
-------- Messaggio originale --------
Oggetto: C.S. - 22/12 Manifestazione a sostegno degli e delle abitanti -
500 firme raccolte
Data: 2021-12-21 13:32
Mittente: Solidali Bari <appellosolidali@gmail.com>
Destinatario:
Con preghiera di diffusione.
MANIFESTAZIONE A SOSTEGNO DELLA VERTENZA DEGLI E DELLE ABITANTI
DELL'EX SOCRATE
MERCOLEDÌ 22 DICEMBRE ORE 17
Piazzetta dell'economia Bari, Puglia, Italy (Adiacenze di corso Vittorio
Emanuele)- In solidarietà con i 30 attivisti destinatari di decreti
penali di condanna per la solidarietà espressa nella giornata del 22
dicembre 2020.
- Per una positiva soluzione e concretizzazione del protocollo di intesa
per un progetto di autorecupero che garantisca casa e diritti alla
comunità residente nell'ex socrate
- Per un modello di welfare alternativo a quello emergenziale dominante
- Contro un modello di sviluppo economico basato sulla speculazione
edilizia a discapito del diritto alla casa
- Contro le politiche di limitazione della libera espressione e del
dissenso
ABBIAMO RACCOLTO QUASI 500 ADESIONI ALL'APPELLO/LETTERA ALLA CITTÀ
"EX SOCRATE: DALLA PARTE DEI DIRITTI E DELLA SOLIDARIETÀ" A SOSTEGNO
DELLA COMUNITÀ ABITANTE DELL'EX LICEO SOCRATE DI BARI, delle
persone che hanno subito una condanna per "reato di solidarietà" come
accaduto già per l'ex sindaco di Riace Mimmo Lucano, e per un welfare
pubblico dignitoso in città.
Su Change.org abbiamo superato le 200 firme, quasi 150 su
appellosolidali@gmail.com.
HTTPS://WWW.CHANGE.ORG/P/CITTADINI-APPELLO-PER-IL-SOCRATE
E non ci fermiamo fino a quando le Istituzioni competenti, a partire dal
Sindaco Decaro, non renderanno operative le istanze diffuse nella
Lettera/Appello.
In basso tutte le sottoscrizioni raccolte, quelle promotrici e tutte le
altre.
APPELLO
EX-SOCRATE: DALLA PARTE DEI DIRITTI E DELLA SOLIDARIETÀ!
Il 22 dicembre 2020, a ridosso delle festività natalizie, gli uomini e
le donne che vivono all’interno dell’ex Socrate, sono stati
costretti a lasciare tutto ed a restare per ore al freddo fuori dalla
struttura. Circondati da un ingente dispiegamento delle forze di
polizia, tutti coloro che hanno fatto dell’ex Socrate la loro casa,
hanno vissuto il rischio di essere sgomberati all’improvviso, senza
alcuna reale alternativa.
Ma quello stesso 22 dicembre, di fronte al tentativo di sgombero, siamo
in tanti e tante a raggiungere l’ex Socrate per manifestare
solidarietà agli abitanti ed impedire che uomini e donne siano privati,
in inverno e in piena pandemia, della propria casa. La comunità non
resta sola, ha vicino a sé l’intero quartiere e una solidarietà
trasversale.
Di fronte ad una risposta così ampia il Sindaco di Bari, Antonio
Decaro, si impegna a riprendere il progetto di autorecupero della
struttura, le forze dell’ordine si ritirano e gli abitanti possono
rientrare nelle loro abitazioni seppure senza corrente elettrica.
Per comprendere quanto accaduto occorre fare un passo indietro.
Nel dicembre 2009 cittadine/i straniere/i privi di una casa, si
riappropriano di uno spazio abbandonato da tempo e lo restituiscono alla
collettività. Partono subito progetti, iniziative pubbliche e sociali
ed una prima ipotesi di autorecupero di una struttura che,
differentemente, sarebbe rimasta priva di contenuti e progettualità.
Nel maggio 2014, grazie alle attività e al protagonismo diffuso di
quella esperienza, la comunità residente riesce ad ottenere dal Comune
di Bari e dalla Regione Puglia la sottoscrizione di un protocollo
d’intesa per attivare un più ampio progetto di auto-recupero che
valorizzasse le varie istanze degli abitanti, del quartiere, di parte
importante della città.
Da allora e sino al 2020 le promesse delle Amministrazioni comunale e
regionale restano lettera morta, gli impegni assunti mai più
considerati.
Si arriva, così, ad un mese prima del tentato sgombero del dicembre
2020: il Consiglio Comunale di Bari approva l’abbattimento della
struttura per il progetto di un “centro polifunzionale”, senza
alcuna interlocuzione con la comunità residente e senza alcuna
considerazione delle istanze sociali che per anni erano vissute grazie
alla stessa.
Cosa è accaduto ai nuovi impegni assunti nel 2020
dall’amministrazione del Sindaco Decaro?
Ancora una volta, parole al vento! Anzi, peggio, una iniziativa
repressiva nei confronti di chi ha portato la propria solidarietà
all’ex Socrate, una vera e propria criminalizzazione della tutela dei
diritti sociali che Comune e Regione troppo facilmente dimenticano.
Qualche giorno fa, infatti, a distanza di quasi un anno, per quel 22
dicembre a trenta uomini e donne (cui va la nostra piena solidarietà),
sono stati notificati decreti di condanna al pagamento di 146.600 euro
complessivi o da sei mesi a due anni di carcere.
E sempre qualche giorno fa il Comune pubblica un bando che prevede
l’abbattimento e la ricostruzione della struttura per destinarlo ad un
Centro di ospitalità abitativa emergenziale, ancora una volta senza
alcuna considerazione per la vita delle persone che vivono quello
spazio.
Ma occorre ricordare che dal 22 dicembre 2020 gli abitanti dell’ex
Socrate vivono privi di acqua e corrente elettrica.
In questo anno abbiamo visto peggiorare le condizioni di vita degli
abitanti dell’ex Socrate e di tutti coloro che vivono ai margini di
Bari, invisibili a chi, per mandato istituzionale, dovrebbero fornire
risposte adeguate ai bisogni ed ai diritti sociali.
Questo anno, caratterizzato dalle difficoltà connesse all’emergenza
sanitaria in corso, tante sono state le storie di uomini e donne
costrette a vivere in strada, a mendicare risposte ai bisogni
essenziali, privati di qualunque diritto e ridotti a numero. Sono 550,
secondo gli ultimi dati diffusi, i senza dimora nel capoluogo pugliese,
a cui si somma circa il 10% della popolazione in povertà assoluta.
Nello stesso periodo è venuto a mancare anche Musa, morto di stenti, in
uno stato avanzato di denutrizione, dimenticato nei meandri di un
sistema istituzionale burocratizzato, che confonde il riconoscimento dei
diritti e dei bisogni delle persone con concessioni ed elemosine che
privano uomini e donne della propria dignità e valenza politica.
Le trenta condanne per aver manifestato solidarietà, la negazione del
diritto all’abitare, la logica emergenziale che caratterizza l’agire
dell’amministrazione di questa città, la morte di Musa non sono
eventi casuali e scollegati.
Noi, firmatari di questa lettera aperta alla città, quel 22 dicembre
2020 c’eravamo e continuiamo ad esserci, per difendere il diritto
all’abitare e per affermare che nessun tentativo di criminalizzazione
fermerà la solidarietà a Bari per il diritto all’esistenza. Per
rivendicare politiche sociali ed il rispetto degli accordi assunti dalle
istituzioni cittadine.
Senza memoria non c’è futuro.
INVITIAMO TUTTE E TUTTI, CHI QUEL GIORNO ERA DAVANTI ALL’EX SOCRATE O
AVREBBE VOLUTO ESSERCI, CHI NON C’ERA IERI MA C’È OGGI, A CHI CI
VORRÀ ESSERE DOMANI PER I DIRITTI DI TUTTE E TUTTI A SOTTOSCRIVERE
QUESTO APPELLO.
Roberta Barbone, Dario Belluccio, Roberto Campanelli, Angelo Cassano,
Alessandra Cioce, Gianni De Giglio, Manlio Epifania, Aida Ernestine Tro,
Sergio Gravili, Paolo Mastromarco, Abu Moro, Marilisa Nanna, Rogero
Paci, Annalisa Pannarale, Erminia Rizzi, Carmen Zaira Torretta, Marcello
Tucci.
Per adesioni appellosolidali@gmail.com