
-------- Messaggio originale --------
Oggetto: Comunicato su passeggiata all'Artemisio e sul prossimo presidio
in piazza a Velletri
Data: 2024-05-06 21:16
Mittente: comitatoboschicollialbani@inventati.org
Destinatario: Comitatoboschicollialbani
<comitatoboschicollialbani@inventati.org>
COMUNICATO
SUL MONTE ARTEMISIO DECINE DI PERSONE HANNO PARTECIPATO ALL'INIZIATIVA
CONTRO IL DISBOSCAMENTO E AD UN CONFRONTO, INASPETTATO, CON IL
PROGETTISTA DEI TAGLI BOSCHIVI
SABATO 11 MAGGIO ALLE 17.00 PRESIDIO E ASSEMBLEA PUBBLICA
IN PIAZZA CAIROLI A VELLETRI
La buona partecipazione all'iniziativa su Monte Artemisio, promossa dal
Comitato per la protezione dei boschi dei Colli Albani, segnala ancora
una volta l'urgenza di un intervento da parte degli Enti preposti alla
tutela e alla conservazione del patrimonio forestale e faunistico del
territorio in cui viviamo.
Decine di persone hanno potuto constatare coi propri occhi parte del
lavoro di taglio svolto in questi anni e ancora in corso sul Monte
Artemisio che sovrasta Velletri da sempre.
Ribadiamo ancora una volta che riteniamo uno scempio ambientale
l'attuale gestione boschiva in corso su gran parte del territorio del
Parco Regionale dei Castelli Romani e chiediamo un'immediata moratoria
di tutti i tagli in corso e di quelli previsti, al fine di garantire la
sopravvivenza di un patrimonio ambientale di inestimabile valore
purtroppo sempre più ridotto a legnaia da cui trarre profitto.
Nel caso specifico, poco dopo la partenza della passeggiata da fonte
Marcaccio ed una assemblea nei pressi del rifugio forestale, siamo stati
raggiunti da un'autovettura dalla quale è sceso l'agronomo Fabrizio
Dezzi, progettista e coordinatore tecnico della ditta Leoni, titolare
della concessione del Comune di Velletri.
Volendo lui confrontarsi e fornire delucidazioni, abbiamo interrotto
l'escursione e abbiamo posto numerose domande facendogli presente le
nostre considerazioni, molto in contrasto sia con la sua visione
normativa sia con alcune dichiarazioni più che contestabili sulle
questioni ambientali.
Il progettista ci ha confermato l'esistenza di varie sanzioni elevate
nei confronti della ditta, ha evidenziato che il processo penale nei
confronti della stessa non si è ancora concluso ribadendo la bontà
degli interventi svolti, sostenendo l'agire in conformità alle
normative e alle prescrizioni vigienti.
Ha inoltre dichiarato che la ditta versa al comune di Velletri 80.000
euro l'anno per 10 anni e la stessa spende 100.000 euro l'anno per i
lavori di sistemazione del territorio interessato dal disboscamento.
A questo punto, non ci sono tornati neanche i conti economici: 180.000
euro l'anno di costi per la ditta solo verso il comune, per 10 anni,
fanno 1,8 milioni di euro per una rendita lorda calcolata di circa 2,2
milioni.
Dove starebbe il guadagno ? Abbiamo parlato con un rappresentante di una
no-profit ?
Eventualmente, il comune da un'eventuale revoca della concessione non
riuscirebbe a trovare in altro modo la bellezza di 1,5 euro l'anno per
ogni suo abitante pur di non devastare il Monte Artemisio ? A questa
miseria è ridotto un Paese che si fregia di essere all'interno del "G7"
e con i miliardi a pioggia del PNRR ?
Il fatto che il territorio interessato ricada sotto tutela, si fa sempre
per dire, dell'Ente Parco Regionale Castelli Romani ed in zona definita
"ZSC", cioè "Zona Speciale di Conservazione", non ha quindi turbato
l'agronomo progettista che, secondo noi con una forzatura notevole, ha
ringraziato i castagni presenti che ne hanno determinato tale importante
caratterizzazione. Peccato poi che gli alberi vengano tagliati con un
rapporto che fa paura: di circa 1.000 per ettaro, ne rimangono tra i 30
e i 60, cioè tra il 3% e il 6%.
Fa sempre bene ricordare che i castagni messi a ceduo recuperano in
media 9 tonnellate di CO2 ogni anno, per ogni ettaro: quanto valgono
quindi 500-600 ettari disboscati in termini di CO2 che ci ritroveremo
nell'aria? E quanto in termini di salute della popolazione, di spese
sanitarie e di contributo all'alterazione del clima ?
Nelle attuali condizioni climatiche e meteorologiche ce ne è abbastanza
di che preoccuparsi poiché difficilmente ricresceranno in modo quasi
mecccanico, così come invece abbiamo sentito dire da chi li taglia, ma
anzi riteniamo che stiamo perdendo ogni giorno una parte importante del
patrimonio naturalistico che riguarda le nostre zone, la loro
biodiversità e tutti gli animali che si trovano a dover fuggire, quando
non incappano in qualche "incidente" contro i mezzi d'opera. I quali
pure ieri, incuranti della nostra presenza, hanno attraversato la nostra
passeggiata e quella di camminatori, corridori e ciclisti con un
trattore dalle ruote alte circa 2 metri: già questo è un segnale della
scarsa accortezza che si ha per tutte le centinaia di persone che
percorrono il sentiero N.523, costrette da tali mezzi a mettere in
pericolo la propria sicurezza personale pur di vivere un fine settimana
nella natura posta al profitto di aziende private.
Lo stesso Dezzi ci ha poi confermato di essere incaricato da parte di un
consorzio di via dei Corsi, se abbiamo ben capito, perché a Rocca di
Papa le altre ditte meno virtuose di quella per cui lavora lui stanno
provocando danni ai residenti per la mancata esecuzione di alcune opere,
con il placet da parte di quel comune.
Insomma, se lo avessimo nominato come agronomo del nostro Comitato,
probabilmente avrebbe fatto un ottimo lavoro a sostegno della nostra
causa, non ne abbiamo dubbi, vista la sua preparazione in materia.
Non ci soffermiamo oltre sul lungo confronto, per il quale comunque
ringraziamo l'agronomo Dezzi per averci messo la faccia mentre Enti e
Istituzioni sono di fatto ectoplasmi che finora neanche si sono degnati
di rispondere alle nostre richieste di incontro e alle nostre
segnalazioni specifiche.
Ringraziamo anche i giornalisti che con le loro inchieste hanno fatto
emergere la situazione sull'Artemisio, in particolare il sig. Siracusa
de "La Spunta", anche ieri presente di persona e che ha portato un
proprio personale contributo alla discussione con l'agronomo della ditta
boschiva facendo emergere importanti contraddizioni.
La passeggiata interrotta per discutere con il sig. Dezzi, è ripresa
per una metà delle persone intervenute mentre le altre sono tornate al
punto di partenza, tutte discutendo delle questioni per le quali ci
stiamo battendo.
Si sa che chiedere all'oste se il proprio vino è buono difficilmente
produce risposte negative, ma tant'è.
Sappiamo anche che un castagneto dell'Artemisio, definito dall'Ente
Parco sul proprio sito come segue:
_"La più significativa formazione forestale dei Colli Albani con boschi
di tipo mesofilo con specie caratteristiche e interessante erpetofauna a
carattere relittuale. Boschi di castagno di particolare valore
naturalistico per la composizione floristica del sottobosco e per il
grado di maturità raggiunto. Presenza di specie endemiche anche
protette (L.R. 61/74)"_
non andrebbe messo a taglio intensivo, ed a quanto affermato
dall'agronomo anche certificato FSC (Forest Stewardship Council ), anzi,
andrebbe salvaguardo integralmente.
Altrimenti, non serve un Ente Parco, non serve una Regione, non serve
che l'Artemisio sia Zona di Conservazione Speciale, non serve il
sentiero 523 non percorribile in sicurezza e con un paesaggio lunare,
non servono i certificati FSC o almeno di tutto ciò non sanno cosa
farsene la natura, gli abitanti animali del bosco, le persone che
capiscono come ciò impatti negativamente sull'ambiente, sugli aspetti
climatici e sulla qualità della vita di chi ha scelto di vivere e
viversi il territorio che lo circonda.
Per chiedere uno stop immediato ai lavori di taglio e la revoca della
concessione alla ditta incaricata, saremo in piazza a Velletri mostrando
ai cittadini la situazione con immagini fotografiche che parlano molto
meglio di qualsiasi normativa che ne consente, ne consentirebbe, l'uso
silvicolturale.
Appuntamento sabato 11 maggio dalle ore 17.00 in piazza Cairoli.
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