COM. STAMPA CORD. NO INCENERIOTRE FUSINA 12 GEN 2023: BATTAGLIA APERTA ANCHE CONTRO ENI

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Data appuntamento: 
Giovedì, 19 Gennaio, 2023 - 21:22

-------- Messaggio originale --------
Oggetto: COM. STAMPA CORD. NO INCENERIOTRE FUSINA 12 GEN 2023: BATTAGLIA
APERTA ANCHE CONTRO ENI
Data: 2023-01-12 12:39
Mittente: no-inceneritore-fusina <noinceneritorefusina@gmail.com>
Destinatario:

Comunicato Stampa Coordinamento No Inceneritore Fusina 12 gennaio 2023

Inceneritore ENI: basta profitti sulla pelle della gente, daremo
battaglia anche su questo fronte

E’ durissima la presa di posizione del Coordinamento No Inceneritore
Fusina all’indomani della notizia sul progetto di un altro
inceneritore, questa volta proposto da ENI Rewind a Porto Marghera per
smaltire fino a 190.000 ton/anno di fanghi provenienti da tutto il
Veneto:

“_E’ ora di finirla con l’idea di fare affari sulla pelle della
gente, l’aria che respiriamo a Marghera e in tutta la cintura
metropolitana è una delle più inquinate d’Europa; a Malcontenta i
dati recentissimi raccolti da uno dei nostri comitati dimostrano livelli
altissimi di benzene addirittura presso una scuola primaria; i dati
dell’ultimo rapporto SENTIERI ci dicono che in queste zone ci si
ammala di più di patologie gravi come tumori e malattie respiratorie,
eppure si continua con progetti nocivi, obsoleti e sbagliati. Questa è
la realtà che viviamo quotidianamente, dunque rispediamo al mittente le
dichiarazioni propagandistiche di Paolo Grossi, AD di Eni Rewind, circa
il fatto che il loro inceneritore sarebbe talmente innocuo da poter
stare vicino a una scuola come avviene a Zurigo. __Ci rivolgiamo poi
alla Giunta Zaia, e al Sindaco Brugnaro in quanto amministratori delle
istituzioni cui compete l'approvazione del progetto dicendo loro che se
hanno deciso di sacrificare la salute di centinaia di migliaia di
persone per soddisfare gli appetiti delle varie lobby, noi__ non ci
stiamo. __Abbiamo una battaglia aperta contro Veritas, da oggi ne
apriamo__ __un’altra ancora più dura contro ENI, la Regione e il
Comune perchè è ormai chiara a tutti l'intenzione di trasformare Porto
Marghera nella centrale di smaltimento di tutte le porcherie più
tossiche prodotte nel "mitico' nord-est, altro che Venezia capitale
della sostenibilità__"._

Già nel 2019 il Coordinamento aveva svelato come il vero _core business
_dell’inceneritore di Veritas non era lo smaltimento del CSS, quanto
piuttosto lo smaltimento dei fanghi provenienti dai depuratori
dell’intera Regione, contaminati da varie sostanze tossiche e
soprattutto dai famigerati PFAS. Non si spiega altrimenti la proposta di
costruire 3 nuove linee di incenerimento in grado di bruciare almeno
150.000 ton/anno di rifiuti. La strenua resistenza messa in campo dai
comitati con ricorsi e mobilitazioni, per stessa ammissione di Veritas,
ha portato la multiutility veneziana ad accumulare un enorme ritardo
sulla tabella di marcia, tanto che ora è attivo solo un forno, un
secondo è previsto per il 2025, e il terzo non è stato nemmeno
autorizzato.

In questo ritardo si è inserita la multinazionale ENI, una delle
società al mondo maggiormente responsabili dell'emissione di gas serra
e di altri scempi ambientali, che sull'economia “fossile” continua a
fare profitti da capogiro grazie anche agli andamenti speculativi dei
prezzi dell’energia e dei carburanti (10,8 miliardi di euro di utili
nei primi mesi del 2022). Solo qualche mese fa ENI, sempre molto abile
nelle operazioni di _greenwashing_, annunciava in pompa magna la
chiusura di Versalis e il progetto per due piccoli impianti cosiddetti
“eco” (uno per la produzione di acido isopropilico e uno per il
riciclo di plastiche) che avrebbero dovuto fare il paio con la
raffineria convertita a olio vegetale e con due installazioni di
pannelli fotovoltaici.

Ora finalmente ENI mostra anche qui il suo vero volto, quello
“nero”, uscendo allo scoperto per soppiantare Veritas quale
interlocutore di Viveracqua, e offrire al consorzio dei gestori del
servizio idrico integrato la sua soluzione al problema fanghi. Fanghi
che giustamente non sono più utilizzabili in agricoltura a causa
dell'elevato contenuto di sostanze tossiche che nella maggior parte dei
casi si riscontra, in particolare per quanto riguarda diossine,
idrocarburi, PCB, metalli, pesticidi, medicinali, coloranti, e
soprattutto PFAS.

Proprio le sostanze perfluoroalchiliche costituiscono uno dei maggiori
problemi in Veneto: sono presenti in altissime concentrazioni nei suoli,
nelle acque e quindi anche nei fanghi provenienti dalla “zona rossa”
interessata dal disastro ambientale causato da Miteni e altri. Ma
concentrazioni significative di questi composti sono state rilevate
anche in fanghi provenienti da impianti situati in zone ufficialmente
non contaminate, come per esempio nel caso del depuratore di Fusina. Un
problema dovuto al fatto che la maggior parte dei depuratori non tratta
solo le acque nere provenienti dalle abitazioni, ma anche i reflui
provenienti da industrie e attività artigianali.

Sull’incenerimento dei rifiuti contenenti PFAS i comitati erano già
intervenuti in fase di approvazione dell'inceneritore di Veritas e in
sede di ricorso producendo diversi documenti scientifici, nei quali si
parla dei pericoli cui si va incontro smaltendo i PFAS tramite
incenerimento. Questi composti sono infatti difficilmente degradabili e
molto resistenti alle alte temperature, per questo motivo vanno a finire
nei fumi in uscita dai camini, tali e quali o come frammenti della
molecola. A conferma di queste preoccupazioni sta la recente Ordinanza
del Sindaco di Legnago con la quale è stato imposto lo stop
all’incenerimento di rifiuti contenenti PFAS alla ditta Chemviron.

Ad aggravare la situazione il fatto che la normativa ambientale non
prevede alcun limite di concentrazione per le emissioni gassose di PFAS.
Dunque è evidente che qualcuno pensa di risolvere il problema
dell’inquinamento da PFAS disperdendoli in atmosfera con gli
inceneritori, quello proposto da ENI, ma anche quelli per rifiuti urbani
di Fusina, Padova e Schio. È come se si volessero bruciare le scorie
radioattive delle centrali nucleari per farle sparire.

Per quanto riguarda il merito del progetto, i comitati del Coordinamento
hanno già avviato l’istruttoria e subito emergono le prime
incongruenze: “_Tanto per cominciare questo nuovo impianto spunta dal
nulla, visto che il nuovo piano regionale dei rifiuti appena approvato
non lo prevede affatto. Inoltre il sito individuato da ENI non è
compatibile dal punto di vista urbanistico, sarà necessaria
l’approvazione di una variante urbanistica da parte del Comune di
Venezia. C’è poi tutto il tema degli impatti sui siti SIC-ZPS (la
Laguna di Venezia) e su altre aree di interesse naturalistico che
richiede necessariamente l’avvio della Valutazione di Incidenza
Ambientale. __Se ENI si aspetta di avere la strada spianata si sbaglia
di grosso, siamo pronti ad impantanare il suo progetto_” .

Il Coordinamento infine lancia un appello alle grandi associazioni
ambientaliste: “S_ull’inceneritore di Veritas e sull’ampliamento
di quello di Padova comitati e associazioni locali hanno dovuto fare da
soli, ci auguriamo che almeno questa volta le grandi associazioni
ambientaliste battano un colpo, __mettendo a disposizione risorse e
competenze. Il degrado ambientale in cui versa il nostro territorio e il
pericolo derivante da nuove e vecchie opere richiedono una risposta
forte e tempestiva anche in termini di mobilitazione di piazza_”.

Di questo e di altro si parlerà all’assemblea di venerdì 13 gennaio
alle ore 18.30 presso il Centro Sociale Rivolta a Marghera, a cui
seguirà la cena vegana di autofinanziamento.

Altro importante appuntamento è organizzato a Malcontenta dal Comitato
Tutela Salute e Ambiente il giorno 19 gennaio alle ore 18 presso l'ex
cinema parrocchiale per parlare della questione benzene e più in
generale della situazione ambientale e sanitaria.

Coordinamento No Inceneritore Fusina: _Comitato Opzione Zero, Medicina
Democratica, Assemblea contro il rischio chimico Marghera, Malacaigo,
Ambiente Venezia, Ecoistituto Alex Langer, Eddyburg, Cobas
autorganizzati Comune di Venezia, Società della cura Venezia, Quartieri
in Movimento, Mira 2030, FFF Venezia-Mestre, Forum dell’Aria, Comitato
Difesa Ambiente e Territorio Spinea, Marghera Libera e Pensante, WWF
Venezia, Comitato No Grandi Navi, Associazione Valore Ambiente,
Associazione APIO onlus, Coordinamento associazioni ambientaliste Mares
Mogliano, Associazione Progetto Nascere meglio Mestre, Casa del Popolo
Cà Luisa, Movimento Decrescita Felice – circolo di Venezia- Movimento
PFAS-Land_

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