
-------- Messaggio originale --------
Oggetto: Fwd: Presidio a L'Aquila per Anan Yaeesh
Data: 2024-03-09 09:14
Mittente: Vincenzo Miliucci <miliucci.vincenzo@gmail.com>
12 marzo ore 11 , PRESIDIO AL TRIBUNALE DE L'AQUILA "ANAN LIBERO,
PALESTINA LIBERA"
“_Grazie per tutto quello che state facendo per me e per la Palestina,
voi siete la nostra voce e siete parte della nostra lotta. Nonostante
noi siamo sotto attacco siamo liberi, come voi che lottate per la
libertà_” (AnanYaeesh dal Carcere di Terni, 23/02/2024)
Da oltre un mese Anan Yaeesh, cittadino palestinese residente a L'Aquila
, è recluso nel carcere di Terni senza accuse né processo. Su di lui
pesa una richiesta di estradizione da parte di Israele, accolta dal
ministro della giustizia Nordio e tradotta dalla Corte di Appello di
L’Aquila nella misura cautelare più restrittiva: la detenzione
carceraria.
L'avvocato di Anan nei giorni scorsi ha presentato ricorso di
scarcerazione alla Corte d'Appello dell’Aquila, che si riunirà di
nuovo il 12 marzo per discutere la revoca della misura cautelare. Per
quella data abbiamo quindi deciso di organizzare un sit-in davanti al
Tribunale in Via XX Settembre dalle ore 11.
Anan è nato e cresciuto a Tulkarem, nella Cisgiordania occupata, dove
ha scontato oltre 4 anni nelle carceri dell’occupazione e subìto un
agguato da parte delle forze speciali sioniste per la sua attività
politica nel contesto della Seconda Intifada. Israele lo accusa di
terrorismo, ma la sua vera colpa è di essersi opposto ai soprusi
dell'esercito occupante in difesa del campo profughi dove risiedeva.
Anan è un perseguitato politico e da 5 anni gode infatti della
protezione speciale in Italia, perché in Israele i diritti umani per i
palestinesi non esistono. I sionisti li definiscono bestie da
sterminare, “animali umani”, come ha detto Yoav Gallant, Ministro
della Difesa israeliano, e nei loro confronti si applica la
giurisdizione militare, così come sono militari le carceri dove vengono
reclusi anche gli ebrei e le ebree che, per obiezione di coscienza, si
rifiutano di sparare sui palestinesi.
Numerose sono infatti le condanne internazionali riguardo le frequenti
violazioni dello stato di diritto e dei diritti umani a danno dei
cittadini palestinesi.
Come cittadini aquilani e abruzzesi invitiamo tutte e tutti a
mobilitarsi, consci che una sua eventuale estradizione in Israele lo
esporrebbe a serio rischio di tortura, sparizione, assenza totale di
diritti, processi farsa. Soprattutto in questo preciso momento storico,
in cui lo Stato di Israele si trova davanti alla Corte Internazionale di
Giustizia perché accusato di genocidio, con oltre 30.000 morti, di cui
la maggior parte civili e a seguito dei rapporti presentati dalle
organizzazioni internazionali sulle inumane condizioni di detenzione e
tortura nelle carceri israeliane.
La stessa Corte Internazionale di Giustizia e l’ONU hanno definito
Israele "Stato occupante", che oltre a scacciare con la forza e la
violenza i palestinesi dai loro territori, pratica un sistema di
apartheid verso i cittadini arabi che ricorda il terribile Stato del
Sudafrica dei decenni passati.
Saremo quindi presenti martedì 12 marzo, dalle ore 11, davanti al
Tribunale di L'Aquila in Via XX Settembre, confidando in una totale
revisione della sentenza di carcerazione preventiva, per la libertà di
questo nostro fratello che vuole vivere e lavorare nella nostra città.
Rivendichiamo il diritto alla vita per il popolo palestinese e i suoi
esuli.
Promuove il Coordinamento aquilano per la Palestina
Aderiscono: Unione Democratica arabo-palestinese, Giovani Palestinesi
d'Italia, Yousef Salman (Presidente comunità palestinese Roma e Lazio),
Raniero La Valle (Pace-Terra-Dignità), Usb Abruzzo/Molise, Cobas
Abruzzo, CGIL Abruzzo/Molise, Sinistra Italiana, Potere al Popolo
Abruzzo, Partito della rifondazione comunista, L'Aquila Coraggiosa,
Anpi, Anppia, Circolo Arci Querencia L'Aquila, Associazione donne
TerreMutate, solidali abruzzesi con Anan Yaeesh.
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