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> SIAMO TUTTE/I NO TAV
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> i Cobas a fianco della Valle che resiste,
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> delle compagne e dei compagni colpiti dalla repressione.
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> Contro il governo Draghi - delle povertà ed esclusioni,dei licenziamenti e degli sfratti,
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> delle grandi opere e privatizzazioni,della finzione ecologica e modernità capitalista -
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> 4 dicembre "NO DRAGHI DAY", ovunque
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> L'8 dicembre giornata di lotta:marcia NO TAV Borgone-S.Didero, partecipiamo e rilanciamo
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> LIBERE/I TUTTE/I
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> 8 dicembre di lotta: il Movimento No Tav c’è e rilancia
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> Da molti anni ormai, l’8 dicembre, per il Movimento No Tav significa ricordo di quella grande giornata di Lotta e Resistenza e,
> allo stesso tempo, esempio vivido per continuare nella battaglia contro il Treno ad Alta Velocità Torino – Lione.
> 8 DICEMBRE : MARCIA POPOLARE NO TAV! <https://www.notav.info/post/8-dicembre-marcia-popolare-no-tav/>
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> Mercoledì 8 dicembre, ci ritroveremo alle ore 13, a Borgone da dove partirà la Marcia Popolare No Tav.
> Quest’anno ricorre il 16° anniversario della Liberazione di Venaus, cuore pulsante della lotta No Tav, attraversato da moltissimə giovani e meno giovani che da tutta Italia scelgono di passare in Val di Susa per toccare con mano un modo di vivere alternativo, attento alla cura del territorio e rispettoso dell’ambiente.
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> Oggi come allora, l’8 dicembre per il Movimento No Tav porta con sé un significato ben preciso: ricordo di quella grande giornata di resistenza per un popolo in lotta e esempio per continuare la battaglia contro il Treno ad Alta Velocità Torino-Lione.
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> Questo appuntamento si colloca in un periodo storico ben preciso, un momento che ci pone di fronte a nuove sfide.
> Dopo che la Corte dei Conti Europea ha preventivato un ritardo del 58% sulla costruzione di questa grande opera ecocida e ha stroncato le motivazioni dei proponenti con un’analisi costi benefici che evidenzia gravi errori nelle previsioni del traffico merci presentate da Telt, quest’ultima, ha avuto l’ardire di proporre nella persona di Roberto Rosso, vicepresidente di Forza Italia, di estendere l’area di interesse strategico militare ad altri sei comuni della Val di Susa e ad un comune del Chivassese.
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> Dopo un anno e mezzo di pandemia, durante la quale i promotori del Tav hanno approfittato del lockdown e dell’isolamento sociale per avviare nuovi lavori a San Didero e Chiomonte, oggi il governo Draghi sferra un nuovo attacco agli abitanti della Valsusa scegliendo di dare, ancora una volta, priorità alle grandi opere inutili a discapito di tutti quei piccoli interventi territoriali che scongiurerebbero le catastrofi che sempre più spesso attanagliano il nostro paese, come le recenti alluvioni in Sicilia.
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> All’alba della tanto chiacchierata transizione ecologica e di un PNRR che parla di un’auspicata “cura del ferro” volta ad abbassare le percentuali del trasporto su gomma, troviamo solo un investimento totale di 5,45 miliardi per il potenziamento delle linee ferroviarie regionali a fronte di 25 miliardi per l’alta velocità.
> A conferma di questa logica speculativa e scellerata, pochi giorni fa si è tenuto in prefettura a Torino un tavolo in cui, alla presenza di un gongolante Stefano Lo Russo, neo sindaco del capoluogo Piemontese, il nuovo Commissario del Governo per la Tratta Nazionale del Tav, Calogero Mauceri, ha esposto ai sindaci valsusini gli interventi sulla tratta ferroviaria tra Avigliana e Orbassano.
> Un percorso di circa 24 chilometri che da Avigliana, cittadina della bassa Valsusa, si congiungerebbe alla linea esistente di accesso al nodo di Torino e che, in buona parte, dovrebbe correre in galleria, comportando ulteriori scavi e devastazioni ambientali ai danni della collina morenica. Intervento che il governo non ha intenzione di mettere in discussione, condannando i territori coinvolti ad anni e anni di disagi e inquinamento messo in atto in completo contrasto con le avvisaglie relative ai cambiamenti climatici e in modo cieco in un contesto già in evidente difficoltà.
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> Tutti questi sono atti che minano alla qualità della vita delle persone che vivono su questi territori, mettendone a rischio la salute a causa delle nocività e impedendone una normale quotidianità.
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> Davanti alla stanchezza e alla rabbia generalizzate l’unica risposta che viene data dall’alto sono i divieti e la repressione sempre più feroce di qualsivoglia dissenso. Sono diverse/i i/le No Tav, come Dana, Stella, Fabiola, Emilio, Mattia, Francesca e Mattia che, tra arresti domiciliari e misure restrittive, non potranno essere presenti per celebrare insieme l’8 dicembre. A loro va fin da subito il grande e caloroso abbraccio del Movimento e la promessa che in quella giornata, anche i loro nomi saranno al centro dei nostri discorsi.
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> È dunque tornato il tempo di rimettersi in marcia e attraversare le strade della Valsusa per dimostrare a “lor signori” che non ci arrendiamo e, anzi, rilanciamo, sempre più consapevoli di chi siano le responsabilità.
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> Questo sarà un 8 Dicembre contro la devastazione ambientale, le ingiustizie e il ricatto tra salute e lavoro, un’occasione di incontro e di confronto per tutti e tutte coloro che da anni lottano, a partire dalle proprie realtà, per la salvezza del pianeta.
> L’invito che anche quest’anno vogliamo fare a tutti e tutte i e le No Tav è quello di raggiungere la Valle di Susa, con appuntamento alle ore 13:00 davanti alle scuole elementari di Borgone.
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> É tempo di ritornare sui territori laddove le violenze ambientali vengono perpetrate, tutti e tutte insieme, ostinati e determinati a non credere a false promesse.
> Oltre le parole, oltre i loro “BLA BLA BLA” ci siamo noi, i nostri corpi e le nostre terre.
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> Movimento NO TAV
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> Libertà per Emilio!
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> di NoTav.info <https://contropiano.org/author/redazione-contropiano>
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> Sono arrivati scavalcando il cancello, come degli intrusi, bloccando la statale con le camionette e circondandone la casa con decine di digos. Tra le grida di rabbia di chi da giorni presidia casa di Emilio per rendere più difficile il suo arresto, tra le urla che invocano libertà, Emilio è stato tradotto in carcere a Torino in attesa di essere portato in Francia.
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> La sentenza della Cassazione che ha accettato l’estradizione era arrivata qualche giorno fa e da quel momento in poi, alla moda no tav, decine e decine di attivisti e attiviste si sono ritrovati in un presidio permanente per attendere insieme questo momento infausto.
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> Il vento della Val Susa non ha lasciato tregua durante queste notti in cui ci siamo stretti attorno a una roccia quale è Emilio, perché il movimento No Tav non lascia mai solo nessuno.
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> Il motivo per il quale Emilio è stato rincorso da varie misure restrittive in attesa dell’estradizione risale alla primavera del 2021 durante una manifestazione in solidarietà ai migranti al Monginevro.
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> Il tribunale di Gap ha emanato un mandato di arresto europeo e il 15 settembre Emilio era stato arrestato e portato in carcere a Torino. La custodia in carcere era stata poi trasformata in arresti domiciliari, durati fino ad oggi.
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> Molti sono stati gli intellettuali, gli artisti, i deputati, che hanno espresso solidarietà ad Emilio in quanto questa sentenza è considerata illegittima e rappresenta un vergognoso precedente e, ancor di più, sono stati i momenti di solidarietà organizzati dal movimento, dai compagni e dalle compagne di lotta di una vita.
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> Questa storia ha ancora una volta molto da insegnare. Insegna la solidarietà, la capacità di uomini e donne di schierarsi contro le ingiustizie mettendo in gioco le proprie vite per un obiettivo più grande, collettivo, per un’esistenza più degna.
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> Insegna che l’orgoglio di essere parte del movimento No Tav, che più passano gli anni e più è simbolo di molto di più di una battaglia contro un treno, non verrà mai schiacciato dagli innumerevoli tentativi dello Stato, della questura, della procura di questa città di mettere i bastoni fra le ruote a chi lotta da trent’anni.
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> Questa volta lo sguardo fiero si estende fin oltre i confini nazionali e ci vedrà ben presto al fianco di Emilio anche in Francia.
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> A partire da questa sera (ieri, ndr) , alle ore 18, quando ci ritroveremo sotto il carcere delle Vallette per un presidio che chieda la sua immediata liberazione!
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> A sarà dura sì, ma per loro!
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> 1 dicembre 2021
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> NICOLETTA DOSIO E' STATA NUOVAMENTE CONDANNATA!!
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> Siamo tutte/i NO TAV, con l'indomita Nicoletta
> e di quanti onorano il " diritto di resistenza".
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> La sfida portata da Nicoletta agli inquisitori torinesi è stata
> determinante nel mettere in luce il carattere esclusivamente repressivo
> delle centinaia di provvedimenti restrittivi della libertà personale e
> della libertà di movimento.
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> Si smaschera, ancora una volta, il disegno oppressivo nei confronti
> dell'intera popolazione Valsusina e dei protagonisti di una battaglia
> epocale che ha travalicato l'Europa, per assumere un valore universale
> riconosciuto in tutto il mondo.
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> Un nuovo ottuso e fallace provvedimento che non fermerà sicuramente la
> lotta portata avanti dal movimento No TAV per chiedere ancora una volta
> al governo i perché di un’opera inutile e costosa e per opporsi alla
> devastazione ambientale e sociale che comporta.
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> BRAVA Nicoletta, che hai rifiutato di sottostare ai diktat coercitivi
> quanto arbitrari. Stai dando la migliore immagine di cosa è capace la
> resistenza sociale contro la "democrazia autoritaria", che in Val Susa
> imperversa solo con l'occupazione militare.
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> Cara Nicoletta, un affettuoso abbraccio da tutte/i noi, saremo sempre al
> tuo fianco!!!
> Libertà per tutte/i i No Tav!
> Libertà per la Val di Susa!
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> Torino, 22-11-2021
> Confederazione COBAS
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