sciopero COBAS delle scuole Superiori con gli studenti, per Lorenzo e contro la scuola-lavoro

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Venerdì, 28 Gennaio, 2022 - 21:22

-------- Messaggio originale --------
Oggetto: Il 28 gennaio sciopero COBAS delle scuole Superiori con gli
studenti, per Lorenzo e contro la scuola-lavoro
Data: 2022-01-26 16:02
Mittente: Piero Bernocchi <bernocchipiero@gmail.com>

Comunicato-stampa

IL DOLORE DEI COBAS PER LORENZO, STUDENTE MORTO NELLA SCUOLA-LAVORO! IL
28 GENNAIO SCIOPERO DELLE SCUOLE SUPERIORI INSIEME AGLI STUDENTI CONTRO
LA SCUOLA-AZIENDA E LA SCUOLA-LAVORO

La morte nella scuola-lavoro di Lorenzo Parelli, studente di Udine, ci
ha lasciato sbigottiti, addolorati, spezzati dal dolore. Il nostro primo
pensiero va alla famiglia e agli amici, ma interroga anche pesantemente
tutto quel mondo della formazione professionale e della scuola che ha
accolto acriticamente la pratica di allontanamento di giovani studenti e
studentesse dalle aule scolastiche per metterli a disposizione come
manovalanza di aziende private. L'incidente si è verificato in un
centro di formazione professionale, ma avrebbe potuto capitare in
qualsiasi scuola secondaria, da quando la controriforma renziana ha
imposto l’obbligatorietà dei percorsi scuola-lavoro. D'altronde, il
ministro dell'Istruzione è l'entusiasta Bianchi, che ha addirittura
pensato di estendere questa attività nelle scuole primarie,
introducendovi un tutor che avvii bambini e bambine "al mondo del
lavoro", con un'operazione perversa di descolarizzazione di massa. La
malascuola di Renzi ha introdotto l'attività lavorativa obbligatoria
nel percorso di istruzione scolastica con il fine malcelato di insegnare
alle giovani generazioni le basi fondamentali (ideologiche e pratiche)
del mondo del lavoro nell’epoca del neoliberismo trionfante:
precarietà, dequalificazione, sfruttamento e, compreso nel pacchetto,
la mancanza di sicurezza. È questa una delle piaghe che colpisce da
anni lavoratrici e lavoratori a ritmi assurdi, con più di tre incidenti
mortali al giorno, tanto da farci dire che non si tratta di
“incidenti”, ma di un vero e proprio rischio calcolato dalle aziende
per imporre ritmi e organizzazione della produzione insopportabili.

Nella scuola, soprattutto negli istituti tecnici e professionali, questa
pratica ha messo a disposizione delle aziende sui territori centinaia di
migliaia di giovanissimi/e che, con la giustificazione di imparare il
mestiere, introiettano la concezione dominante per cui è una fortuna
trovare un impiego anche se i diritti (salariali, contrattuali, di
orario e organizzazione) devono essere sacrificati in nome di una
produzione finalizzata ai profitti privati piuttosto che a soddisfare i
bisogni sociali di tutta la cittadinanza. Ricordiamo tutti gli esempi di
sfruttamento intensivo assurti a “eroi” nella comunicazione
pubblicitaria: Renatino che lavora H24 e non ha mai fatto un giorno di
ferie, Mohamed felice di lavorare in Amazon. Sono esempi di propaganda
che mostrano la bellezza dello sfruttamento, ma non la perdita dei
diritti conquistati nella seconda metà del secolo scorso a suon di
lotte. L'ASL (Alternanza scuola lavoro), ora pudicamente ridenominata
PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l'Orientamento), insieme
agli stages gratuiti e al sotto inquadramento degli apprendisti,
costituisce la nuova frontiera del mercato del lavoro, in cui lo scambio
non è più tra forza lavoro e salario, ma tra lavoro e formazione,
reale o presunta che sia. Spesso si tratta di lavoro gratuito tour
court, un ossimoro anche da un punto di vista costituzionale. L'art. 36
prevede che il lavoratore/trice ha diritto ad una retribuzione, che "
...in ogni caso garantisca a sé e alla sua famiglia un'esistenza libera
e dignitosa". La funzione valoriale dell’ASL e degli stages è qui
evidente: formare i giovani all'idea di un lavoro senza diritti. E che
la scuola pubblica, ma anche la formazione professionale regionale,
svolgano una funzione del genere è scandaloso. Esattamente come noi, il
movimento studentesco, che sta rialzando la testa dopo due anni di
reclusione psicologica, denuncia l’ASL/PCTO come una malapratica da
abolire, per riportare nelle aule (da ampliare, ristrutturare e rendere
accoglienti) studenti e studentesse: non si migliora la scuola
allontanando dall’istruzione, ma rendendo migliore la scuola
eliminando le classi-pollaio, aumentando gli organici e attrezzando
laboratori e aule di strumenti adeguati e ammodernati.

Come COBAS chiediamo: 1) la sospensione immediata di tutti i percorsi di
scuola lavoro nell'anno in corso; 2) l'abolizione del PCTO/ASL nelle
scuole e la revisione dei percorsi formativi nei centri di formazione
professionale; 3) basta con lo sfruttamento di lavoro non retribuito
sotto forma di stage gratuito; 4) sostituzione dell'addestramento al
lavoro con la riflessione critica e la formazione approfondita sui
diritti e sulla sicurezza sul lavoro; 5) formazione specifica al lavoro
a carico delle aziende dopo la fine dei percorsi di studio; 6)
ammodernamento dei laboratori nelle scuole con la strumentazione
necessaria; 7) eliminazione classi-pollaio, aumento degli organici
(docenti e ATA).

SU QUESTI TEMI E CON QUESTI OBIETTIVI I COBAS SCUOLA CONVOCANO PER IL 28
GENNAIO LO SCIOPERO DELL'INTERA GIORNATA NELLE SCUOLE SUPERIORI (MEDIE
DI SECONDO GRADO) INSIEME AGLI STUDENTI IN LOTTA, CON MANIFESTAZIONI
LOCALI UNITARIE.

ESECUTIVO NAZIONALE COBAS SCUOLA