VADO LIGURE =democrazia dal basso=NO al rigassificatore

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Lunedì, 25 Settembre, 2023 - 22:22

-------- Messaggio originale --------
Oggetto: VADO LIGURE =democrazia dal basso=NO al rigassificatore
Data: 2023-09-18 11:38
Mittente: Vincenzo Miliucci <miliucci.vincenzo@gmail.com>

RIGASSIFICATORE A VADO LIGURE, LUNEDÌ 25 SETTEMBRE CONSIGLIO REGIONALE
AD HOC

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Il presidente Toti: “Non abbiamo alcun timore a rispondere in aula”

SHIPMAG 13/9.– Lunedì 25 settembre, a partire dalle 10, si terrà una
seduta straordinaria e monotematica del Consiglio regionale sul tema del
rigassificatore che verrà realizzato in Liguria. “Ovviamente non
abbiamo alcun timore a rispondere in aula e ad affrontare una seduta di
questo tipo, ma chi la chiede vuole solamente fare polemica, non vuole
dare un contributo”, commenta il presidente della Regione Liguria e
Commissario di Governo per il rigassificatore Giovanni Toti. Oggi, alle
14.30, il presidente della Regione Liguria sarà in diretta sulla sua
pagina Facebook proprio sul tema del rigassificatore: sarà una diretta
aperta ai commenti, in cui il presidente risponderà alle domande degli
utenti. “Un modo per ascoltare i legittimi timori dei cittadini e dare
risposte, ribadendo ancora una volta, che si tratta di un’opera che
non comporta alcun rischio per l’ambiente e nessun rischio per i
cittadini, essendo in mare, e che non avrà nessun impatto sul turismo,
visto che già il nostro territorio ne ospita uno e non sta causando
alcun danno al golfo di Spezia, alle Cinque Terre, a Porto Venere e
Lerici, realtà che stanno crescendo moltissimo- aggiunge Toti -. Ogni
paura è legittima ma è frutto di mancanza di informazioni: ho grande
rispetto per le persone che hanno paura, non possiamo certo pretendere
che ogni cittadino sia un ingegnere, o un perito chimico o un esperto di
gas. Ho molta meno tolleranza verso chi usa le paure dei cittadini per
farsi propaganda politica, danneggiando il Paese: chi lo fa non è degno
di fare politica”.
“Il rigassificatore in Liguria non è un capriccio, è una necessità
che due governi della Repubblica italiana hanno riconosciuto. Forse
alcuni hanno dimenticato che, pochi mesi fa, le proteste si facevano
contro il caro bollette, insostenibili per le famiglie, e contro il caro
gas, insostenibile per le imprese. L’Italia ha bisogno di gas,
l’Italia ha bisogno di alimentare il proprio sistema industriale e di
essere messa in sicurezza dal punto di vista energetico. La Liguria
ospita il primo sistema portuale del Paese, e non lo è per caso, ma
perché i porti liguri hanno alle spalle il sistema industriale più
potente e le regioni più popolate d’Italia: Lombardia e Piemonte da
sole generano quasi il 40% del PIL, e a questo bisogna sommare quello
generato dall’Emilia-Romagna. Ritengo che la Liguria debba fare la sua
parte fino in fondo, realizzando infrastrutture importanti per lo
sviluppo e la crescita del Paese”.

“Tutti gli enti territoriali di quella provincia sono completamente
coinvolti, in sede sia tecnica che politica – conclude – Si tengono
riunioni quotidiane con i cinque comuni interessati a terra, con
l’Autorità di sistema portuale, con Snam e con Rina. Abbiamo
incontrato i sindaci, gli assessori, i tecnici e continuiamo a farlo,
cogliendo ogni suggerimento anche per modificare eventualmente il
progetto. Si tratta di un percorso che si svolge all’interno di regole
di sicurezza per l’ambiente e le persone, in pieno dialogo coi
territori. Il rigassificatore di Vado, a differenza di quelli
posizionati in emergenza a Piombino e Ravenna, passerà attraverso
procedure ordinarie di autorizzazione: oltre 50 enti parteciperanno alla
Conferenza dei servizi, e ci sarà una Valutazione di impatto ambientale
nazionale, che per Piombino e a Ravenna non si è tenuta per motivi
appunto di emergenza. Se emergeranno prescrizioni o rischi ovviamente
saranno i tecnici a dirlo, e ci muoveremo di conseguenza”.

VADO LIGURE, FRECCERO SI CANDIDA A SINDACO CONTRO IL RIGASSIFICATORE:
«TOTI PENSA DI FARE QUELLO CHE VUOLE MA SI SBAGLIA»

OPEN 12/9.«Mi candido a sindaco di Vado Ligure per salvarla dal
rigassificatore». Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi, l’autore e
dirigente televisivo Carlo Freccero [2] ha confermato a _la Repubblica
[3]_ la sua intenzione di diventare sindaco del comune del savonese per
mettersi di traverso alla possibilità che davanti alle coste di Savona
possa essere ospitato il rigassificatore. Circa 16mila persone si sono
radunate sulle spiagge da Savona a Spotorno domenica 10 settembre, una
catena umana contro l’infrastruttura che invece il governatore
Giovanni Toti [4] vuole fortemente. E così Freccero, direttore dei
palinsesti di Canale 5 e Italia 1 negli anni Ottanta, direttore di Rai 2
in due diverse esperienze e membro del cda Rai dal 2015 al 2019, ha
annunciato che correrà alle elezioni comunali del 2024. «Ho visto e
toccato con mano quanto sia vasto il dissenso del territorio savonese
nei confronti delle politiche regionali, e in particolare del progetto
di collocare a neanche tre chilometri dalle nostre spiagge un
rigassificatore come se niente fosse. La catena umana in spiaggia è
stata un successo incredibile», ha detto a _la Repubblica_, «Toti
pensa di poter fare quello che vuole, in questa regione, anche le cose
più sbagliate. E io voglio che sappia che non può farlo. Una cosa è
il salottino della tv in cui è cresciuto, me lo ricordo bene quando era
in Mediaset, un conto la Liguria». Il rigassificatore, ora a Piombino
[5], sarà operativo a Vado nel 2026. Sorgerà a circa 4 chilometri
dalla costa di Vado ma, essendo posizionato in una baia, disterà poco
meno di 3 chilometri dalle coste di Savona, dove resterà per 17 anni.
Entro un anno poi è prevista la stesura del Via, la valutazione di
impatto ambientale dell’opera. Savona, Albissola Marina, Carcare,
Altare, Bergeggi e Quiliano, insieme ad altri comuni, hanno criticato il
progetto dal punto di vista della sicurezza, per le possibili
ripercussioni sul turismo e dal punto di vista ambientale, come ha
evidenziato anche Fabio Fazio [6]: «Così si torna indietro di decenni:
un rigassificatore a meno di tre chilometri dalla costa…altro che
vocazione turistica». L’infrastruttura viene criticata anche perché
a ridosso dell’area marina protetta di Bergeggi.

RIGASSIFICATORE VADO LIGURE: DIOCESI SAVONA, “VA CONTRO LA RIDUZIONE
DEI GAS SERRA”

Agenzia SIR 13/9.“Il cambio di rotta per approdare all’ecologia
integrale non è più rinviabile. L’inquietudine che le nostre
comunità vivono per il rigassificatore ci interpella. Chiediamo una
diversa prospettiva che tenga nella dovuta considerazione le paure e i
dubbi delle persone. Non ci sottraiamo alla responsabilità di sostenere
la cura del creato e il perseguimento del bene comune per arrivare ad
una vera conversione ecologica”. È la posizione che l’Ufficio
Pastorale per i Problemi Sociali, il Lavoro, la Giustizia, la Pace e la
Salvaguardia del Creato della diocesi di Savona-Noli manifesta in un
editoriale che comparirà sul prossimo numero del mensile Il Letimbro in
merito al dibattito sul progetto del rigassificatore.
Dopo aver ricordato l’imminente uscita della nuova enciclica di papa
Francesco sulla questione ambientale (aggiornamento della “Laudato
si”), l’articolo, approvato dal vescovo Calogero Marino, entra nel
vivo della problematica locale: “Com’era prevedibile l’avvio
dell’iter ha provocato prese di posizione fortemente critiche sulla
scelta di collocare la nave ad una distanza così ridotta dalla costa,
in un tratto di mare di per sé già molto trafficato, vicino alla zona
protetta del Santuario dei Cetacei. Anche le opere a terra collegate
comporterebbero limitazioni in una zona a forte vocazione agricola”.
L’ufficio diocesano osserva che “le obiezioni sollevate
sull’operazione rigassificatore basate sui rischi paiono fondate ma
sono contestate anche sulla base dell’asserzione che così si
metterebbe a rischio la politica di diversificazione dei fornitori di
approvvigionamento di gas. È pur vero che le forniture dalla Russia
sono scese in due anni dal 40% al 4%, sostituite in buona parte
dall’Algeria. Le nostre principali perplessità riguardo al progetto
sono in ordine agli obiettivi di transizione ecologica ed energetica che
l’Unione Europea dovrà conseguire a breve”. “Un impegno
ventennale per il rigassificatore Golar Tundra (3 anni a Piombino, 17 a
Savona/Vado) con una capacità massima di 5 miliardi di metri cubi di
gas annui è in contraddizione con gli obiettivi UE 2030 di ridurre del
55% le emissioni nette di gas ad effetto serra – conclude
l’editoriale – Per raggiungerli è perciò indispensabile
incrementare la produzione e l’impiego di energie da fonti rinnovabili
a scapito di quelle di origine fossile. La tendenziale diminuzione dei
consumi fossili verificatasi negli ultimi mesi e dovuta anche a fattori
strutturali, compresa l’accelerazione al ricorso di fonti rinnovabili,
indica che siamo sulla strada giusta. Invece il rigassificatore andrebbe
in direzione opposta”.

«VADO È IL POSTO IDEALE PER IL RIGASSIFICATORE»

PROTESTE IN LIGURIA CONTRO L&#39;ARRIVO DELLA NAVE GOLAR TUNDRA. MA I
TIMORI DELLA SINISTRA E DEGLI AMBIENTALISTI SONO INFONDATI. PARLA CARLO
STAGNARO (IBL)

TEMPI 13/9.Lo chiamano il “mostro” e dicono che sarà una sciagura
ambientale e turistica. L’altro giorno, oltre 10 mila persone (alcuni
dicono addirittura 16 mila) si sono radunate sulle spiagge da Savona a
Spotorno per manifestare contro il rigassificatore che, entro il 2026,
dovrà lì spostarsi dal mare davanti Piombino, dove ora è ormeggiato.
Stiamo parlando della nave Golar Tundra, che diverse associazioni
ambientaliste considerano pericolosa, inquinante e «inutile».

Come spesso accade in Italia quando si parla di rigassificatori, è
scattata la protesta. Questa volta, a una serie di politici locali di
sinistra si sono uniti anche alcuni personaggi noti come Fabio Fazio
[7], che ha partecipato alla manifestazione, Carlo Freccero [8], che ha
detto di volersi candidare «a sindaco di Vado Ligure per salvarla dal
rigassificatore», e l’allenatore Antonio Conte [9], con un post sui
social.

CHERNOBILL O UN POLLAIO?

«La questione è comprendere se questa nave comporti danni o rischi per
la salute e per l’ambiente e di quale entità», dice a _Tempi_ Carlo
Stagnaro, direttore ricerche e studi dell’Istituto Bruno Leoni. Cioè:
«Stiamo parlando di Chernobill o di un pollaio? Ecco, il
rigassificatore di Vado si avvicina di più al pollaio». Cerchiamo di
spiegarci bene, dice Stagnaro, «anche perché è giusto aiutare le
persone a comprendere che esistono delle risposte alle loro legittime
preoccupazioni».

Questione numero uno: la sicurezza. Come ha spiegato il governatore
ligure Giovanni Toti, sul rigassificatore «vigileranno il ministero
dell’Ambiente e oltre 50 enti». Inoltre, aggiunge Stagnaro,
«l’esperienza di decenni ci ha insegnato che i rigassificatori sono
sicuri. Quand’anche succedesse qualche problema, la cosa peggiore che
potrebbe accadere è la dispersione di metano nell’aria. Insomma, non
ci sarebbero pericoli immediati».

CI SERVE MOLTO GAS

Seconda obiezione sollevata dagli ambientalisti contro la nave
rigassificatore: è inutile. «Non è vero – ribatte Stagnaro, che
rimanda a un articolo scritto sul _Secolo XIX [10]_ – La domanda
nazionale di gas, nel 2022, è stata di circa 67,3 miliardi di metri
cubi, in calo del 10 per cento rispetto all’anno precedente, grazie
soprattutto alle temperature invernali miti. Nel primo semestre 2023 il
calo è stato ancora più pronunciato (-16,5 per cento rispetto allo
stesso periodo dell’anno precedente). Secondo il Pniec (il Piano
nazionale integrato energia e clima) i consumi dovranno scendere
ulteriormente a circa 50 miliardi di metri cubi nel 2030. Di gas,
quindi, ce ne servirà ancora molto e per molto tempo, anche se meno che
nel passato».

«In attesa di un futuro dove l’energia sarà solo green, dobbiamo
ancora utilizzare il gas», prosegue il direttore dell’Ibl. «È una
scelta obbligata, a meno di credere che basti incrociare le dita ogni
anno nella speranza di avere inverni miti».

PROBLEMA TURISMO

Un altro timore è legato al turismo: la Golar Tundra rovina il
paesaggio, l’estrazione del gas farà scappare i turisti. «È una
sciocchezza. Piattaforme di estrazione del gas sono presenti sulla costa
romagnola e non mi pare che queste abbiano rovinato le vacanze e gli
affari in quella regione. Nel golfo di La Spezia c’è un
rigassificatore e Porto Venere e le Cinque Terre sono località ambite.
In Italia, oltre a Piombino/Vado, ci sono altri tre rigassificatori: la
struttura fissa di Panigaglia, la piattaforma di Rovigo e il terminale
galleggiante di Livorno. Non risulta che nessuna di queste abbia
danneggiato il turismo».

Inoltre, aggiunge Stagnaro, la Golar Tundra starebbe a quattro
chilometri dalla costa e, una volta alla settimana, verrebbe avvicinata
per il carico da una nave metaniera che, «nel giro di 24/36 ore,
compirebbe tutte le operazioni. Come si capisce, niente di
particolarmente fastidioso per i turisti».

Perché a Vado e non da un’altra parte? «Fosse per me, lo lascerei a
Piombino, per il semplice fatto che spostarlo costa. Ma poiché, per
ragioni politiche e per accordi precedentemente presi, occorre trovargli
una nuova destinazione, Vado è l’ideale. È vicino a Piombino, è
vicina al nord Italia, che è la zona più fredda e anche più
industrializzata del Paese, è il posto ideale per accedere alla rete di
trasporto nazionale».

IL RIGASSIFICATORE DI VADO LIGURE E IL COMPITO DELLA SCUOLA SECONDO TOTI

In Liguria, e più precisamente a Vado Ligure, è in corso un
interessante caso di democrazia dal basso.

Volere la Luna 17/9/232.Questa la premessa. Al largo di Vado Ligure (un
comune già agricolo ed oggi purtroppo uno dei più inquinati della
regione) la giunta regionale vorrebbe posizionare un rigassificatore,
dopo che già la baia è stata privatizzata a favore di una piattaforma
della Maersk, colosso della logistica. Un rigassificatore non è una
cosetta da poco: una nave gasiera come la Golar Tundra, acquistata da
SNAM, è lunga circa 292,5 metri, larga circa 43,4 metri e alta circa 55
metri. La nave scarica ben 100 milioni di metri cubi di gas liquefatto
(GNL) a -160 gradi, in una nave rigassificatrice, che la affianca e che
trasforma nuovamente il gas in forma gassosa, per poter poi essere
immesso nella rete di distribuzione. La capacità annua di
rigassificazione nel caso della Golar Tundra, è di 5 miliardi di metri
cubi. Un processo che per quanto sicuro non manca di margini di
pericolosità, così come invece ne è certo l’inquinamento: una nave
di questa tipologia brucia circa 100 tonnellate di carburante al giorno
(senza contare il viaggio dal prelievo alla destinazione), e il ciclo
prevede il prelievo di 18.000 metri cubi di acqua di mare ogni ora,
acqua che dovrà essere sterilizzata con pura candeggina e scaricata
fredda, a -7°C rispetto a quando prelevata, con tutto ciò che questo
può provocare a livello di biocenosi marina. Sulla base di questa
premessa l’Istituto Comprensivo di Quiliano, aggiungendo la propria
voce alle molte proteste in atto nel territorio, ha approvato una
delibera di totale contrarietà al progetto sottolineando come esso
passerebbe sopra la testa dei cittadini e come sarebbe altresì
contrario ai valori dell’Agenda 2030, continuando nello sfruttamento
di fonti fossili, tra l’altro con gravi ripercussioni anche sul
territorio quilianese
(https://www.ivg.it/2023/09/rigassificatore-listituto-comprensivo-di-quil...).

Di fronte alla delibera non si è fatta attendere una risposta piccata
della Regione, guidata da Giovanni Toti (già Forza Italia, poi
Cambiamo!, poi Coraggio Italia, poi Noi Moderati): «È con grande
stupore che Regione Liguria apprende che nell’Istituto Comprensivo di
Quiliano è in atto una pericolosa strumentalizzazione politica degli
alunni delle scuole primarie e secondarie. Attraverso una delibera del
collegio docenti, l’Istituto sottoscrive infatti un documento che
viola qualsiasi principio di libera istruzione e che infrange le basi
dell’educazione civica. Siamo di fronte a uno scenario che mai
speravamo di dover affrontare: l’utilizzo delle scuole, e quindi dei
bambini, per fare propaganda politica in merito a un progetto di
importanza nazionale quale è il rigassificatore… Una scelta
draconiana che ha il chiaro intento di fomentare odio nei confronti
della Scienza. Con questo atto, la dirigente dell’Istituto insieme a
tutti i firmatari è andata contro un principio costituzionale:
“L’arte e la scienza sono libere e libero ne è
l’insegnamento…”. Pertanto Regione Liguria ritiene la sopracitata
delibera un grave atto contro la Repubblica Italiana e per questo
provvederà quanto prima a informare il ministro Valditara per chiedere
chiarimenti e, successivamente, provvedimenti volti a restituire alla
scuola la totale libertà di apprendimento dei suoi studenti»
(https://www.ivg.it/2023/09/listituto-comprensivo-di-quiliano-contro-il-r...).

È stupefacente la pochezza della replica, e vale la pena sottolinearne
alcuni passaggi. Secondo la Regione, si viola il principio di libera
istruzione se si danno agli alunni gli strumenti per comprendere
l’invasività e la pericolosità di un’opera, peraltro calata
dall’alto. Poi – sembra capire – se ci si mette contro il potere
si fa propaganda politica: quindi, a detta della Regione, un insegnante
non deve ragionare con la propria testa, ma con quella degli
amministratori. «Odio nei confronti della Scienza»: a dire il vero la
scienza dice che non bisogna continuare con le fonti fossili, come
appunto il gas liquefatto. E poi non esiste una scienza con la esse
maiuscola e una con quella minuscola. Infine, davvero ridicolo: si
ricorda che l’art. 33 della Costituzione recita che «l’arte e la
scienza sono libere e libero ne è il loro insegnamento». Ma appunto
perché sono libere, ci si può sottrarre a scelte politiche che
danneggiano la collettività. E poi, comunque, perché citare solo
l’art. 33 e non il 9 sulla tutela di paesaggio e ambiente e il 32
sulla tutela della salute, magari ricordando i morti già causati dalla
centrale a carbone? Purtroppo, questa replica proprio nella sua pochezza
denuncia una grave deriva autoritaria in atto nel nostro paese.

RIGASSIFICATORE A VADO LIGURE: OLTRE I CONFLITTI, COSA SUCCEDE
VERAMENTE?

ITALIA CHE CAMBIA 14/9.La notizia del rigassificatore che verrà
spostato da Piombino a Vado Ligure nei prossimi anni sta scatenando un
dibattito molto acceso: da una parte alcuni politici, dall'altra
cittadini, comitati e personaggi pubblici. Diamo il via alle inchieste
di approfondimento mensili di Liguria che Cambia partendo proprio da
questo tema e cercando di comprenderne diversi aspetti per fornire
informazioni più approfondite possibile, andando oltre all'essere
favorevoli o contrari, per acquisire consapevolezze nuove.

Savona [11] - Sviluppo economico o tutela ambientale, economia o
ambiente, salute o lavoro. Ci risiamo! Siamo ricaduti nello stesso
dilemma, nel dualismo che ha suddiviso la popolazione e la politica in
questi ultimi decenni. Questa volta l’elemento che ha scatenato il
dibattito è l’annuncio dell’installazione di un rigassificatore –
che attualmente si trova a Piombino – vicino alle coste di Vado
Ligure. I sindaci dell’area limitrofa, insieme a gruppi di cittadini,
associazioni e personaggi televisivi, si sono schierati in maniera
forte, esprimendo il loro “no” a gran voce.

Ma il progetto va avanti e si prevede che venga realizzato entro il
2026. E mentre il dibattito si fa sempre più acceso, riempiendo pagine
e pagine della cronaca giornaliera dei quotidiani, abbiamo deciso di
fare un passo indietro e provare a comprendere cosa sta avvenendo, quali
sono le logiche che portano a schierarsi a favore di questa decisione e
quali invece quelle che spingono a schierarsi contro.
Non solo: abbiamo deciso di approfondire e comprendere da vicino quali
altri impianti simili esistono e quali sono le conseguenze che hanno
creato nel loro territorio, nel sistema ambientale. Vogliamo capire, per
fornire un’informazione utile, che possa andare oltre al solo
“sì” o “no”, poggiando su nuove consapevolezze e una visione
più ampia e reale possibile. Ma partiamo dal comprendere con esattezza
di cosa si sta parlando.

IL TERRITORIO E L’EX CENTRALE

Fino agli anni ’70 il territorio di Vado basava la sua economia su
industrie medio-piccole e su un porto di limitate dimensioni, oltre che
un’agricoltura già sviluppata e conosciuta e riconoscibile dal di
fuori per i suoi prodotti tipici. In pochi anni la situazione ha
iniziato a cambiare, con l’arrivo del cosiddetto sviluppo: venne
installata una centrale a carbone, convertita poi in centrale a
turbogas, alle quali si accostarono anche due discariche, due
stabilimenti Rir (Rischio di Incidente Rilevante) e altre industrie.

> L’impiato prevede un processo che per quanto sicuro non manca di
> margini di pericolosità, così come invece ne è certo
> l’inquinamento

La centrale, chiusa nel 2014, ad oggi è ancora elemento di dibattito,
in quanto dopo anni di lotta da parte di cittadini e associazioni –
fondamentale è stato il lavoro del comitato cittadino Uniti per la
salute [12] –, vi è un processo [13] in corso che sta approfondendo
le responsabilità degli ex dirigenti indagati per disastro ambientale e
sanitario; il pubblico ministero ha chiesto la condanna a tre anni e
mezzo per 24 imputati su 25, per un totale di oltre 86 anni di carcere.

L’accusa che li coinvolge – e coinvolge, insieme a loro, la Tirreno
Power – è quella di essere stati a conoscenza dell’inquinamento
[14]provocato e di non essere intervenuti; i fumi emessi dai gruppi a
carbone avrebbero causato infatti un aumento dell’inquinamento nonché
della mortalità dei residenti nei lunghi anni di funzionamento della
centrale.

IL RIGASSIFICATORE

In questo contesto complesso a pochi anni dalla chiusura dell’ex
centrale, con un territorio che si trova ancora a fare i conti con le
conseguenze sulla salute dei suoi abitanti e sull’equilibrio
ambientale alterato, arriva poche settimane fa l’annuncio di un nuovo
impianto previsto sempre nella stessa area: una nave rigassificatrice,
che verrà spostata dal mare toscano a quello ligure nei prossimi tre
anni e che ha una capacità di stoccaggio di 5 miliardi di metri cubi
l’anno e una dimensione di 292,5 metri di lunghezza per 43,4 di
larghezza e circa 55 metri di altezza.

Il compito di un impianto di rigassificazione è quello di convertire il
gas naturale liquefatto, o GNL, in forma gassosa permettendone così
l’immissione nella rete di distribuzione nazionale. Il gas estratto
non viene infatti trasportato nella sua nella sua forma naturale,
perchè i volumi occupati sono estramente superiori; viene quindi
trasformato in forma liquefatta e una volta giunto nel rigassificatore
viene sottoposto al processo opposto.

“La nave scarica ben 100 milioni di metri cubi di gas liquefatto (Gnl)
a -160°C in una nave rigassificatrice che la affianca e che trasforma
nuovamente il gas in forma gassosa, per poter poi essere immesso nella
rete di distribuzione. La capacità annua di rigassificazione nel caso
della Golar Tundra (questo il nome della nave gasiera) è di cinque
miliardi di metri cubi. Un processo che per quanto sicuro non manca di
margini di pericolosità, così come invece ne è certo
l’inquinamento“.

“Una nave di questa tipologia infatti brucia circa 100 tonnellate di
carburante al giorno (senza contare il viaggio dal prelievo alla
destinazione) e il ciclo prevede il prelievo di 18mila metri cubi di
acqua di mare ogni ora, acqua che dovrà essere sterilizzata con pura
candeggina e scaricata fredda, a -7°C rispetto a quando prelevata, con
tutto ciò che questo può provocare a livello di biocenosi marina”1.
All’installazione della nave si aggiungeranno inoltre altre opere a
terra, come la stazione di pompaggio, anch’esse previste per il 2026.

I FAVOREVOLI E I CONTRARI

Tale grande opera è stata appoggiata fin dall’inizio da Giovanni Toti
[15], attuale presidente della Regione Liguria, ma non solo: tra chi ne
sta sostenendo la validità e l’importanza vi è anche l’attuale
amministrazione comunale, in primis Monica Giuliano, attuale sindaca di
Vado Ligure, che ha da poco anche ricevuto la nomina [16] di commissario
dell’agenzia regionale per i rifiuti (Arlir).

Ad esprimersi invece contrari sono stati molti cittadini non solo di
Vado, bensì di molti comuni limitrofi, oltre ad attivisti per
l’ambiente, operatori turistici e albergatori. In questi giorni sono
in corso alcune manifestazioni di dissenso pacifico, tra cui una catena
umana [17] che ha coinvolto migliaia di persone – circa 16mila –, le
quali si sono radunate in spiaggia, da Savona a Spotorno, domenica 10
settembre.

Le prossime settimane seguiranno una serie di articoli di
approfondimento che avranno, come già accennato, lo scopo proprio di
sviscerare dinamiche, opinioni e motivazioni celate dietro a questo
rigassificatore. Vogliamo mettere a disposizione non un punto di vista
già confezionato e pronto per l’uso, quanto piuttosto elementi
aggiuntivi che possano essere strumento di una comprensione profonda e
quanto più reale – o vicina al reale – possibile. Sappiamo che la
realtà è complessa e avere un’opinione decisa su qualcosa ancor di
più: facciamolo dunque insieme, passo dopo passo.

Links:
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[1]
https://www.shipmag.it/rigassificatore-a-vado-ligure-lunedi-25-settembre...
[2] https://www.open.online/temi/carlo-freccero/
[3]
https://genova.repubblica.it/cronaca/2023/09/12/news/carlo_freccero_mi_c...
[4] https://www.open.online/temi/giovanni-toti/
[5]
https://www.open.online/2023/03/20/nave-rigassificatore-piombino-giani-v...
[6] https://www.open.online/temi/fabio-fazio/
[7]
https://genova.repubblica.it/cronaca/2023/09/09/news/fabio_fazio_contro_...
[8]
https://www.ilsecoloxix.it/savona/2023/09/12/news/carlo_freccero_si_cand...
[9]
https://www.dire.it/11-09-2023/951947-anche-antonio-conte-contro-il-riga...
[10]
https://www.brunoleoni.it/rigassificatori-equilibrio-razionalita-traspar...
[11] https://www.italiachecambia.org/liguria/savona
[12] http://unitiperlasalute.blogspot.com/
[13] https://www.lifegate.it/tirreno-power-processo
[14]
https://www.italiachecambia.org/2023/01/centrali-elettriche-a-gas-salute/
[15]
https://www.rainews.it/tgr/liguria/articoli/2023/09/sindaco-di-savona-ri...
[16]
https://www.genovatoday.it/cronaca/agenzia-rifiuti-monica-giuliano-commi...
[17]
https://www.lindipendente.online/2023/09/11/vado-ligure-in-migliaia-mani...

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