60 NON FA CULTURA (Comunicato Stampa)

Tipo appuntamento:

Data appuntamento: 
Venerdì, 10 Novembre, 2023 - 21:22

-------- Messaggio originale --------
Oggetto: 60 NON FA CULTURA (Comunicato Stampa)
Data: 2023-11-08 23:55
Mittente: LINK Coordinamento Universitario <link.universitari@gmail.com>

60 NON FA CULTURA:

STUDENTI IN PIAZZA CONTRO LA RIFORMA 60 CFU

Dal 25 settembre 2023 è ufficialmente entrata in vigore la Riforma
Bianchi per l’abilitazione all’insegnamento, che stabilisce un nuovo
percorso di abilitazione in cui è necessario acquisire 60 CFU nell'arco
di un anno.
Con questa riforma non sono però stati stanziati fondi a livello
statale per coprire i costi, che quindi ricadranno sugli Atenei e di
conseguenza sullɜ studentɜ e metteranno in competizione le università
pubbliche con le università telematiche private.
L'unica regolamentazione imposta a livello nazionale è un tetto massimo
di 2500 e non esiste alcuna garanzia che si tenga conto del reddito
dello studente nella valutazione del costo che deve pagare. Inoltre
l'accesso è subordinato ad un numero di posti limitati legati alle
classi di concorso e risulta ancora incerta la modalità di selezione
d'ingresso.
“Con questa riforma l'insegnamento diventa elitario e inaccessibile
per chiunque non possa permettersi di pagare il costo del percorso.
Tagliare sulla formazione degli insegnanti vuol dire tagliare sul futuro
della scuola, vuol dire tagliare sul nostro futuro!” dichiara Virginia
Mancarella di Link Coordinamento Universitario.
“Per questo il 10 novembre ci attiveremo in tutto il Paese perché
vogliamo l’immediato stanziamento di 850 mln€ per coprire i costi
dei percorsi di formazione, l’abolizione dell’accesso programmato e
una revoca della riforma in favore di un modello di accesso
all’insegnamento realmente accessibile e sostenibile per tuttɜ!”.

60 NON FA CULTURA:

STUDENTI IN PIAZZA CONTRO LA RIFORMA 60 CFU

Dal 25 settembre 2023 è ufficialmente entrata in vigore la Riforma
Bianchi per l’abilitazione all’insegnamento, che stabilisce un nuovo
percorso di abilitazione in cui è necessario acquisire 60 CFU nell'arco
di un anno.
Con questa riforma non sono però stati stanziati fondi a livello
statale per coprire i costi, che quindi ricadranno sugli Atenei e di
conseguenza sullɜ studentɜ e metteranno in competizione le università
pubbliche con le università telematiche private.
L'unica regolamentazione imposta a livello nazionale è un tetto massimo
di 2500 e non esiste alcuna garanzia che si tenga conto del reddito
dello studente nella valutazione del costo che deve pagare. Inoltre
l'accesso è subordinato ad un numero di posti limitati legati alle
classi di concorso e risulta ancora incerta la modalità di selezione
d'ingresso.
“Con questa riforma l'insegnamento diventa elitario e inaccessibile
per chiunque non possa permettersi di pagare il costo del percorso.
Tagliare sulla formazione degli insegnanti vuol dire tagliare sul futuro
della scuola, vuol dire tagliare sul nostro futuro!” dichiara Virginia
Mancarella di Link Coordinamento Universitario.
“Per questo il 10 novembre ci attiveremo in tutto il Paese perché
vogliamo l’immediato stanziamento di 850 mln€ per coprire i costi
dei percorsi di formazione, l’abolizione dell’accesso programmato e
una revoca della riforma in favore di un modello di accesso
all’insegnamento realmente accessibile e sostenibile per tuttɜ!”.

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