Comunicato Stampa del Corteo per l'8 Marzo a Pordenone lanciato dalla Rete delle lotte Transfemministe ed Ambientali del FVG

Tipo appuntamento:

Data appuntamento: 
Venerdì, 8 Marzo, 2024 - 21:22

-------- Messaggio originale --------
Oggetto: Comunicato Stampa del Corteo per l'8 Marzo a Pordenone lanciato
dalla Rete delle lotte Transfemministe ed Ambientali del FVG
Data: 2024-03-07 18:36
Mittente: Giovani NoInc <giovaninoinc@gmail.com>
Destinatario:

Gentile,

Allego il Comunicato Stampa per il Corteo dell' 8 marzo lanciato dalla
Rete delle Lotte Transfemministe ed Ambientali del FVG con gli ultimi
aggiornamenti:

Link evento 8 marzo: https://www.facebook.com/share/urPfz1QXrB47txfN/

LOTTO MARZO: Giù le mani dai nostri corpi, fermiamo la violenza sui
nostri territori

Prendiamoci i riflettori ed il tappeto rosso della visita presidenziale
per parlare di ciò di cui il territorio ha davvero bisogno

Corteo - Venerdì 8 marzo

Concentramento in Piazzetta Cavour, Pordenone (PN) - ore 14:00

Nonostante il non motivato divieto del Questore di passare per Piazza XX
Settembre il Corteo LOTTO MARZO sfilerà per Pordenone prendendosi le
strade e le vie della città.
L'appuntamento è quindi per le 14:00 in Piazzetta Cavour, da dove
partiremo per ribadire con forza che sulle nostre vite possiamo decidere
solo noi.

8 marzo 2024, giornata simbolo della lotta per i diritti di genere e
della lotta transfemminista, la premier Giorgia Meloni si recherà a
Pordenone per la firma dei Fondi di Sviluppo e Coesione (FSC) 2021 -
2027, con la presenza del Ministro per gli Affari europei, politiche di
coesione e PNNR Raffaele Fitto e del Ministro per i Rapporti con il
Parlamento Luca Ciriani.

Una firma che sancirà lo stanziamento di centinaia di milioni di euro
che saranno finalizzati, secondo la stessa presentazione del “Fondo di
sviluppo e coesione (FSC) e i Piani per lo sviluppo e la coesione (PSC),
per ”politiche per lo sviluppo e la coesione economica, sociale e
territoriale e la rimozione degli squilibri economici e sociali”.

Ma di quale sviluppo parlano? Che tipo di coesione economica sociale e
territoriale?

Durante la giornata simbolo della lotta ai patriarcati la Prima Ministra
viene a firmare degli accordi per l'erogazione di ingenti risorse
economiche. Troppo spesso fondi statali, europei e le stesse politiche
di gestione del bene pubblico hanno dimostrato come la “rimozione
degli squilibri economici e sociali” siano solo un miraggio, e la
realtà della provincia di Pordenone ne è un ottimo, per quanto non
isolato, esempio.

Per questo LOTTO marzo ci saremo anche noi, collettivi transfemministi,
donne, soggettività queer e trans, comitati ambientali e abitanti di
queste terre. Saremo nelle piazze e nelle vie per ribadire che sui
nostri corpi e sui territori che attraversiamo possiamo decidere solo
noi.

Come rete dei collettivi del Friuli Venezia Giulia, denunciamo scelte
politiche che sostengono le “famiglie tradizionali”, in cui la donna
è sempre e solo madre ed il suo lavoro (ri)produttivo viene
riconosciuto solo se contribuisce al sistema capitalista e patriarcale.

Le politiche di governo vogliono rendere indissolubile il binomio
donna/madre inserendolo nell’ottica capitalista in cui deve produrre
non solo figli3, ma anche capitale. Alle persone con un utero viene
richiesto di fare figl3, come se fosse l'aspirazione massima a cui
ambire.

E' sotto gli occhi di tutt3 lo smantellamento del Servizio Sanitario
Pubblico a vantaggio dei privati; basti ricordare la chiusura del
reparto di ostetricia e ginecologia di San vito al Tagliamento, la cui
ultima primaria ha aperto una clinica privata il giorno dopo la chiusura
del reparto. L’azienda sanitaria in generale lascia vasti territori
lasciati scoperti dalla medicina territoriale. Tutto questo dimostra
come la privatizzazione di un servizio pubblico essenziale sia stata una
precisa volontà politica e non una necessità. Eppure la firma di
Meloni a Pordenone è volta a “politiche per lo sviluppo e la coesione
economica, sociale e territoriale e la rimozione degli squilibri
economici e sociali”.

LOTTO marzo ribadiremo la mancanza di fondi ai Consultori, ai Centri
AntiViolenza e alla Case Rifugio che dovrebbero permettere luoghi sicuri
per tutte le soggettività. Subiamo continui attacchi dal governo Meloni
(e non solo) all'Interruzione Volontaria di Gravidanza, alla libera
scelta delle persone con utero e all'autodeterminazione delle persone
trans e queer in ambito sanitario. A Trieste mentre i Consultori vengono
dimezzati dall’Azienda Sanitaria.

Nello stesso capoluogo il polo d’eccellenza per il trattamento dei
processi di transizione delle persone transgenere, Centro Specializzato
Disforia di Genere, è stato obbligato ad inizio anno a sospendere gli
interventi, con liste d’attesa per operazioni chirurgiche già
bloccate da anni. Inoltre, durante questo governo i fondi per la
prevenzione alla violenza contro le donne sono stati ridotti del 70% (da
17 milioni a 5 milioni).

Continueremo a richiedere con tutta la voce che abbiamo in gola
un’educazione sessuale e affettiva centrata sul consenso e il
rispetto. Denunciamo l’ostruzionismo becero sulle carriere alias,
vogliamo vedere tutt3 l3 student3 liber3 di mostrarsi nelle loro diverse
espressività e supprotiamo l3 student3 nella richiesta di una
formazione sulle questioni di genere nelle scuole.

I riflettori puntati sulla città di Pordenone dovranno denunciare i
reali problemi che affliggono le vite delle persone che abitano e vivono
il territorio del Friuli-Venezia Giulia. Infatti la lista continua con i
problemi ecologici. Denunciamo scelte politiche “pro-vita”, in
contrasto paradossale con la sistematica distruzione degli ambienti in
cui la vita di tutte le specie deve poter crescere e svilupparsi.

Come collettivi femministi, transfemministi e ambientalisti conosciamo
bene la violenza ambientale. Il biocidio e la devastazione ambientale è
una delle espressioni della violenza patriarcale contro i corpi delle
donne e delle soggettività LGBT*QIA, degli animali non umani, della
terra.

Una violenza sistematica, che si fonda in tutti gli ambiti del vivere su
logiche di proprietà e sfruttamento del capitalismo estrattivista e del
patriarcato in cui i corpi oppressi di animali umani e non e la terra
sono al contempo “femminilizzati” e “naturalizzati”. Una
violenza che invisibilizza e criminalizza le lotte per la difesa delle
risorse (terra, acqua, aria, boschi,…), per il diritto alla libertà e
all’autodeterminazione sui nostri corpi.

Una regione come la nostra da sempre ricca di risorse è inginocchiata
davanti ai continui progetti di devastazione ambientale che vengono
imposti sulle comunità, opere che comprometterebbero il territorio per
sempre, peggiorando la salute di tutt3 e permettendo il profitto di
pochi. Opere diverse ma accomunate dal supporto incondizionato della
politica e delle istituzioni.
Stiamo parlando dell’abbattimento dei tigli dell’ex fiera di
Pordenone, dell’inceneritore della Bioman a Maniago e di quello
Kronospan a San Vito al Tagliamento. Ma la lista potrebbe continuare a
lungo ricordando la colata di cemento prevista dall’autostrada
Cimpello Gemona e dalle dighe sul Tagliamento con le annesse casse di
espansione, per la quale si erano mobilitate, già diversi anni orsono,
le popolazioni locali esprimendo il loro rifiuto a tali opere.

Spostandosi più lontano non si può non ricordare il progetto della
Siot e delle sue centrali a gas dalla Carnia al mare Adriatico; o della
insensata ovovia a Trieste e delle future piste da sci e infrastrutture
condannate da inverni senza neve.
Questo cercando di riassumere solo le future opere, tralasciando quelle
già compiute e quelle fortunatamente bloccate dalla popolazione, come
l’inceneritore di EcoEridania e l’acciaieria della Danieli. La
splendida laguna di Grado, infatti, è stata salvata dalla depredazione
capitalistica con le lotte dal basso delle persone che con coraggio e
grande preparazione hanno vinto una battaglia contro un colosso
dell'acciaio.

Quando parliamo di acciaio il riferimento non può non andare agli oltre
70 conflitti nel pianeta per lo sfruttamento delle risorse naturali.
Portiamo forte la lotta per una Palestina libera. Del Genocidio, questo
massacro sistematico su base etnica, il nostro governo è complice e
carnefice. Infatti, non solo l’Italia ha continuato a vendere armi
all’entità sionista dopo il 7 ottobre, ma ha recentemente accettato
di essere a guida del comando operativo della missione militare Asfides
nel Mar Rosso. Il ruolo dell’Italia è quindi di garantire che il
profitto delle rotte commerciali marittime rimanga intatto, supportando
il genocidio palestinese.

L’8 marzo le lotte transfemministe e ambientali del Friuli Venezia
Giulia si uniscono e colgono l’occasione per ribadire la nostra ferma
opposizione alla violenza patriarcale, allo sfruttamento dei corpi di
tutte le specie e dei territori, al militarismo e alle guerre. Non ci
fermeremo, saranno le piazze a difendere la sanità pubblica, il diritto
alla salute e all’autodeterminazione, mentre i politici si arroccano
nei loro palazzi per distruggere quella stessa rete sociale ed
ambientale che proteggiamo, protetti dagli scudi e dai manganelli.

Ci vediamo nelle strade! Tutt3 in Piazza XX Settembre, 8 marzo, ore 14!

Rete delle lotte transfemministe e ambientali del Friuli Venezia Giulia

Firmatari ed aderenti (in aggiornamento):

- Arcigay Friuli

-Arci Territoriale Udine e Pordenone

- Campagna di Difesa Ambientale Tiliment Libar - Tagliamento Libero

- Cobas Scuola PN

- Collettivo GiovaniNoInc. Spilimberghese e Pedemontana

- EcoTransfemminista BabaJaga

- Coordinamento No Inceneritore Spilimbergo

- Euphoria Trans FVG

- Famiglie Arcobaleno in FVG

- FVG Pride

- Iniziativa Libertaria PN

- Non Una Di Meno Udine

- Pap FVG

- Possibile FVG

- Proudenone

-Rifondazione Comunista Pordenone

- UDU Udine

- Unione degli Studenti FVG

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