
RAVE PARTIES.
Si chiamavano illegali prima, si chiamano illegali adesso. Si chiamava repressione prima, si chiama repressione adesso. Non solo ci allarma e disgusta il "decreto anti-rave" che rappresenta in realtà una norma liberticida volta a accanirsi ulteriormente contro ogni organizzazione spontanea dal basso ed ogni riappropriazione di spazi collettivi a 360°, ma ci opponiamo fortemente alla logica che vuole i RAVE come una espressione estrema e degenerata della libertà, e attraverso questa iniziativa vogliamo ricordare che il mondo degli illegali ha una sua storia, una sua cultura e rappresenta sì un estremo, ma nell'essere esempio di un rifiuto totale del capitale che vorrebbe il divertimento e lo scambio collettivi totalmente asserviti alla logica del consumo e del denaro. Il benessere secondo alcuni lo si deve solo avere pagando.
Non ci facciamo certo soggiogare dall'uso scorretto, scostante e fazioso che i media mainstream fanno di questa espressione culturale-musicale che rappresenta tra le altre cose una pluridecennale parabola ininterrotta di autogestione.
Il Gruppo Anarchico BAKUNIN (IFA- FAI) mercoledì 9 presso lo spazio in Via Fausto Vettor, 3 a Roma
Presenta l'iniziativa: ROMA ILLEGALE
Dalle 18:00 dibattito, aperitivo, proiezioni ed interventi di Roberto Grossi (graphic novel CASSADRITTA) e Federico Rampini (libro QUANDO IL FUMO SI DIRADA)
dalle 19:30 proiezione del documentario ROMA ILLEGALE alla presenza dell'autore Andrea Scarcella,
un documentario che narra la storia capitolina dei RAVE mostrando la storia di una fascia di sottoproletariato urbano che, orfana dei rave commerciali, non ha più uno spazio reale per potersi esprimere, rischiando di diventare facile preda dei movimenti neofascisti di inizio anni ‘90, dà inizio alla stagione Romana dei RAVE ILLEGALI, strumento che dopo quasi 30 anni dagli eventi raccontati nel documentario ancora riesce a convogliare nella pratica dell’occupazione e dell’autogestione decine di migliaia di persone in tutta Europa in maniera totalmente imprevedibile per le istituzioni. Il Rave è espressione artistica, sperimentazione musicale, orizzontalità, empatia ed inclusione sociale. A pieno titolo l’ultima grande controcultura nata nel Novecento, che tra alti e bassi ha saputo trasformarsi e rinnovarsi nell’era della comunicazione digitale eludendo il mercato. Un ponte culturale tra le generazioni che non conosce confini e barriere di alcun tipo.
A seguire cena a sottoscrizione libera