
Abbiamo bisogno di disertare e sabotare a partire dagli spazi che viviamo quotidianamente. Sappiamo bene come il pacifismo delle nostre università e di tutte le istituzioni europee in realtà nasconda una logica guerrafondaia. Le università italiane hanno preso posizione rispetto al conflitto tramite atti di censura che riteniamo inaccettabili come la cancellazione del corso di Paolo Nori su Dostoevskij all’università Milano Bicocca e note di diffida a professori che hanno espresso pubblicamente posizioni non allineate alla politica del governo come nel caso del professor Alessandro Orsini della Luiss. Mentre continuano a ricevere finanziamenti da aziende come Leonardo Spa, una delle principali aziende produttrici di armi a livello mondiale, con cui l’università La Sapienza che dal 2002 sigla accordi di partnership.
Crediamo che i luoghi di formazione debbano essere spazi per dare sostanza e pratica a un pacifismo radicale fondato su basi materiali. Abbiamo bisogno di riprenderci questi spazi per dare vita a un nuovo movimento pacifista radicale transnazionale che sia in grado di disertare, sabotare e sovvertire le macchine belliche.
Il 30 e 31 marzo inizieremo a sabotare e disertare partendo da quello spazio che viviamo ogni giorno, l’università.
Saremo nella facoltà di Lettere e Filosofia con dibattiti, assemblee e momenti di socialità per dire a gran voce che per costruire un futuro che non sia incerto dobbiamo partire disertando questo presente.