libertà per Ocalan! Pace in Kurdistan! Manifestazione nazionale a Roma l'11 febbraio 2023

Tipo appuntamento:

Data appuntamento: 
Sabato, 11 Febbraio, 2023 - 14:30

SABATO 11 FEBBRAIO 2023 TENETEVI LIBERE/I ,
PRENDETE L'UNICO APPUNTAMENTO PER CORRISPONDERE ALL'APPELLO DELLA
COMUNITA' CURDA, CHE CHIAMA LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA PER LA
LIBERTA' DI OCALAN, DEI PRIGIONIERI POLITICI, CONTRO L'INVASIONE DEL
ROJAVA.

PROMOVIAMO-PARTECIPIAMO ALLE INIZIATIVE DI PREPARAZIONE E DI RACCOLTA
FONDI PER LA TRASFERTA DI ROMA; FACCIAMO OGNI SFORZO PER METTERE INSIEME
LE DELEGAZIONI E I MEZZI DI LOCOMOZIONE PER GIUNGERE A ROMA.

IL 2023 E' UN ANNO CRUCIALE PER IL REGIME TURCO DI ERDOGAN, CHE RISCHIA
DI CADERE ALLE ELEZIONI POLITICO-PRESIDENZIALI DI GIUGNO : STANTE
L'INFLAZIONE GALOPPANTE OLTRE L' 83% CHE RENDE IL COSTO DELLA VITA
INSOPPORTABILE E MOLTIPLICA LE POVERTA'; STANTE LA DITTATURA INTERNA CHE
RIEMPE LE CARCERI DI OPPOSITORI E VIETA OGNI LIBERTA' ; STANTE LA
LUTTUOSA GUERRA CHE CONDUCE CONTRO I CURDI IN TURCHIA, E
BOMBARDANDO/INVADENDO TERRITORI CURDI IN SIRIA E IRAK DEL NORD; STANTE
LO SPIETATO ISOLAMENTO-PRIGIONE DEL LEADER OCALAN, DI CUI IL CONSESSO
CIVILE RIVENDICA LA LIBERAZIONE.

PER QUESTO NON PASSA GIORNO CHE ERDOGAN NON PENSI AD ELIMINARE TUTTI I
TEMIBILI AVVERSARI CHE POTREBBERO SCALZARLO.
PER ULTIMO, E' IN CORSO IL TENTATIVO DI MESSA FUORI LEGGE DELL'HDP "PER
CONTIGUITA' CON IL PKK", A FRONTE DI EVENTUALI CONDANNE NEL PROCESSO IN
CORSO CHE VEDE GLI EX CO-PRESIDENTI E ALCUNI DEPUTATI HDP ARRESTATI DA
TEMPO " IN QUALITA' DI MANDANTI DELLE PROTESTE -SCONTRI IN TURCHIA, AL
TEMPO DELL'AIUTO AI RESISTENTI KURDI IN DIFESA DI KOBANE DALL'ISIS".
IN QUESTO 2023 E' DECISAMENTE IMPORTANTE PRENDERE PARTE ALLE INIZIATIVE
DI SOSTEGNO AL MOVIMENTO CURDO, A PARTIRE DALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE
DELL'11 FEBBRAIO A ROMA, DALL'IMPEGNO NEI PROGETTI DI SOLIDARIETA', DAL
NEWROZ DI MARZO, DAGLI OSSERVATORI INTERNAZIONALI NELLE ELEZIONI DI
GIUGNO,........................

Vincenzo

.

[1]

Il tempo è arrivato, libertà per Ocalan! Pace in Kurdistan!
Manifestazione Nazionale a Roma l'11 febbraio 2023.

Tra il 2013 e il 2015, 10 milioni e 300 mila persone nel mondo hanno
sottoscritto un appello internazionale che chiedeva la libertà per
Abdullah Öcalan, rapito da un complotto internazionale il 15 febbraio
1999, e per i prigionieri politici in Turchia.

Da oltre 24 anni Öcalan è segregato nel carcere di massima sicurezza
di Imrali. Nel 2015 il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan aveva
posto fine unilateralmente al processo di risoluzione democratica con
Abdullah Öcalan e con il PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan)
avviatosi attraverso la delegazione di Imrali di HDP che aveva potuto
incontrare il leader del popolo curdo dopo un lungo sciopero della fame
di massa che aveva coinvolto ampi strati della società civile. Davanti
alle rivendicazioni di autonomia democratica avanzate dalle
municipalità curde del sud-est della Turchia, il governo turco ha
avviato una massiccia offensiva militare che ha posto sotto assedio
intere città curde attraverso lunghi coprifuoco, che hanno provocato lo
sfollamento di centinaia di migliaia di persone e centinaia di vittime
civili, decretando così la fine del processo di pace. È il caso delle
città di Cizre, Nusaybin, e del quartiere Sur di Diyarbakir. Poi ha
esteso l’offensiva contro il popolo curdo, prima attraverso
l’operazione “ramoscello d’ulivo” consegnando il cantone di
Afrin in Siria all’occupazione milizie Jihadiste, e poi nel Kurdistan
del sud (Nord Iraq) dove attraverso operazioni militari transfrontaliere
e di invasione vengono colpiti insediamenti civili con il pretesto della
lotta al “terrorismo”. Più volte è stato denunciato da
organizzazioni internazionali l’utilizzo di armi chimiche vietate
dalle convenzioni internazionali.

Erdoğan ha ormai esteso la sua politica imperiale neo ottomana non solo
contro i curdi ma contro tutti i paesi confinanti della Turchia, inclusi
Libia, Armenia, Iraq, Nagorno-Karabakh/Artsakh, Cipro e in Grecia.

Nel frattempo i popoli del nord-est della Siria ispirati dal pensiero di
Öcalan, attraverso le loro istituzioni democratiche di autogoverno e
della società civile hanno trasformato la loro terra in un grande
bastione di coesistenza pacifica e di democrazia – a dispetto dei
costanti e continui attacchi militari dell’esercito turco e delle
bande jihadiste affiliate, che minacciano di invadere Kobane, la città
che per prima ha sconfitto ISIS.

La perdurante incarcerazione di Öcalan, l’isolamento disumano al
quale resta soggetto, la repressione del dissenso in Turchia e in
Kurdistan del Nord, gli attacchi al nord-est della Siria, l’invasione
in corso nel nord Iraq/Sud Kurdistan, sono tutti aspetti dello stesso
approccio utilizzato dallo stato turco: attaccare le forze democratiche,
in particolar modo i curdi, con tutti i mezzi possibili, arrivando anche
a colpire gli attivisti politici curdi in diaspora in Europa, come nel
caso dell’assassinio di tre rappresentati del popolo curdo a Parigi 10
anni fa, e del massacro avvenuto ancora una volta a Parigi appena un
mese fa.

Ad oggi da quasi due anni non ci sono notizie sullo stato di salute di
Ocalan e fatta eccezione per una breve conversazione telefonica con suo
fratello avvenuta nel 2021. Da più di 24 mesi non si hanno notizie di
Ömer Hayri Konar, Veysi Aktaş e Hamili Yıldırım che si trovano in
detenzione nella stessa prigione del leader curdo Abdullah Öcalan, che
è detenuto in pesanti condizioni di isolamento nel carcere di massima
sicurezza di tipo F di İmralı da 24 anni. Il Comitato per la
Prevenzione della Tortura ha visitato l’isola carcere nel 2022
asserendo di non aver potuto incontrare Ocalan. Ad oggi il CPT non ha
ancora rilasciato un rapporto sulla delegazione in Turchia. Gli avvocati
dello studio legale Asrın hanno presentato una nuova richiesta al
Comitato per la prevenzione della tortura (CPT) del Consiglio d’Europa
in merito ai loro assistiti. Nella richiesta al CPT è stato chiesto di
divulgare il rapporto sulla loro visita a İmralı tra il 20 e il 29
settembre 2022. Secondo gli avvocati sono state bloccate le visite di
familiari e avvocati, così come i diritti telefonici, di corrispondenza
e di comunicazione. Sono stati bloccati anche il diritto alla difesa e
al giusto processo. Questi diritti sono tutelati dalla Convenzione
europea dei diritti dell’uomo (CEDU). La situazione di incommunicado
(non ricevere notizie) è peggiorata. Negli ultimi 3 mesi sono state
presentate domande regolari all’ufficio del procuratore capo di Bursa
e alla direzione del carcere di massima sicurezza di tipo F di İmralı,
senza ricevere alcuna risposta.

La liberazione di Abdullah Ocalan è una condizione indispensabile per
l’inizio di un nuovo processo di pace che metta fine alla guerra che
da troppo tempo infuria in Kurdistan, la cui fine accenderebbe una luce
sulla possibilità di estendere la pace in tutta la regione ed in tutto
il Medio Oriente.

ReteKurdistan Italia e l’Ufficio di informazione del Kurdistan in
Italia invitano partiti, sindacati, associazioni, esponenti della
società civile, a scendere in piazza per una manifestazione nazionale a
Roma l’11 Febbraio 2023 in piazza Esquilino a partire dalle ore
14.30.

Rete Kurdistan Italia

Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia

Per adesioni:
info@retekurdistan.it

info.uikionlus@gmail.com

Links:
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[1] https://www.infoaut.org/

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E' uscita la nuova Scarceranda 2023, l'agenda contro il carcere giorno
dopo giorno. Per ordinarla o per mandarla nelle carceri, scrivi a
scarceranda@ondarossa.info

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E' uscita la nuova Scarceranda 2023, l'agenda contro il carcere giorno
dopo giorno. Per ordinarla o per mandarla nelle carceri, scrivi a
scarceranda@ondarossa.info