
Lunedi 6 giugno:
Ore 19.30- Communia, Viale dello Scalo S. Lorenzo, 33
Presentazione del San Lorenzo Pride
A seguire Cinequeer : Proiezione del film Pride di Matthew Warchus
Sottoscrizione libera a sostegno del San Lorenzo Pride
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Come persone che da tanti anni agiscono politicamente in diversi ambiti e in diverse modalità a difesa dei diritti sociali e civili abbiamo ritenuto che, mai come quest’anno, fosse necessario pensare in maniera intersezionale anche i luoghi in cui celebrare l’orgoglio lgbtqia+ durante il Roma Pride 2022.
Perchè realizzare eventi orgogliosamente queer in più aree della città e in particolare in un quartiere come San Lorenzo? Cosa c’entra il Pride con un territorio geografico di una metropoli? In questi ultimi 5 anni abbiamo assistito a tentativi, alcuni purtroppo riusciti, di impoverire ulteriormente del tessuto sociale di questa città, con conseguenze nefaste sulle fasce più deboli e marginalizzate della cittadinanza Romana.
Più volte abbiamo gridato “Hanno fatto un deserto e l’hanno chiamato legalità” e non possiamo non vedere che quella scure legalitaria si è abbattuta sulle persone e sugli spazi transfemministi, intersezionali e queer.
I territori vengono caratterizzati dalle relazioni umane che li animano, le quali modificano la loro conformazione sociale, topografica ed urbanistica. In quest’ottica, i temi della gentrificazione, degli sgomberi e della mercificazione delle istanze culturali e ludiche non sono estranei alla lotta per una reale vivibilità ed agibilità tranfemminista ed inclusiva delle aree metropolitane.
Di recente sono state salvate in extremis due realtà importantissime per Roma, per le donne romane e per chiunque creda nella lotta contro la violenza maschile sulle donne e contro la violenza di genere sui generi, cioè la Casa Internazionale delle Donne e Lucha y Siesta. Ma la lista degli sfregi possibili è lunga e rischia di colpire in un solo quartiere, San Lorenzo, più spazi di aggregazione che sono anche queer.
Alla lista prefettizia di immobili da sgomberare è stato aggiunto il palazzo occupato dai fascisti di Casapound all’Esquilino. La nostra storia ci impedisce di vivere e sentire quella occupazione come un mero problema erariale perché abbiamo occupato, occupiamo e occuperemo ogni qualvolta la necessità nostra e l’immobilismo istituzionale ci costringeranno a questa pratica per garantirci da solǝ il diritto all’abitare e agli altri servizi che ci spettano. Lo spazio in Via Napoleone III va sgomberato perché è una sede fascista. Questa dovrebbe essere la motivazione principale, se non l’unica, di chi si fa portavoce di proclami in merito alla sicurezza delle strade di Roma in quanto principio fondante della nostra Costituzione.
Non ci sembra un caso che quell’immobile sia stato aggiunto alla lista solo di recente, dopo anni di violenze riconducibili ai fascisti che si riuniscono in quella e in altre sedi. È un chiaro tentativo di spostare l’attenzione dalla speculazione all’antifascismo che, però, non ci incanta.
Abbiamo negli occhi e nei cuori quanto successo al Cinema Palazzo.
Mentre si proclama per l’ennesima volta il possibile sgombero di Casapound, infatti, si torna a discutere del complesso di Via dei Campani su cui insiste, esiste e resiste Communia, spazio che rischia di essere spazzato via dalla smania palazzinara che investe anche ESC Atelier in virtù - se può mai essere considerata virtuosa - della famigerata delibera 140 che riguarda da anni anche la Palestra Popolare di San Lorenzo.
Come realtà facenti parte del Coordinamento Roma Pride e del territorio sanlorenzino reclamiamo spazi safe per le persone LGBTQIA+ in tutta la città e, ancora di più, sentiamo di dover difendere quelli già esistenti, perché in quegli spazi di San Lorenzo abbiamo vissuto e viviamo la nostra quotidianità politica e sociale, che sia da militanti che da utenti queer.
Chiediamo che gli sgomberi a San Lorenzo e in tutta la città siano definitivamente bloccati, perché non è privando i quartieri di spazi socio - abitativi che si garantisce sicurezza, perché le strade sicure le fanno le persone che le attraversano, come abbiamo ribadito in occasione della passeggiata anti violenza dello scorso Febbraio - TAKE BACK THE NIGHT - indetta da diverse realtà dopo numerosi episodi di molestie e aggressioni verbali e fisiche, che di certo non dipendono dall’esistenza degli spazi occupati ma da una gentrificazione capitalista, per forza di cose irresponsabile in quanto tesa solo al lucro.
Gentrificazione di cui sono complici le istituzioni che, se da una parte, tuonano contro la cosiddetta cultura dello sballo, la malamovida e i chupiti a due euro, dall’altra continuano a concedere permessi ad edificare residenze inaccessibili alla maggior parte della gente comune o campi da padel nelle già esigue aree verdi, a concedere licenze ai locali, additando poi come problema per le sicurezza i nostri spazi queer, in cui noi , associazioni, collettivi, attivistə, cerchiamo di sopperire alla carenza di servizi, al vuoto culturale e alla mancanza di spazi di aggregazione non finalizzati al commercio.
In questi luoghi faticosamente continuiamo a fare informazione sull’uso responsabile di qualsiasi sostanza in senso anti proibizionista, sulla cultura del consenso, su una sessualità sicura senza pregiudizi riguardo a sesso, genere, identità di genere e orientamenti sessuali, offrendo spazi per la socializzazione, per lo studio, per le consulenze di ogni tipo, accessibili a chiunque.
Esigiamo l’agibilità degli spazi di vita e delle strade per le donne. Non come vittime, ma attrici di una quotidianità dove la sicurezza di chi è socializzata donna e/o viene percepita tale fa da cartina di tornasole alla vivibilità anche per il resto della cittadinanza. Vogliamo spazi a dimensione umana e inclusivi per le e i migrantə, le persone queer, lgbtquia+ e per chi pratica forme di relazioni eticamente non monogame, per le forme di famiglie e sessualità non convenzionali, per le persone neurodivergenti e con qualsiasi disabilità.
Vogliamo continuare poi a fornire informazioni, aiuto e supporto in merito ai nostri diritti riproduttivi a chiunque avesse bisogno di accedere all'ivg - quotidianamente calpestati da certune realtà anti-scelta purtroppo ben note - e vogliamo farlo in uno spazio safe, non obiettore e non giudicante, dal momento che la situazione in Italia per quanto riguarda l'interruzione volontaria di gravidanza è a dir poco disastrosa. Intendiamo contrastare i tabù e la narrazione univoca sull'aborto - la quale collega l'ivg a una scelta esclusivamente dolorosa e biasimevole - anteponendone una più ampia, che tenga anche conto non solo delle realtà cisgender ma anche di quelle trans e intersex.
In questo quartiere manca tutto e quello che c’è viene garantito proprio da associazioni, collettivi, singole persone che le istituzioni vogliono cacciare.
Il senso di questa settimana di eventi è questo: vogliamo gridare forte che tutto il mondo ci appartiene, che i diritti non li elemosiniamo, che le lotte o sono intersezionali o non sono tali!
Promosso da I Sentinelli di Roma e Le Tre Ghinee
Co-organizzato con:
Atletico San Lorenzo
Degender Communia
GayNet Roma
Il Grande Cocomero
Kinky Girls
La Roboterie
Le Mura music Club
Libreria Antigone
Omogirando
Prisma - Collettivo Lgbtqia+ Sapienza
RiccioCapriccio
Zia Maria
NUDM Roma