festa Ciro Principessa

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Data appuntamento: 
Sabato, 14 Maggio, 2022 - 22:22

Dopo due anni di pandemia ritorna la festa per ricordare Ciro Principessa militante comunista ucciso dai fascisti il 20 aprile 1979.
Organizzata dal Comitato di Quartiere Villa Certosa, l'isola che c'è nella terra di nessuno.
Musica, Concerti, Tavola Rotonda, Animazione per Bambini e Adolescenti, Torneo di Biliardino, Ciclofficina, Bio-Mercato, Artigianato, Stand di Associazioni, riffa e tanto altro...

XII FESTA DI CIRO – IL PROGRAMMA COMPLETO
14 MAGGIO 2022 - dalle 10.00 alle 24.00

Giardino Liberato
(Via Galeazzo Alessi)
10.00 Bio-mercato Certosino
11.00 Malamurga
11.00 Pianeta Sonoro e Le Danze di Piazza Vittorio
13.00 Brancoro
14.00 Gonzalo
15.00 Laboratorio di writer (lungo il muro della ferrovia)
15.15 Mood Acustic Duo
16.15 Long Wave
17.15 Pigneto Orkestra

Via dei Savorgnan
10.00 Mercatino dell'artigianato e stand delle associazioni
14.15 Gonzalo

Piazza Ciro Principessa
(Largo dei Savorgnan)
11.30 Magie In-Cartate con "Il Grande Cocomero” (laboratorio per bambini al giardino)
13.00 Pranzo sociale socializzante
14.30 Gonzalo
14.45 Capitan Calamaio
15.00 Torneo di biliardino (al giardino)
15.45 Matilde Politi
16.45 Irish Popcorn
17.30 Dibattito collettivo “Pratiche di conflitto per la riappropriazione dei territori”
19.00 Ponentino Trio
20.00 Filuccio e Fattacci
21.00 Towerpine Blues Band
21.45 Estrazione della riffa
22.00 I Neurologici ft. Barabbas & O President aka Prince Mò
22.45 All Tribes Sound System meet Real Rock
Durante tutta la festa sia al Giardino Liberato che in Piazza Ciro Principessa troverete un punto ristoro gestito dai volontari del Comitato di Quartiere Villa Certosa.

BENVENUTƎ NELLA TERRA DI NESSUNO
“le cose di nessuno” non vanno intese letteralmente come “cose di nessuno”, ma di nessuno in particolare e cioè di tutti.
* La Certosa: l’isola che non c’è *
Il 19 Aprile 1979, giorno dell’apertura al pubblico della Biblioteca Popolare di Via Torpignattara, come spazio di riscatto di una periferia abbandonata a se stessa, tanto voluta dalle compagne e compagni della FGCI, Ciro è stato ucciso dal fascista Claudio Minetti, venuto con l’intento di accoltellare un compagno cercando la provocazione nel furto di un libro.
Con Ciro nel cuore, e le radici in quegli anni di militanza, di scontri, di lotte per la giustizia sociale, il Comitato Certosa porta avanti quel progetto di cambiamento sociale e riqualificazione del territorio così necessario ancora oggi.
Sono anni infatti che l’amministrazione svende il nostro territorio, divenuto bottino di negoziazioni tra pubblico e privato, prima ancora di essere riconosciuto come territorio di chi lo abita. Un’amministrazione sorda alle nostre richieste di riqualificazione partecipata e di garanzia dei servizi basilari come la pulizia, il verde, la regolamentazione viaria, la gestione dei rifiuti e la manutenzione dell’arredo urbano.
In un contesto in cui diminuiscono le aree verdi, ma aumentano il valore degli immobili, gli interessi di costruttori e commercianti senza scrupoli e lo scollamento sociale chiediamo:
• L’acquisizione del parchetto Liberato, frutto della speculazione privata. Per far giocare in sicurezza le bambine e i bambini del quartiere
• Una Piazza. Per vivere la nostra socialità senza escludere nessunə ed essere riconosciutə come quartiere
• L’inserimento nei Piani di Zona. Per ripensare e costruire nuovi servizi e sancire i diritti all’abitare e al benessere collettivo del nostro quartiere
• La realizzazione dell’isola ambientale. Per muoverci in sicurezza e rispettare lo spazio di tuttə
Ma ci viene detto che la Certosa non esiste, che non è mai stata acquisita nel patrimonio capitolino e non possono essere realizzati interventi di riqualificazione.

BENVENUTƎ NELL'ISOLA CHE NON C'È!
* Il Parchetto che non c’è *
Questa area verde, storicamente già giardino della Certosa, è stata data in compensazione al Comune di Roma dalla società C.L. di Chiaravalle Carlo e C. s.a.s per la costruzione di box sotterranei, ma non è stata mai messa a norma e acquisita dal Comune di Roma con un continuo rimbalzo di responsabilità.
Infatti i costruttori, pur installando sull’area una parte di arredi preposti, non hanno rispettato alcune normative di sicurezza e per tale ragione non hanno ottenuto la documentazione per la messa a norma. Il Comune di Roma non ha dunque mai preso in carico l’area bloccandola in un limbo burocratico.
Dopo anni di lotte e promesse non mantenute, prima con le istituzioni e poi con i costruttori, dal 2008 il Comitato di Quartiere insieme alla cittadinanza ha deciso di occupare il giardino, ad oggi unico spazio verde della zona, dando vita ad una pratica di uso civico, collettivo e urbano. Questo piccolo angolo verde è utilizzato e vissuto ogni giorno da bambinə e abitantə del quartiere e non solo.
Gestito e manutenuto dalle cittadine e dai cittadini e dal Comitato di quartiere, il quale si occupa dell'apertura e chiusura, pulizia, e organizzazione di numerose iniziative sociali e culturali che rendono questo spazio il fulcro della socialità di quartiere e unica zona verde non degradata.
* La Strada che non c’è *
Questo è l’ultimo paradosso che ci ha coinvoltə: Via dei Savorgnan, la strada principale del nostro quartiere, non è riconosciuta come strada comunale, risulta strada demaniale, non acquisita a patrimonio pubblico e pertanto non adatta a ricevere soldi pubblici per opere di riqualificazione e miglioria.
Questo ha fatto perdere al nostro quartiere l’occasione di poter usufruire dei fondi stanziati per la realizzazione dell’isola ambientale dalla scorsa Giunta.
Per sopperire all’assenza delle istituzioni negli anni il Comitato ha organizzato Scioperi alla rovescia in cui le cittadine e i cittadini si sono fattə carico di pulire le strade e ridisegnare la segnaletica orizzontale per sottrarre il quartiere all’abbandono e l’incuria.
* La Piazza che non c’è *
Ad oggi il nostro quartiere, pur essendo caratterizzato da case basse, dove la socialità è ancora vissuta come in un paese, è sprovvisto di una piazza degna di tale nome. Largo dei Savorgnan è uno spiazzo usato come parcheggio abusivo, dove avventorə dei locali notturni e cittadinə incivili cannibalizzano la sicurezza viaria e də pedoni, forti di uno stato di assenza delle regole e al di là della legalità.
Per questo abbiamo chiesto all’Amministrazione Caliste un percorso partecipato di co-progettazione della Piazza su misura delle esigenze di chi vive la Certosa.
E in tutta risposta ci è stato ribadito che ad oggi Via dei Savorgnan e il suo Largo non sono riconosciute strade pubbliche e per tanto non è possibile destinarvi soldi pubblici per la riqualificazione.
Il Comitato negli anni ha consegnato al Municipio due progetti di Piazza e a Giugno 2021, dopo continue promesse mai mantenute dalle amministrazioni, ha risanato, attrezzato e aperto alla collettività il Giardino Ciro Principessa in Largo dei Savorgnan, fino ad allora discarica abusiva. �
Un primo passo verso la costruzione di una Piazza per la Certosa. In questo spazio sono nati “L’angolo di Charlie”, una biblioteca libera di fumetti per ragazze e ragazzi, e da aprile 2022 la ciclofficina popolare Ciclocertosa, con l’obiettivo di promuovere una mobilità sostenibile nel nostro quadrante che sia accessibile a tuttə.
* Il Verde che non c’è *
Vogliamo che sia rispettato il diritto di verde pro-capite sancito dall’OMS in almeno 9 mq nell’arco di 300m.
In Certosa l’unica area verde è il pratone della quercia monumentale, tra Viale Filarete e Via dei Savorgnan. A causa delle mire speculative e dell’avarizia dei proprietari del terreno, questo spazio che potrebbe diventare il primo spazio verde pubblico della zona, rimane abbandonato, senza cura ed utilizzato come discarica abusiva di rifiuti ingombranti e non.
Continuiamo da anni a chiedere l’acquisizione del Pratone della Quercia a Patrimonio pubblico, per garantire l’unico polmone verde della zona e salvare da mire speculative un’area da vivere tuttə insieme.
Il Comitato si occupa periodicamente della sua pulizia e solo durante l’iniziativa del 30 Gennaio 2022 abbiamo rimosso quasi mezza tonnellata di rifiuti.
Ci battiamo quindi per un Piano di gestione ecosistemico strategico che conservi ed esalti gli aspetti peculiari della Certosa, “un paesino nella città”, dove la socialità, la solidarietà e l’incontro culturale e generazionale lo rendono unico nella zona.
Non vogliamo finire nei vortici della gentrificazione, nelle vecchie logiche della speculazione, spazzatə via dall’ottusità della classe dirigente.
* Noi ci siamo e stiamo costruendo l’isola che c’è! *14