
SIAMO UFFICIALMENTE SOTTO SGOMBERO
Qui stiamo qui rimaniamo! Insorgiamo contro la gentrificazione.
Invitiamo tutte e tutti, collettivi, sindacati, lavoratori, studenti, artisti, associazioni e individui
a partecipare lunedì 5 dicembre all'assemblea pubblica alle h. 19,30 negli spazi della Casa
occupata di via Garibaldi 210.
Un'assemblea pubblica per poter determinare collettivamente un percorso di convergenza non solo
per difendere questa occupazione ma difendere tutta l'isola da questa gentrificazione in atto.
In data 29 novembre 2022 ci viene notificata da parte dell'ufficio patrimonio demanio e politica
abitative del comune di Taranto, di lasciare l'edificio entro 10 giorni, altrimenti procederanno allo
sgombero coatto con o senza la presenza degli abitanti.
Questo avviene dopo l'azione di polizia verificatasi il 28 settembre 2022 che portò all'ennesima
identificazione degli abitanti.
Oltre alla minaccia di sgombero hanno anche aperto un procedimento penale per occupazione
(siamo gia stati assolti una volta il 4 novembre 2021) ma ci rifilano anche l'accusa di
deturpamento e imbrattamento (murales). Non capiamo come il comune, dopo una campagna
( Trust ) di street art che ha investito alcuni quartieri di Taranto, ritiene i nostri murales
deturpamento e imbrattamento.
A seguito dell'azione di polizia fu fatto un presidio al comune per ribadire un concetto: la soluzione
è politica.
A distanza di due mesi l'unica risposta da parte del comune di Taranto è la notifica di sgombero.
La sua classe politica non mette la faccia in questa azione di forza e delega all'ufficio tecnico
la sua scelta. Questa è quanto.
Sapevamo dal primo giorno di occupazione di un possibile sgombero che prima o poi avrebbe
minacciato la nostra esperienza politica, sociale e abitativa.
Non staremo a ribadire quello che abbiamo fatto e continuiamo a fare in questi quasi 10 anni. Il
quartiere lo sa! Molti e molte della città lo sanno, comprese le sue istituzioni.
Vogliamo però ricordare e sottolineare che aver occupato queste case con i suoi spazi ha
rappresentato la sottrazione di uno stabile al degrado e abbandono, alla criminalità organizzata e
alla speculazione edilizia (chi ha memoria saprà di certo che lo stabile di via Garibaldi 210 era stato
ristrutturato per speculare sui fondi Urban 2, per farne un ostello, nell'epoca della sindaca Di Bello,
per poi non venir mai messo in uso ma abbandonato all'incuria). Un luogo riconsegnato alla
comunità.
Un luogo dove abbiamo iniziato a praticare e diffondere un pensiero di società altra, basato sui
valori di solidarietà, eguaglianza, giustizia sociale ed economica. Un luogo dove bisogni, relazioni
umane, sociali e culturali non sono mercificati. Un luogo dove si è ricominciato a coltivare un
sogno di società diametralmente opposto all'attuale società capitalistica. Un'esperienza finalizzata a
costruire autodeterminazione ed emancipazione nei vicoli della città vecchia.
Un percorso di classe, rivoluzionario per liberarci da devastazioni ambientali, territoriali, miseria e
occupazione militare. Questo siamo!
Una città vecchia storicamente abbandonata da oltre 50 anni. Un'intera comunità fu “deportata” in
modo scientifico da parte delle istituzioni. Una “deportazione” per favorire i padroni della città che
allargarono la città cementificando ettari ed ettari di campagna per poi creare altri quartieri ghetto.
Un processo politico giustificato da una necessità di riqualificazione (la stessa che portò la
dittatura fascista a demolire il pittaggio Turripenne (discesa del Vasto).
In questi molti decenni l'unico cambiamento è il dato demografico: una popolazione di oltre 20000 abitanti si è giunti a 2700 di oggi. Un territorio lasciato solo, senza lavoro e senza alcun servizio
sociale, sanitario e culturale, snaturato nella sua autenticità di luogo di marineria, dove il degrado
urbanistico e sociale l'hanno fatta da padroni.
E quindi ci risiamo! Un nuovo ciclo di deportazioni si sta concretizzando. La minaccia di
sgombero della casa occupata non è altro che un nuovo passo nel processo di gentrificazione in
corso in città vecchia.
Un territorio che vede oggi arrivare milioni di euro. Fatto, questo, dimostrato anche dall'imponente
cantierizzazione della città vecchia, per trasformarla ad uso e consumo di un turismo di massa,
vuoto di cultura e scambio, ma solo per profitti per pochi, cancellando definitivamente memoria e
tradizione. Un territorio dove persiste un elevata disoccupazione soprattutto tra giovani e donne.
Alla testa di questo processo ci sono la vecchia e la nuova giunta Melucci.
Anni di bandi e studi, affidati a studi di architetti di ogni dove, senza praticare l'unica cosa da fare:
ascoltare i suoi abitanti. Una riqualificazione spacciata come riscatto, ma che nella realtà sta
mercificando e svendendo il territorio.
Qui non c'è buona fede, ma una volontà politica chiara e precisa da parte dei poteri forti (industriali,
massoni, militari e palazzinari). Questo processo di gentrificazione è un metodo capitalistico che
trasforma e sfrutta il territorio e che è già stato visto in molte città in Italia come in Europa.
Sappiamo come va a finire!
Noi pensiamo che possa andare diversamente! Questo attacco è un attacco al territorio e alla sua
comunità. Consideriamo la gentrificazione uno strumento di controllo sociale ed economico, tanto
quanto la guerra, l'attacco ai diritti, la cancellazione dell'ultimo residuo di stato sociale, l'attacco ai
più deboli ed emarginati.
La nostra non è e non sarà una lotta di resistenza allo sgombero, ma uno scontro diretto tra
due visioni di concepire la società. Questa è lotta di classe. Lotta tra oppressi e oppressori.
Se non si legge in questi termini, continueremo solo a sopravvicere.
Non staremo dietro la loro emergenza.
La difesa di questa esperienza sta nell'agire e costruire rapporti di forza, per praticare già
oggi una forma di società basata sulla partecipazione diretta, credibile come alternativa
concreta, capace di definire rapporti politici, economici e sociali, concependo il lavoro come
elemento di utilità sociale per l'uomo e l'ambiente.
Per questa città è il momento di convergere, non per difendere quattro mura ma per scrivere e
praticare insieme un percorso di liberazione dal capitalismo, poiché il capitalismo nuoce
gravemente alla salute.
Chiediamo a tutte e tutti, collettività politiche, sociali, sindacali, individui da qualunque parte
d'Italia e oltre confine, di portare sostegno e solidarietà.
Rilanciamo la conferenza dibattito di sabato 10 dicembre sul tema della gentrificazione e
turismo di massa, con la presenza di Andrea Staid, antropologo docente all'Università di
Genova.
CON LA TESTA, CON IL CUORE, CON TUTTI I POPOLI IN LOTTA.
CONTRO IMPERIALISMO E CAPITALISMO.
PER LA SOLIDARIETA' DI CLASSE ANTIFASCISTA E INTERNAZIONALISTA.
GIU' LE MANI DALLA CITTA' VECCHIA
Le compagne e i compagni della casa occupata di via Garibaldi 210
Taranto, Città Vecchia Sud Italia.