
VENERDI'15 settembre Università Sapienza Assemblea Pubblica h 16 facoltà
Lettere indetta dal Comitato x Liberazione Khaled
SABATO 9/9 A ROMA, NEL CORTEO PER IL 49° DI FABRIZIO CERUSO NEL SEGNO
DEL " DIRIITO A CASA,REDDITO,SALUTE,..." LE MIGLIAIA DI PARTECIPANTI
LUNGO LA VIA TIBURTINA,DA VILLA TIBURTINA/REBIBBIA A S:BASILIO,HANNO
APPRESO DELL'ARRESTO DI KHALED DALLO STRISCIONE CHE RIVENDICA LA SUA
LIBERTA' E CONDANNA LA CRIMINALE REPRESSIONE ISRAELIANA, TESTIMONIANDO
IL SOSTEGNO ALL'APPELLO DEI FAMILIARI E ALLE INIZIATIVE IN CORSO DI
PREPARAZIONE; ANCHE ALLA CONCLUSIONE,DAVANTI LA LAPIDE DI FABRIZIO
CERUSO, E' STATO RICORDATRO QUESTO IMPEGNO DA PARTE DI TUTTE/I LE/I
PARTECIPANTI.
DOMENICA MATTINA NELLA PARTECIPATA ASSEMBLEA PLENARIA DI METROPOLIZ
SULLE INIZIATIVE DA INTRAPRENDERE"CONTRO GUERRA,GRANDI OPERE,FOSSILE,
NUCLEARE, A DANNO DI DIRITTI INELUDIBILI E DEMOCRAZIA", SUL PALCO C'ERA
LO STRISCIONE" KHALED LIBERO,FREE PALESTINE": IL PRIMO INTERVENTO CHE HA
APERTO I LAVORI E' STATO DEDICATO A KHALED, CON L'IMPEGNO AD AGIRE UNITI
E A SOSTENERE LE INIZIATIVE PER LA SUA LIBERTA', NEL RINNOVATO SOSTEGNO
ALLA LOTTA DI LIBERAZIONE PALESTINESE.
Vincenzo
-------- Messaggio originale --------
Oggetto: Fwd: Comunicato sulla detenzione del nostro compagno Khaled
Data: 2023-09-11 12:24
Mittente: Vincenzo Miliucci <miliucci.vincenzo@gmail.com>
COMUNICATO SULLA DETENZIONE DEL NOSTRO COMPAGNO KHALED
Set 9, 2023
di Giovani Palestinesi d’Italia [1], Unione Democratica Arabo
Palestinese [2], Centro Culturale Handala Ali [3]
9 settembre 2023. [4]
Il 31 agosto Khaled El Qaisi, nostro amico e compagno, cittadino
italo-palestinese, è stato
arrestato al valico “Allenby” tra la Palestina e la Giordania. È
stato ammanettato davanti agli
occhi increduli del figlio di 4 anni, della moglie e di tutti i
presenti. Le forze israeliane non
hanno fornito ai familiari alcuna spiegazione sull’arresto,
allontanando la moglie e il figlio,
anch’essi cittadini italiani, in territorio giordano senza fornire
loro alcuna tutela.
Il 7 settembre si è svolta la prima udienza dalla quale non sono emersi
nuovi elementi, se
non il prolungamento fino al 14 settembre, giorno della prossima
udienza, dello stato di
detenzione. Per ora non c’è un capo d’accusa, e Khaled non può
entrare in contatto con il
suo avvocato.
Khaled studia Lingue e Civiltà Orientali all’Università la Sapienza
di Roma, dove vive e lavora
come traduttore, ed è stimato per il suo appassionato impegno nella
raccolta, divulgazione
e traduzione di materiale storico palestinese. È tra i fondatori del
Centro Documentazione
Palestinese, associazione che mira a promuovere la cultura palestinese
in Italia.
L’arresto di Khaled, per quanto improvviso e arbitrario, rappresenta
la normalità in
Palestina. Ogni palestinese sa che l’arbitrarietà, il sopruso, la
violenza coloniale e
l’incertezza per sé e per i propri cari sono la quotidianità sotto
il regime dell’occupazione
israeliana. Ogni palestinese vive in un costante stato d’incertezza,
sia che viva in Palestina,
sia che vada lì per far visita ai propri cari o per vedere la terra dei
propri nonni.
Israele arresta senza processo e senza accusa, fabbrica prove, falsifica
imputazioni,
ignorando totalmente ogni norma internazionale e il diritto
internazionale umanitario.
Attualmente, secondo gli ultimi dati pubblicati dall’ONG _Addameer_,
nelle carceri israeliane
ci sono 5100 prigionieri politici, di cui 1200 in detenzione
amministrativa e 165 bambini; ciò
fa di Israele l’unico stato al mondo che processa i minori nei
tribunali militari. Tutti questi
arresti rappresentano i tentativi del colonialismo israeliano di
spezzare l’esistenza dei
palestinesi in qualsiasi luogo e forma essa si esprima. La lotta per la
liberazione di Khaled
deve essere anche la lotta per la liberazione di tutti i prigionieri
politici palestinesi.
Pretendiamo dallo Stato Italiano e dalle Istituzioni che si mobilitino
per la liberazione di
Khaled e il suo ritorno. L’Italia ha dei doveri nei confronti di un
suo cittadino detenuto per
motivi politici, e per questo esigiamo che rispetti le proprie leggi, i
propri obblighi, nonché
il diritto internazionale. Tutti noi non ci fermeremo finché Khaled non
tornerà dalla sua
famiglia e dai suoi cari sano e salvo.
Giovani Palestinesi d’Italia
Unione Democratica Arabo Palestinese
Centro Culturale Handala Ali
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