Khaled è libero, ma condizionato fino 8 ott: la mobilitazione continua

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Lunedì, 2 Ottobre, 2023 - 22:22

-------- Messaggio originale --------
Oggetto: Khaled è libero, ma condizionato fino 8 ott: la mobilitazione
continua
Data: 2023-10-02 10:31
Mittente: Vincenzo Miliucci <miliucci.vincenzo@gmail.com>
Destinatario: RETENoRigassNoGNL RETE <retenorigassnognl@gmail.com>,
ACQUA BENE COMUNE <coordinamentonazionale@acquabenecomune.org>,
fuori-dal-fossile@googlegroups.com, Collegamento Comitati
<collegamento.comitati@autistici.org>, vittorio fagioli
<vittorio.fagioli@gmail.com>, radio onda rossa rossa
<ondarossa@ondarossa.info>, "RADIO ONDA D'URTO ( Brescia )"
<redazione@radiondadurto.org>, redazione@radioblackout.org, infoCiroma
<redazione@ciroma.org>

Khaled è libero, ma condizionato fino 8 ott: la mobilitazione continua

la mobilitazione internazionale dal basso e l'assenza di qualsiasi prova
a suo carico hanno imposto all'apparato israeliano la sua rimessa in
libertà, così da riabbracciare subito mamma Lucia e i suoi parenti a
Betlemme, e sentire sua moglie Francesca e il suo figliolo di 4 anni.

La mobilitazione internazionale prosegue per sventare qualsiasi
ulteriore dilazione nella piena rimessa in libertà di Khaled e della
libertà di movimento, così da riabbracciare al più presto il nostro
compagno e preparare a Roma la festa per il suo ritorno.

Nel frattempo, come tutti i lunedì del mese di settembre "per valutare
e condividere il da farsi", e dopo la importante-partecipata giornata di
mobilitazione nazionale del 30 sett alle sedi RAI,ci vediamo lunedì 2
ottobre ore 18 c/o Casa Parco Energia-via Prenestina 175.
Vincenzo

Care e cari,
stamattina, domenica 1 ottobre, Khaled è stato scarcerato. Tuttavia, il
suo caso non può considerarsi risolto. Permangono, infatti, forti
limitazioni alla sua libertà.

Nello specifico, i giudici hanno disposto il divieto di espatrio fino a
domenica 8 ottobre. Tempo in cui, chiarisce il tribunale, le indagini
restano in corso. Di conseguenza, a Khaled è stato comunicato l'obbligo
di rimanere a disposizione delle autorità giudiziarie.

Pertanto confermiamo la riunione settimanale della campagna di
liberazione di Khaled.

Ci vediamo domani, lunedì 2 ottobre, alle 18.00
alla Casa del Parco delle Energie,
in via Prenestina 175.

Comitato Free Khaled

KHALED EL QAISI È STATO SCARCERATO: MA FINO A 8 OTTOBRE RESTA A
DISPOSIZIONE DEI GIUDICI

* ottobre 01, 2023

_Khaled è (quasi) libero. Scarcerato il giovane studente
italo-palestinese arrestato da Israele_

Khaled El Qaisi, il giovane studente italo-palestinese arrestato da
Israele il 31 agosto, è stato scarcerato. Fino ad oggi non gli era
stata data alcuna accusa formale né possibilità di incontri con
famigliari e legali.

Questa mattina, in occasione della quinta udienza, il tribunale di
Rishon le Tzion ha deciso la scarcerazione, ma a condizione che per
sette giorni resti a disposizione delle autorità e lasci il passaporto
in consegna. A quanto si apprende andrà a Betlemme per i sette giorni.

A Betlemme sarà a casa di uno zio che si è offerto come garante, non
è noto se potrà uscire dalla abitazione. La moglie, Francesca
Antinucci, parlando questa mattina al _manifesto_ ha espresso sollievo
ma allo stesso tempo ha sottolineato che per ora non ci sono certezze su
un prossimo rientro di Khaled in Italia.

SCARCERATO KHALED EL QAISI

Israele/Cisgiordania. Lo hanno deciso questa mattina i giudici
israeliani ma dovrà rimanere a Betlemme per almeno una settimana

Khaled El Qaisi

Michele Giorgio [1], GERUSALEMME
Torna in libertà Khaled El Qaisi, a un mese dal suo arresto avvenuto lo
scorso 31 agosto al valico di Allenby tra Cisgiordania e Giordania.
Stamattina i giudici israeliani hanno anche deciso che lo studente
italo-palestinese residente a Roma, dovrà consegnare il passaporto, non
potrà lasciare il paese e sarà obbligato a restare a Betlemme per
almeno una settimana. Dopo non è ben chiaro cosa accadrà. A quanto
pare le indagini su El Qaisi continueranno nonostante sino ad oggi la
procura israeliana non sia stata in grado di produrre prove a sostegno
di “reati” compiuti dallo studente

ITALIA,30 SETTEMBRE 2023 :MIGLIAIA IN PIAZZA «LA LIBERTÀ DI KHALED
RIGUARDA TUTTI NOI»

_Di fronte a ventidue sedi Rai per lo studente italo-palestinese
detenuto dalle autorità israeliane: «Come italiani ci troveremo a non
poter più viaggiare in paesi ritenuti amici come Israele, dei quali si
pensa di non poter interferire nelle questioni giudiziarie», dice la
moglie Francesca Antinucci_

di Chiara Cruciati/Manifesto 1°ottobre 2023

Mancano pochi minuti all’inizio del presidio romano per Khaled el
Qaisi. Un gruppo di genitori dell’Istituto comprensivo Simonetta
Salacone si arrampica sugli alberi del piccolo spazio verde che, in via
Mazzini, guarda al palazzone della Rai. Appendono uno striscione:
«Davanti scuola, non dietro le sbarre».

Le centinaia di persone presenti lo rivogliono a Roma, davanti alla
scuola, davanti alla sua università, la Sapienza, per le strade del suo
quartiere. Khaled è tante cose, come tutti: è un ricercatore, uno
studente, uno traduttore, un padre e un marito. È un italiano ed è un
palestinese.

Eppure il silenzio che istituzioni e parte dei media nazionali hanno
fatto calare sul suo arresto e sulla sua detenzione da parte di Israele
(lunga ormai un mese) pare cancellare ognuna di queste identità: «_La
cittadinanza di Khaled vale la metà_ – grida dal megafono Arianna
Longo di Nonna Roma – _La sua vita vale la metà_».

È QUESTO il motivo che ha spinto il Comitato #FreeKhaled, lanciato
dalla famiglia, a chiamare ieri a presidi di fronte alle sedi Rai di
tutta Italia. Se ne sono tenuti in 22 città, da Napoli a Bologna, da
Ancona a Cagliari, ricorda dal megafono Vincenzo Miliucci dei Cobas:
«_La Rai non deve prendere parte per Khaled o per la Palestina, non ce
l’aspettiamo, ma deve darne notizia. Non ha ancora trasmesso una
comunicazione su questa vicenda_».

La mobilitazione dal basso, invece, continua. Ieri all’iniziativa
nazionale hanno aderito tante realtà,Cobas,Flai Cgil, Fiom, Amnesty,
Arci, Potere al Popolo, Unione popolare, Giovani palestinesi d’Italia,
Bds, il Centro Antiviolenza Donna L.I.S.A., per citarne alcune. E
soprattutto ci sono tanti giovani, universitari, studenti medi
superiori. Si mescolano ai volti storici dell’attivismo romano per la
Palestina. Scandiscono «Khaled libero», applaudono agli interventi che
si alternano dal megafono.

«_QUELLO CHE__ dalle istituzioni italiane deve emergere è una presa di
posizione netta altrimenti come italiani ci troveremo a non poter più
viaggiare in paesi ritenuti amici come Israele, dei quali si pensa di
non poter interferire nelle questioni giudiziarie_», ci dice Francesca
Antinucci, la moglie di Khaled. L’ultima volta l’ha visto il 31
agosto, al valico di Allenby, quando un gruppo di soldati israeliani
l’ha ammanettato e trascinato via.

«_Khaled va raccontato per quello che è, uno studente e un cittadino
italo-palestinese. Le istituzioni danno molta importanza al fatto che
sia palestinese e nessuna al fatto che sia italiano_». Tanto che il
governo continua a non prendere contatti con la famiglia, dalla
Farnesina solo silenzio.

«_Le modalità di detenzione a quanto pare gli sembrano accettabili_
– continua Antinucci – _Non può vedere l’avvocato, ha subito
interrogatori almeno fino al 21 settembre, è stato in isolamento fino
al 14. Ora è in cella con un altro prigioniero palestinese di Jenin,
nel carcere di Petah Tivka, usato in fase investigativa con
interrogatori che prevedono privazione del sonno, contenzione in
posizioni di stress, offese verbali, minacce psicologiche_».

Simonetta Crisci li conosce bene. Da quattro decenni il suo lavoro di
avvocata si lega a cause in giro per il mondo: «_Khaled è stato
arrestato senza che gli fosse comunicato che c’era un’indagine su di
lui_ – racconta al _manifesto_ – _Non sappiamo se questa detenzione
si tradurrà in detenzione amministrativa come per altri 1.200
palestinesi. La scoprii nel 1989, la prima volta che andai in Palestina.
C’era la prima Intifada, andammo a sostenere lo sciopero degli
avvocati palestinesi. La detenzione amministrativa in Italia non è mai
esistita, ora vogliono introdurla contro migranti e richiedenti
asilo_».

BATTAGLIE che finiscono per intrecciarsi, insomma. «_La storia di
Khaled ci deve chiamare tutti alla responsabilità di creare un
movimento di opinione e di critica forte che possa incidere per una
volta sulla storia di un prigioniero politico palestinese_ – dice
Jacopo Smeriglio di Gaza FreeStyle –_ La sua detenzione è un monito
evidente ai palestinesi in diaspora, a chi di seconda generazione e
terza generazione stava ricominciando a tornare in Palestina, a
conoscere le proprie radici_».

«_Per questo_ – aggiunge Jacopo –_ abbiamo un dovere nei confronti
di tutte le compagne e compagni con cui condividiamo percorsi di strada
qui in Italia e che devono poter tornare alle proprie case senza la
paura di finire nei gangli del sistema detentivo israeliano. Come
italiani che con il proprio privilegio vivono la Palestina e fanno
progetti in Palestina è nostra totale responsabilità tutelare questi
ragazzi_».

La diaspora palestinese che si sente nel mirino. Ahmed gli dà voce:
«_L’obiettivo di Israele è mettere sotto pressione chiunque sia
attivo, politicamente, culturalmente_». Eviterai di tornare in
Palestina, allora? «_Ovviamente no. Non fermeranno il ritorno nelle
nostre case_».

_da il manifesto_

30 sett. a Roma si è svolta la manifestazione sotto la Direzione della
RAI in viale Mazzini [2] per chiedere la fine del silenzio
dell’informazione pubblica sull’arresto in Israele di Khaled El
Qaisi.

Links:
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[1] https://ilmanifesto.it/archivio?autore=Michele%20Giorgio
[2]
https://contropiano.org/news/politica-news/2023/10/01/liberta-per-khaled...

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