
-------- Messaggio originale --------
Oggetto: 12 MARZO: PRESIDIO SOTTO PALAZZO TURSI! CONTRO LA LOGISTICA DI
GUERRA, PORTIAMO LA MOBILITAZIONE IN CONSIGLIO COMUNALE!
Data: 2024-03-05 14:34
Mittente: genova@sicobas.org
Destinatario:
12 MARZO, ORE 14, PRESIDIO SOTTO PALAZZO TURSI! PORTIAMO LA
MOBILITAZIONE CONTRO ECONOMIA E LOGISTICA DI GUERRA IN CONSIGLIO
COMUNALE!
Il 30 gennaio il Consiglio Comunale di Genova ha votato con 31 voti
favorevoli su 32 votanti una richiesta formale al governo di intervenire
militarmente in Yemen a difesa degli interessi commerciali del porto di
Genova. Durante la successiva discussione avvenuta il 6 febbraio, i
consiglieri comunali di tutti i partiti hanno ribadito che la difesa dei
profitti dei capitalisti italiani e genovesi passa attraverso l'aumento
delle spese militari e l'impiego di navi, armi e soldati negli scenari
di guerra come deterrente per futuri attacchi all'Italia.
Non sono mancate le immancabili dichiarazioni di sostegno a Israele e le
ipocrite acrobazie della consigliere del PD Donatella Alfonso che è
riuscita a citare i 'poveri bambini di Gaza curati al Gaslini' e ad
appoggiare l'intervento militare italiano nella stessa frase.
C'è stato, poi, in effetti un voto contrario alla mozione del consiglio
comunale, quello del consigliere Crucioli, ma ci teniamo a spiegare
perché non possiamo delegare a questo personaggio l'opposizione
cittadina alla guerra, nè possiamo appiattirci sulle sue posizioni: il
suo partito ('Uniti per la Costituzione') appoggia apertamente
l'operazione militare della Russia in Ucraina. Crucioli non si limita a
sostenere la guerra di Putin a parole, si è recato personalmente in
Bielorussia a fornire il sostegno 'dei genovesi' al regime di
Lukashenko. Questa visione campista e sovranista (che si esprime con
varie sfumature e che purtroppo è molto diffusa) attribuisce
all'imperialismo russo, cinese, indiano e iraniano un ruolo positivo e
nega la natura imperialista dell'Italia che sarebbe solo una povera
'colonia USA'. Così come ci opponiamo all'invio di armi all'Ucraina,
noi stiamo coi ferrovieri bielorussi che hanno sabotato la logistica di
guerra, non con chi si reca a Minsk a stringere le mani sporche di
sangue di dittatori e criminali di guerra. Il nostro campo è quello
degli oppressi e di chi si oppone alla guerra e non ci schieriamo con
nessuno dei due blocchi imperialisti in gara per il controllo delle
risorse della Crimea, del Donbass, di Lugansk, che hanno spinto etnie e
popoli fratelli ad odiarsi e a scannarsi tra loro. Non possiamo neanche
considerare di sostenere anche solo strategicamente, politici come
Crucioli che parlano di pace e tifano per l'avanzata russa.
I padroni della logistica genovese e i loro fiancheggiatori nelle
istituzioni somigliano paurosamente quelli che alla vigilia della prima
guerra mondiale spingevano il mondo verso il baratro.
Oggi come allora da una parte ci sono gli interessi dell'imperialismo
italiano e dall'altra quelli del proletariato italiano, yemenita,
palestinese, internazionale. Se gli armatori speculano sull'allungamento
delle tratte e i terminalisti spingono perché lo stretto venga
sbloccato 'manu militari', il nemico è davvero in casa nostra. Lo
dicono le istituzioni cittadine in maniera ufficiale: il porto di Genova
è pienamente coinvolto nella guerra in Medio Oriente.
Non lasciamo in pace chi vive di guerra e genocidio! Martedí 12 Marzo,
ore 14, tutti sotto Palazzo Tursi! Il nemico è in casa nostra: sono i
padroni, i loro governi e le loro amministrazioni locali!
In allegato documento in 10 punti, sul significato del blocco del porto
di Genova del 23 Febbraio.
Coordinamento provinciale S.I. Cobas Genova
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