
L’8 novembre a Piazzale Clodio è fissata la prima udienza del processo
nei confronti di un ex infermiere del Pronto Soccorso del Policlinico.
L’accusa è diffamazione nei confronti dell’Azienda .
I fatti si riferiscono al 3 aprile del 2019. La “piazzetta” del Pronto
Soccorso del Policlinico si presentava come sempre con la solita
spianata di barelle dove stazionavano da giorni in condizioni indecenti
i pazienti in attesa di posto letto. Lo stazionamento nell’inferno della
“piazzetta” era (e lo è tuttora) un passaggio obbligato per chiunque si
rivolga al Pronto Soccorso e abbia bisogno di un ricovero.
Quella mattina viene portato dal 118 un senatore, vittima di incidente
stradale. Immediatamente si attiva tutto lo staff dirigenziale
dell’ospedale. Oltre i vari direttori si presentano senatori, deputati,
ex ministri, assessori ecc. . In tempi record si escludono urgenze in
atto e, nel giro di un paio d’ore dall’accesso in Pronto Soccorso, per
un osservazione precauzionale, esce fuori un posto di Rianimazione da
dove viene dimesso la mattina dopo…..il senatore “la piazzetta” non l’ha
vista neanche da lontano. Il Policlinico ha fatto un bella figura!!
La vicenda esce fuori pubblicamente e l’infermiere fa anche un esposto
alla Procura .
La Direzione del Policlinico invece di avviare un inchiesta per
accertare se quello del senatore sia stato effettivamente un percorso
congruo con quanto avviene per gli altri pazienti, prima sospende dal
servizio l’infermiere per 4 mesi (senza stipendio) e poi lo denuncia
penalmente .
Da alcuni mesi è in corso un altro processo penale a carico di due
infermieri accusati anche loro di “ aver leso l’immagine dell’Azienda”,
questa volta lo Spallanzani. Si erano permessi di informare, tramite una
telefonata a Radio Onda Rossa di una iniziativa di lavoratori in
occasione di una venuta di Zingaretti nell’ospedale. Anche per loro
sospensione dal servizio per tre mesi e denuncia penale. Il Tribunale
del lavoro in sede civile ha ritenuto illegittimo il provvedimento di
sospensione, obbligando lo Spallanzani a risarcire gli infermieri degli
stipendi ed a versare 4000 euro al Cobas Sanità Università e Ricerca
che si era costituito Parte Civile…..ma la denuncia penale è rimasta.
L’instaurazione di un clima intimidatorio e minaccioso delle Direzioni
nei confronti degli operatori ormai è una realtà che si sta consolidando
ed estendendo non solo negli ambienti di lavoro sanitari. Il messaggio è
chiaro: Chi osa informare, denunciare le nefandezze che quotidianamente
avvengono nei posti di lavoro sarà perseguitato per anni.
Sulla marea di morti ed infortuni sul lavoro, sulle dilaganti
diseguaglianze, sul peggioramento delle condizioni di lavoro…… i
lavoratori e le lavoratrici NON devono tacere per NON"normalizzare"
queste ed altre forme di VIOLENZA, perché oltre a subirle ne possono
diventare complici con la loro passività e i loro silenzi.
Basta solo l'esempio dello stupro, avvenuto pochi giorni fa, all'interno
di un ripostiglio di un reparto di urologia del Policlinico Umberto 1
sul corpo di una allieva infermiera da parte di un dipendente aziendale
già conosciuto per le sue violenze e abusi. In un luogo di cura dove
benessere, formazione, consenso, dignità dovrebbero essere diritti
irrinunciabili e garantiti a tutte/tutti.
Il superamento dell’attuale condizione di oggettiva debolezza dei
lavoratori passa anche dalla solidarietà e vicinanza a tutte le
lavoratrici e lavoratori coinvolti in queste vicende e nella riconquista
di una dignità.
COBAS POLICLINICO
QUELLE/I CHE NON RIUSCIRETE A ZITTIRE