SOLIDARIETA'AI PRIGIONIERI PALESTINESI - Mercoledì 9 novembre sit in e fiaccolata dalle 17 e 30 alle 19 e 30- Pzza. della Madonna de Loreto-PARTECIPIAMO NUMEROSI

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Mercoledì, 9 Novembre, 2022 - 21:22

50 prigionieri politici palestinesi in “detenzione amministrativa”
sospendono lo sciopero della fame nelle carceri dello stato di apartheid
di Israele in attesa di un accordo che tuteli i loro diritti.
Continua da 74 anni, nel quasi totale silenzio della stampa e dei
“difensori dei diritti”, la repressione e
la pulizia etnica della Palestina. Con la carcerazione degli attivisti
palestinesi si mira a fiaccare la
resistenza e la lotta di liberazione di un popolo da troppo tempo in
cerca di un suo Stato.
Recenti rapporti di B'Tselem, Human Rights Watch e Amnesty International
dichiarano e descrivono
come apartheid il sistema di oppressione e dominazione di Israele sulla
popolazione palestinese.
Infatti, sono costanti la repressione e gli espropri, operati a
esclusivo beneficio degli ebrei israeliani, la
distruzione delle case e le uccisioni dei palestinesi. Questo è
apartheid, ed è proibito dal diritto
internazionale.
Chi si oppone e lotta contro l’occupazione viene arrestato senza una
accusa precisa
e viene messo in “detenzione amministrativa”.
Oltre alla colonizzazione e alla frammentazione dei territori occupati,
oltre agli espropri di terre e
case, oltre alla negazione del diritto al ritorno dei profughi
dall’estero (diritto riconosciuto
dall’ONU con la risoluzione 194), oltre all’uccisione dei manifestanti
da parte dell’esercito (che si
autodefinisce come appartenente all’unico stato democratico in medio
oriente), si ricorre alla più
brutale delle repressioni: l’arresto, anche di minori.
A settembre 2022, circa 800 palestinesi erano detenuti nelle carceri
israeliane in
“detenzione amministrativa”.
I prigionieri politici palestinesi attualmente detenuti sono circa 4.700
La detenzione amministrativa è una delle forme di repressione dello
stato di Israele contro il
popolo palestinese e spesso è accompagnata da torture sia fisiche che
psicologiche, anche nei
confronti dei minori. La politica di detenzione amministrativa di
Israele consente la detenzione di
palestinesi senza accuse o processo, per periodi rinnovabili (da parte
dei tribunali militari) dai tre
ai sei mesi, anche per anni, sulla base di prove non rivelate che
persino l’avvocato del detenuto
non può visionare, impedendo così il diritto alla difesa.
L’Associazione dei Prigionieri Palestinesi (un gruppo di difesa dei
prigionieri) ha dichiarato che 28
dei 30 detenuti che avevano iniziato lo sciopero della fame sono stati
messi in isolamento nella
prigione israeliana di Ofer. In questi giorni lo sciopero è stato
sospeso e l’occupazione israeliana ha
accettato di rilasciare detenuti amministrativi malati e anziani,
comprese donne e bambini, entro i
prossimi due mesi. L’accordo include anche la presentazione di una
discussione sulla durata
massima dei rinnovi della detenzione amministrativa e la fine di questi
ripetuti arresti arbitrari.
IN SOLIDARIETA’ CON CHI LOTTA PER I PIU’ELEMENTARI DIRITTI
CONTRO LA DETENZIONE AMMINISTRATIVA, CONTRO L’ARRESTO ARBITRARIO
AL FIANCO DEL POPOLO PALESTINESE

SIT IN E FIACCOLATA A ROMA IN PIAZZA MADONNA DI LORETO
IL 9 NOVEMBRE DALLE 17:30 ALLE 19:30
COMITATO CON LA PALESTINA NEL CUORE – COMUNITA’ PALESTINESE DI ROMA E
DEL LAZIO – GIOVANI PALESTINESI DI ROMA –
ASSOPACE PALESTINA – AMICI DELLA MEZZALUNA ROSSA PALESTINESE – RETE
ROMANA DI SOLIDARIETA’ CON IL POPOLO
PALESTINESE – ASSOCIAZIONE AMICI DEI PRIGIONIERI PALESTINESI – BDS ROMA
– AMNESTY INTERNATIONAL ITALIA