
Comunicato-stampa
10 dicembre
Sciopero generale della Scuola con manifestazioni locali
Come i governi precedenti, anche l’esecutivo Draghi, nonostante
l'enorme disponibilità di fondi europei, prosegue, con il PNRR e la
legge di bilancio, nell’attacco al diritto all’istruzione e ai
lavoratori/trici della scuola, visto che i provvedimenti sono
caratterizzati da:
proposte salariali per il rinnovo del contratto (scaduto nel 2018)
ridicole e offensive, come nel caso del premio per la “dedizione al
lavoro”, che ricorda le campagne del ventennio;
nessuna stabilizzazione del personale precario, docenti e ATA;
nessun investimento nell’edilizia scolastica, con conseguenti problemi
per la sicurezza, cresciuti ulteriormente con la pandemia;
nessuna riduzione strutturale del numero degli alunni/e per classe;
nessuno stop ai progetti di Autonomia differenziata con i quali si vuole
regionalizzare l’istruzione, che anzi vengono di nuovo allegati alla
Legge di bilancio.
In questo contesto, a fronte di una stragrande maggioranza di
lavoratori/trici (intorno al 95%) che ha scelto di vaccinarsi, il
governo, per nascondere incapacità e inefficienza, nonostante nelle
scuole si stia lavorando regolarmente, impone la vaccinazione
obbligatoria, che non tutela la sicurezza sul luogo del lavoro e di cui
non si comprendono le motivazioni scientifiche. Determinando, così, una
situazione paradossale per cui nelle aule sarà comunque presente una
maggioranza di persone, gli alunni/e, non vaccinati, né controllati
(per questi ultimi, sia chiaro, non si chiede la vaccinazione
obbligatoria, che violerebbe il diritto all'istruzione). Al tempo
stesso, riteniamo la campagna di vaccinazione e la sospensione dei
brevetti strumenti indispensabili, anche se non unici, per combattere la
pandemia
CHIEDIAMO:
Stipendi europei, con il recupero del 20% circa del potere d' acquisto
perso negli ultimi decenni, senza alcuna differenziazione in base al
presunto "merito" o "dedizione al lavoro"
Un piano straordinario di assunzioni, a partire dai “precari”,
docenti (3 anni di lavoro) e ATA (2 anni)
Conferma e stabilizzazione dell’organico Covid docente e ATA
Massimo 20 alunni per classe, da ridurre a 15 con studenti diversamente
abili
Formazione e aggiornamento in orario di servizio
Centralità della scuola nel PNRR, innanzitutto attraverso un piano
straordinario per l'edilizia scolastica e la sicurezza
Ritiro di qualsiasi progetto sull’Autonomia differenziata
Ritiro dell’obbligo vaccinale
ESECUTIVO NAZIONALE COBAS SCUOLA