaglianze ambientali fra classi
sociali all'interno dei Paesi. Mentre infatti esiste un rapporto
direttamente proporzionale fra censo e impronta ecologica, ce n'è anche
un altro inversamente proporzionale fra censo e vulnerabilità ai rischi
ambientali