
-------- Messaggio originale --------
Oggetto: Sabato 16 dicembre a Milano : 10° CORTEO ancora in piazza per
la Palestina
Data: 2023-12-13 20:53
Mittente: elio lupoli <eliolupoli@gmail.com>
Destinatario: CsaVittoria <info@csavittoria.org>
NON SI FERMA LA MOBILITAZIONE IN SOLIDARIETÀ CON IL POPOLO PALESTINESE
SOTTO LE BOMBE SIONISTE DA 70 GIORNI. 10° CORTEO A MILANO, ANCORA IN
PIAZZA PER LA PALESTINA
CORTEO A MILANO
SABATO 16 DICEMBRE ORE 15,00
concentramento in piazza Loreto
con termine nella piazza/parcheggio della stazione di Lambrate
organizzato da tutte le Associazioni e Comunità Palestinesi
Dopo 70 giorni di bombardamenti e l'invasione con i carri armati delle
forze armate israeliane, la guerra ai Palestinesi nella striscia di Gaza
è chiaramente contro ogni rispetto della condizione di sopravvivenza
umana.
Donne, uomini, bambine e bambini sono senza acqua, senza cibo, senza
più assistenza umanitaria, senza più casa, e le loro vite dipendono
solamente dalla casualità e dall'arbitrio della potente macchina
bellica alimentata dal sostegno militare del "democratico" Biden.
Cacciati dal nord di gaza dai bombardamenti a tappeto, giorno dopo
giorno, la popolazione civile viene dilaniata senza interruzione dalle
bombe nella fuga verso il valico di Rafah al confine con l'Egitto. Ma
non c'è pietà umana, né rispetto di qualsiasi convenzione perché,
appena trovano rifugio in chiese, moschee, scuole, ospedali o rifugi
dell’O.N.U. che dovrebbe garantire loro protezione, vengono ancora
bombardati, schiacciati e devastati da bombe e macerie.
Senza via d'uscita né luogo sicuro dove rifugiarsi.
La guerra sionista è sempre di più, sotto gli occhi di tutte e tutti,
scientificamente mirata alla distruzione della popolazione civile. È
una guerra genocida per la rimozione dalla storia popolo Palestinese in
quanto tale.
Ma il terrorismo israeliano non si ferma e ormai i morti si contano a
decine di migliaia con una percentuale di almeno il 61% di bambine e
bambini. Nel frattempo, in Cisgiordania, continua l'esproprio delle
terre e l'assassinio di Palestinesi da parte di coloni protetti
dall'esercito sionista.
La ricostruzione dei media italiani, per la stragrande maggioranza
megafono propagandistico dei criminali sionisti, è invece diversa e
fondata su un’esplicita complicità con l'occupante sionista.
Solo un piccolo esempio della disumana differenza di trattamento sul
quale forse non si è mai riflettuto abbastanza, presi come siamo nel
flusso della propaganda filosionista: ascoltiamo spesso i nomi dei
soldati sionisti caduti compiendo stragi di civili e dei circa 140
ostaggi israeliani in mano alla Resistenza Palestinese; nessuno però
conosce e mai conoscerà i nomi dei più di 20000 corpi straziati dalle
bombe o dalle cannonate. Nessuno, se non le loro famiglie, pronuncerà i
nomi di quei circa 8000 uomini e donne, ragazze e ragazzi colpevoli di
Resistenza contro l'occupazione militare o rinchiusi a migliaia senza
processo (detenzione amministrativa) nelle carceri israeliane.
Sottoposti ripetutamente a violenze e torture nella vana speranza di
spezzare la loro resistenza.
Ma il popolo Palestinese resiste da 75 anni e continuerà a resistere.
Ogni bomba che cade, ogni colpo di cannone sparato dall'esercito
occupante è una spinta maggiore alla Resistenza.
Il segnale che arriva al mondo intero e l'insegnamento che ne traiamo è
quello di un enorme coraggio, capacità di sacrificio e abnegazione, di
attaccamento alla propria terra e un grande esempio di rivolta contro
l'occupazione israeliana e l'imperialismo occidentale.
L'odio e il suprematismo sionista crea le fondamenta per nuove
generazioni di palestinesi che si getteranno nella resistenza contro
l'occupazione militare.
Ci permettiamo una citazione: nel 1969 Pietro Secchia, durante il suo
viaggio in Siria e in Egitto scrisse: «_Il sionismo è una parte
dell'imperialismo mondiale così come la Resistenza Palestinese è una
parte della rivoluzione mondiale"._
Questa scelta di Resistenza ha bisogno di ogni livello di solidarietà.
Da quella antimperialista e di rivoluzione sociale a quella di empatia e
condivisione umana davanti al genocidio del popolo Palestinese.
Genocidio è pulizia etnica.
Genocidio è espropriazione coloniale.
Genocidio è furto di acqua e terre palestinesi.
Genocidio è annullamento dell’identità culturale Palestinese,
storica e religiosa
E tutto questo viene supportato da una disumanizzazione del popolo
Palestinese come presupposto della soluzione finale.
Mentre il popolo Palestinese muore sotto le bombe, i governanti
occidentali discutono del suo futuro!!!
Fino al 7 di ottobre il popolo Palestinese non esisteva e gli accordi di
Abramo ......_"per pacificare la Palestina", _tanto decantati dalle
cosiddette democrazie occidentali, rappresentavano solo il quadro
generale di accordi commerciali tra israele e i paesi arabi produttori
di petrolio senza alcun accenno o riconoscimento alcuno al diritto
all'esistenza del popolo Palestinese.
Oggi i terroristi netanyahu e joe biden, discettano dai loro scranni
armati e quasi litigano sul futuro di Gaza con soluzioni che, in ogni
caso, mai contemplano il diritto all'autodeterminazione del popolo
Palestinese.
Segnaliamo infatti che il primo (Netanyahu) vuole solo finire il lavoro
sporco di annientamento del popolo Palestinese, illudendosi di poter
estirpare con il sangue la volontà di Resistenza, e di potersi in
questo modo ripresentarsi e riaccreditarsi nei confronti del popolo
israeliano: più sangue Palestinese verso e più divento presentabile.
Per israele, infatti, l'attacco del 7 ottobre non è solo una sconfitta
militare con la perdita di molte vite ma è percepito come un'onta, un
monito di inconcepibile (per loro) debolezza, una pietra miliare della
vergogna per il loro suprematismo. Per israele il 7 ottobre è diventato
come punto di non ritorno che sancisce un univoco e autoproclamato
"diritto alla difesa".
Dimenticando però che la storia dei Palestinesi è, da 75 anni, un
susseguirsi esponenziale di tragedie e stragi di proporzioni
immensamente superiori nel silenzio complice dell'occidente (Tel Al
Zaatar-Sabra e Chatila-Piombo Fuso solo per citarne alcune) che hanno
segnato indelebilmente la loro memoria senza che questo si traducesse in
un legittimo diritto alla difesa anzi venendo trasformati in
“terroristi" nel caso di risposte disperate. E la Nakba in corso, con
l'unirsi di pratiche genocide e di pulizia etnica, rimarrà per sempre
nella memoria del popolo palestinese e di ogni uomo e donna degni di
questo nome.
Ma vogliamo anche segnalare, noi così lontani dal concetto stesso di
religione e dal suo utilizzo classista, che è intollerabile il
suprematismo religioso ebraico che ha portato l'esercito sionista ad
aggredire i fedeli musulmani in preghiera nella moschea di Al Aqsa per
proteggere le "passeggiate identitarie" della destra sionista sulla
spianata delle mosche, e come segnale di disprezzo verso il mondo
musulmano spingendo verso la radicalizzazione religiosa.
Torniamo ora all'indebito confronto tra israele e u.s.a. sul destino del
popolo Palestinese perché il secondo (biden), dopo aver imbottito i
sionisti di armi e carri armati, ora consiglia di ..."non esagerare"
nella paura che la guerra di sterminio per come è stata concepita e
portata avanti possa, alla lunga, innescarne un allargamento, con un
impegno economico e militare, che gli usa non vorrebbero assumersi in
vista dello scontro frontale con la Cina per la supremazia sui mercato
globale. Nel frattempo si schierano arbitrariamente portaerei nucleari e
decine di navi da guerra come atto di guerra preventiva e gli usa votano
contro le mozioni dell'Onu che chiedono un cessate il fuoco per
salvaguardare la vita di più di 2 milioni di palestinesi.
Per "pacificare" il conflitto e trovare una via d'uscita al genocidio,
ripulendosi la coscienza, ora riprendono in considerazione la vecchia
proposta di 2 popoli in 2 stati.
È una proposta ipocrita e oggi non praticabile perché non esiste in
tutta la Palestina, fin dalla risoluzione 181 dell'ONU del 1947, un
confine stabilito che sia mai stato rispettato da israele, come da
denuncia fondata storicamente di Ilan Pappè (storico e professore
universitario ebreo antisionista).
L'opzione di 2 popoli in 2 stati vorrebbe dire quantomeno imporre a
israele il ritiro degli 800.000 coloni che si sono insediati in
Cisgiordania rubando terra vita e acqua ai contadini palestinesi con il
terrorismo e il supporto dell'esercito. Vorrebbe dire l'abbattimento del
muro dell'apartheid che separa vite e famiglie, il ritiro delle truppe
d'occupazione, vorrebbe dire il comminare sanzioni economiche e un
embargo contro israele. Vorrebbe sostanzialmente affermare il
riconoscimento del torto storico subito dai Palestinesi, vorrebbe dire
il ritorno dei profughi_ - come_ _da __risoluzione__ 194 dell'Assemblea
Generale dell'__ONU__ del dicembre 1948 -_ per essere presa in
considerazione vorrebbe anche dire parlare di carnefici e di vittime.
Qualcuno crede veramente possibile l'affermarsi pacifico di tutto questo
?Il governo meloni-salvini, sempre più genuflesso davanti alla
superpotenza usa nella guerra tra potenze combattuta in Ucraina, anche
ora si schiera con il suo padrone nella guerra al popolo Palestinese.
Questo schierarsi sotto l'ombrello usa con professioni di servilismo nei
confronti della nato, dovrebbe produrre garanzie di stabilità sui
mercati finanziari internazionali e qualche possibilità di riuscita
nelle trattative europee sul rapporto debito/pil.
Ma questa sudditanza meloniana all'imperialismo usa (alla faccia della
magnificazione dell'italico destino sulle tracce dell'impero romano...)
contribuisce all’azzeramento del basilare riconoscimento del diritto
all'autodeterminazione del popolo palestinese perché la potenza
imperialista usa e i suoi servi occidentali vogliono decidere anche chi
dovrà governare nel futuro dopo la distruzione.
Noi che siamo a fianco del popolo Palestinese e della sua resistenza
unitaria, contro la strategia sionista di imporre ai palestinesi e non
solo la "grande israele biblica" dalla Giordania (inclusa) al mar
Mediterraneo, non ci arroghiamo questo diritto.
Noi non abbiamo soluzioni preconfezionate e vogliamo solo che il popolo
palestinese possa decidere del suo futuro, che possa autodeterminarsi
sulla propria terra senza il piede sulla testa della potenza sionista o
dell'imperialismo usa e occidentale e senza il condizionamento dei falsi
amici dei paesi arabi.
Il nostro sogno, che ora sembra impossibile solo perchè molto lontano
dal realizzarsi, è quello di una Palestina finalmente in pace senza
più occupazione israeliana dove tutti i popoli possano convivere
condividendo i frutti del proprio lavoro.
Una terra di pace, di convivenza tra differenti popoli e religioni,
fondata sulla costruzione di un progresso sociale dove l'uguaglianza e i
diritti delle lavoratrici e dei lavoratori siano il punto di riferimento
della società e non il profitto per le borghesie nazionali israeliane o
arabe.
Perché questo sogno, questo progetto, possa solo incominciare a
delinearsi, per arrivare ad una possibile PACE GIUSTA e non tornare al
giorno prima del 7 ottobre, per determinare le condizioni di rispetto
della sopravvivenza umana, crediamo necessaria la cessazione dei
bombardamenti e delle incursioni militari, un immediato cessate il
fuoco, crediamo necessario uno scambio - tutti per tutti- tra ostaggi
israeliani e Palestinesi, crediamo assolutamente necessario il ritiro
immediato delle truppe israeliane da Gaza e dai territori occupati.
Probabilmente queste sono, tra le altre, le condizioni per avviare un
confronto che porti ad una possibile prospettiva di PACE e non di
pacificazione in Palestina che rispetti il diritto all'esistenza alla
resistenza e all'autodeterminazione del popolo palestinese senza più
condannarlo ad una vita di fame, di sottomissione e di violenza che non
farà mai dormire sonni tranquilli all'occupante israeliano.
IL PRIMO GIORNO SENZA OCCUPAZIONE SARA' IL PRIMO GIORNO DI PACE!
Con il popolo Palestinese che resiste.
Fermiamo il genocidio!
Per un cessate il fuoco immediato.
Invitiamo tutte e tutti a partecipare attivamente al
CORTEO A MILANO
SABATO 16 DICEMBRE ORE 15,00
concentramento in piazza Loreto
con termine nella piazza/parcheggio della stazione di Lambrate
organizzato da tutte le Associazioni e Comunità Palestinesi
https://www.csavittoria.org/it/internazionalismo/non-si-ferma-la-mobilit...
--
Radiondarossa dal 1977 vive solo del Radioabbonamento: partecipa alla
campagna 30x1000 sottoscrivi per il 2023 su
https://www.produzionidalbasso.com/project/radioabbonamento-2023/