
-------- Messaggio originale --------
Oggetto: ad un anno dalla strage di Cutro
Data: 2024-02-12 12:31
Mittente: <alfteresa@libero.it>
Destinatario: <stopbolkensteinsicilia@googlegroups.com>
26.02.2024, il dovere di ricordare la strage di Stato
Ad un anno dal naufragio di Steccato di Cutro - dal quale procedeva
l'ulteriore ferocia politica nominata indegnamente con il Decreto _L.
50/23 _espresso nel CDM proprio nel sito della strage - nei giorni a
ridosso del 26 febbraio 2024 torneremo a Crotone e Cutro, nei luoghi di
rabbia e di lotta accanto alle persone sopravvissute e ai familiari
delle oltre 94 persone morte e scomparse il 26 febbraio scorso, per
sostenere le rivendicazioni di verità e giustizia sulle responsabilità
taciute a Cutro e su tutti i naufragi "fantasma" che continuano a
susseguirsi ininterrottamente nel Mediterraneo e lungo le frontiere
europee.
Oggi come un anno fa la nostra posizione rimane chiara e priva di
ambiguità: Cutro è stata una strage di Stato come tante prima e dopo
quella terribile notte.
Lontano dalle passerelle filogovernative, dalle possibili appropriazioni
politiche e strumentalizzazioni delle cerimonie ufficiali, saremo a
Crotone per ascoltare e diffondere le parole e le azioni di coraggio e
di resistenza dei familiari e delle persone sopravvissute, nonché per
denunciare chiaramente le politiche migratorie, l'esternalizzazione del
sistema di frontiera nei Paesi terzi e la negazione delle morti e delle
scomparse a causa di tale regime.
Saremo lì per dare il nostro supporto a chi ha vissuto e vive ancora
quella violenza, coloro i quali - tra i cadaveri del Palamilone e sulla
spiaggia di morte di Steccato - ci hanno insegnato con le loro
rivendicazioni ferme e limpide cosa significa lottare per verità e
giustizia, nonostante i tentativi di sovradeterminazione o di
criminalizzazione.
Contro tutte le stragi di Stato, soprattutto quelle meno note; contro le
politiche migratorie che assassinano impunemente; contro le istituzioni
che ignora il diritto alla verità e il diritto di sapere; il diritto
alla restituzione di uno nome e alla degna sepoltura, saremo lì a
sostenere la Memoria Mediterranea che i familiari, i sopravvissuti e i
testimoni rappresentano.
Lì dove la morte è normalizzata e dimenticata, negli spazi di
frontiera dove l'indifferenza sistemica è un'arma letale, sosteniamo il
cammino di lotta solcato dai familiari, per la dignità di tutte le
persone che un anno fa, come oggi, muoiono o scompaiono sulle tracce
della libertà.
Qui il comunicato stampa della Rete 26 febbraio [1]
"A UN ANNO DALLA STRAGE DI STECCATO DI CUTRO DI NUOVO INSIEME AI
FAMILIARI DEI NAUFRAGHI SUI LUOGHI DEL DOLORE".
La rete nata nei giorni dopo il naufragio del 26 febbraio 2023 lancia
una mobilitazione a fianco delle famiglie migranti per chiedere canali
legali di ingresso, contro le politiche europee dei respingimenti.
Sono 2571 (duemila cinquecento settantuno) le persone morte in mare solo
nel 2023, secondo i dati di Oim, Organizzazione internazionale delle
migrazioni, e Medici senza frontiere. Tra queste le 94 vittime
accertate, uomini, donne, bambini morti e decine di dispersi nel
naufragio di Steccato di Cutro del 26 febbraio 2023.
Vengono ancora i brividi a ricordare quei giorni di grande rabbia e
dolore, mentre dal mare crotonese riemergevano man mano corpi di uomini,
donne e bambini e il PalaMilone era la camera ardente dell'Europa
inerme. Ma, per fortuna, anche la risposta della cittadinanza fu
istantanea. Diverse realtà, attivisti e singoli si sono stretti subito
intorno ai familiari dei naufraghi, per provare a sostenerli nella
sofferenza indescrivibile hanno vissuto. Da lì è nata la Rete 26
febbraio, con una duplice funzione: anzitutto offrire qualsiasi tipo di
supporto, appunto, a quelle famiglie e ai sopravvissuti, soprattutto
nell'identificazione e rimpatrio delle salme; in secondo luogo, per
denunciare le gravi inadempienze istituzionali e politiche, e le e
violazioni dei diritti umani che sono la causa di tutti i naufragi che
purtroppo continuano nell'euro-mediterraneo e nel mare Egeo.
Proprio quelle cifre che abbiamo citato all'inizio, ci ricordano che la
Tragedia di Cutro è il prodotto di un sistema securitario che tenta di
ostacolare i movimenti umani, ai confini esterni ed interni europei, e
che provoca migliaia e migliaia di morti. La Rotta Balcanica, le coste
di Grecia, Tunisia, delle isole Canarie, il mare di fronte alla Libia,
sono i luoghi dove l'Europa, con le sue leggi ingiuste e accordi
internazionali insignificanti, lascia morire le persone in fuga da
guerre e miseria.
Difronte a questi "migranticidi" sentiamo il dovere di rinnovare il
nostro impegno di memoria e di denuncia, sia contro le nefaste
necropolitiche europee, sia contro i decreti emergenziali del governo
italiano, come il cosiddetto "Decreto Cutro" (legge 50/23), a fianco di
quanti sfidano le frontiere, delle loro comunità di appartenenza e
delle loro famiglie.
Per questo, il prossimo 26 febbraio, a un anno esatto dalla Strage di
Cutro, torneremo a organizzarci, e non per una semplice commemorazione
simbolica o di facciata. Ma perché accoglieremo nuovamente i familiari
dei naufraghi e i superstiti della Summer Love, pronti a tornare sui
luoghi del dolore, dopo che il governo non ha dato seguito ad alcuni
degli impegni presi a marzo 2023, nel corso dell'incontro a Palazzo
Chigi. Va detto che, ai loro ed ai nostri occhi, eventuali parate
celebrative "ufficiali" appaiono come insincere ed autoassolutorie.
Insieme a loro, come Rete 26 febbraio organizzeremo una mobilitazione
per ribadire le loro istanze e protestare contro l'Europa dei
respingimenti. Chiediamo quindi verità e giustizia sui fatti della
strage del 26 febbraio 2023; ricongiungimenti e corridoi umanitari per
le famiglie delle vittime del naufragio di Cutro che si trovano nei loro
Paesi di origine così come promesso dal governo Italiano;
identificazione, riconoscimento e degna sepoltura di tutte le salme
delle persone coinvolte nel naufragio di Cutro; revoca immediata degli
accordi stipulati dall'Unione Europa con i Paesi terzi quali Turchia,
Libia e Tunisia, relativi al controllo esternalizzato delle frontiere e
al respingimento delle persone in transito; canali di ingresso sicuri e
legali per tutti e tutte le persone in fuga da povertà e crisi
umanitarie.
Per cui, come abbiamo fatto nelle dolorose giornate di un anno fa,
insieme appunto a familiari e superstiti, popoleremo di nuovo i luoghi
della sofferenza, del dolore e delle tentate imposizioni e
sopraffazioni. Luoghi dove si sono materializzate tragicamente le
conseguenze di criminali politiche migratorie, simboli della risposta
umanitaria e solidale di comunità antirazziste ma, soprattutto, posti
in cui riaffermare memoria collettiva e modalità nette di resistenza al
regime di frontiera.
Per aderire alla mobilitazione, proporre iniziative e supporto
organizzativo si prega di scrivere a reteventiseifebbraio@gmail.com
https://memoriamediterranea.org/26-02-2024-il-dovere-di-ricordare-la-str...
info partenze domenica 25 da Catania: catanianofrontex@gmail.com -
3803266160
https://palermo.repubblica.it/cronaca/2024/02/09/news/prima_condanna_per...
https://www.a-dif.org/2024/02/10/i-soccorsi-in-mare-tra-diritto-internaz...
https://www.lasciatecientrare.it/tra-le-macerie-del-cpr-di-milo-voci-da-...
_Palamilone, Crotone, protesta ei familiari delle vittime della strage
contro il trasferimento delle salme. Ph: Silvia Di Meo_
Contro tutte le stragi di Stato, soprattutto quelle meno note; contro le
politiche migratorie che assassinano impunemente; contro le istituzioni
che ignora il diritto alla verità e il diritto di sapere; il diritto
alla restituzione di uno nome e alla degna sepoltura, saremo lì a
sostenere la Memoria Mediterranea che i familiari, i sopravvissuti e i
testimoni rappresentano.
_Zahra Barati, sorelle di una delle vittime di Cutro che parla alla
stampa. Ph: Silvia Di Meo_
Lì dove la morte è normalizzata e dimenticata, negli spazi di
frontiera dove l'indifferenza sistemica è un'arma letale, sosteniamo il
cammino di lotta solcato dai familiari, per la dignità di tutte le
persone che un anno fa, come oggi, muoiono o scompaiono sulle tracce
della libertà.
Links:
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https://www.facebook.com/story.php?story_fbid=320035464360159&id=100...
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