maggio 30° corteo a Milano a fianco del popolo e della resistenza Palestinese

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Sabato, 11 Maggio, 2024 - 22:22

-------- Messaggio originale --------
Oggetto: Sabato 11 maggio 30° corteo a Milano a fianco del popolo e
della resistenza Palestinese
Data: 2024-05-08 20:35
Mittente: elio lupoli <eliolupoli@gmail.com>
Destinatario: CsaVittoria <info@csavittoria.org>

https://www.csavittoria.org/it/internazionalismo/sabato-11-maggio-corteo...

SABATO 11 MAGGIO 30° CORTEO a Milano
concentramento ore 15 in viale Padova alla rotonda incrocio tra via
Giacosa e via Predabissi
con termine in Piazza Leonardo da Vinci.

La violenza colonialista e genocida sioni.sta israeliana ancora non si
ferma.
Mentre la Resistenza Palestinese mostra la propria disponibilità al
confronto per arrivare ad una soluzione concordata per un cessate il
fuoco permanente, la violenza sionista procede all' "evacuazione
forzata" di Rafah e immediatamente dopo procede ai bombardamenti.
La bandiera israeliana piantata con arroganza martedi 7 maggio al
valico di Rafah è una fotografia della strategia sionista

In questo disumano salto nel buio della storia dell'umanità,
determinato dal Genocidio del popolo Palestinese, anche le parole hanno
cambiato il loro significato: massacro e genocidio sono diventate
"diritto alla difesa", le fosse comuni e i terreni pieni di ossa
spaccate e centinaia di corpi scomposti dalle ruspe oggi vogliono dire
"tombe provvisorie", le stragi di massa di donne e bambini e della
popolazione civile inerme sono diventati "omicidi mirati", la
distruzione del 75% delle costruzioni a Gaza, di chiese, moschee, scuole
e infrastrutture civili si è trasfomata in "difesa preventiva dal
terrorismo".
E tutto questo è invece manifestazione esplicita della strategia
sionista di pulizia etnica e genocidio.
Non ci sono parole per rispondere a tale infame ricostruzione della
storia fatta immediatamente propria dai nostri media nazionali e dalla
maggioranza della stampa internazionale.

Una storia che racconta invece di un'occupazione sionista, suprematista
e colonialista in terra di Palestina che dura da quasi 80 anni.
Non la storia di una guerra tra due stati e due eserciti, ma la storia
di un'occupazione dello "stato ebraico", che non ha mai definito i
propri confini nella prospettiva di una continua espansione su terra
palestinese, e la storia di una legittima Resistenza e di un popolo, mai
riconosciuto come tale, che è costretto a subire questa occupazione.
E la disumana narrazione del presente sta evidenziando, giorno dopo
giorno, come esista una parte sbagliata e una parte giusta della storia
con cui schierarsi.

A Netanyahu e alla sua banda terrorista non bastano ancora qualcosa come
40.000 morti, la striscia di Gaza diventata testimonianza storica della
disumanità israeliana, gli oltre 500 morti in Cisgiordania per mano dei
coloni armati sostenuti dall'esercito di occupazione in nome del
sionismo e del suprematismo ebraico.
Stiamo assistendo al peggio del repertorio nazista in fuga dall'Italia
nel 1944/45 con fosse comuni, torture e uccisioni di massa all'interno
di una precisa strategia di colonizzazione e di accaparramento
dell'intero territorio Palestinese.
Genocidio e "sminuzzamento" di un intero popolo per arrivare al
raggiungimento del sogno dei fondatori della setta politico/religiosa
sionista di una grande israele dal Giordano al Mar Mediterraneo, fondata
sulla discriminazione religiosa e razzista. Un piccolo paese canaglia,
gonfiato di armi dal blocco imperialista occidentale (Usa, GB, Germania
e Italia in testa), la cui arroganza disumana è da sempre stata
garantita e protetta in ogni sede internazionale.

"La tragedia di essere vittima delle vittime" di Edward Said qui
ritratto con mahmoud Darwish

>

E ora LA SOLUZIONE FINALE.
La "soluzione finale" in corso viene, sotto gli occchi di tutte e
tutti, quasi paragonata a un'intemperanza giustificata con la tragedia
dell'Olocausto e dall'arrogante e univoco "diritto alla difesa" di un
paese invece stragista e terrorista che procede all'occupazione
quotidiana di nuovi pezzi di Palestina con le minacce, la pulizia
etnica, il terrorismo e la violenza razzista e fascista dei coloni.
Al di là delle roboanti prese di posizione formali, che comunque
segnano un sempre maggiore allontanamento dal piccolo stato canaglia,
nessuna autorità internazionale interviene concretamente per porre fine
al genocidio e porre le basi per un reale percorso di Pace.
La Corte penale Internazionale ha pronti i mandati di cattura per
Netanyahu e altri responsabili della strage di palestinesi ma gli U.S.A.
e le "grandi democrazie occidentali" bloccano i mandati perchè prima
... deve finire il suo sporco lavoro di aguzzino. Assassini terroristi
che proteggono altri assassini terroristi.
I governi occidentali sono soggettivamente e oggettivamente complici di
questo genocidio ancora in corso.

LA TENDENZA ALA GUERRA

Come, d'altra parte, i diversi volti dell'imperialismo mondiale e i
diversi blocchi che lo compongono, sono responsabili di questa corsa
cieca alla distruzione totale.
Il possibile utilizzo della bomba atomica, appannaggio di uno o
dell'altro dei blocchi, è ormai sdoganato ed è diventato "normalità".
La tendenza alla terza guerra mondiale pare ora essere l'unico strumento
per risolvere lo scontro per l'egemonia mondiale subordinato ai limiti
intrinseci del capitalismo.
Anche in questo caso ci sono i "buoni", il "democratico occidente"
contro i cattivi ... i 3/4 del pianeta. "NOI" contro "LORO".
E anche in questo caso è "normale", nella narrazione quotidiana
strumentale al compattamento del fronte interno, sentire parlare di
guerra economica, di sopravvivenza, di invasione di mercati "nostri" o
"loro", della necessità che "noi" si debba chiudere i "nostri" mercati
ai "loro" prodotti perchè dobbiamo vendere i "nostri", in questa
equiparazione, interclassista e subordinata agli interessi del capitale,
tra i "bisogni" di chi possiede i mezzi di produzione di quei prodotti e
i "bisogni" di chi li produce. Tra gli interessi di chi produce guerra
(economica o militare) per la valorizzazione del capitale e di chi è
schiavo del sistema e viene chiamato a morire per difenderlo.

Dopo la "sbornia della globalizzazione pacifica", come affermato da un
giovane Palestinese del Fronte popolare per la Liberazione della
Palestina (FPLP) ALLA RIVISTA rESUMEN lATINOAERICANO davanti agli occhi
di un mondo impoverito, si sta consumando la crisi del modo di
produzione capitalistico basato sulla massimizzazione dei consumi e dei
profitti, a scapito di esseri umani e natura. La generica e
rassicurante definizione di "razionalizzazione della produzione" per far
fronte alla variabilità dei mercati, si traduce concretamente nella
chiusura di intere strutture e filiere produttive e all'inserimento di
nuovi macchinari tecnologicamente sempre più avanzati, inclusa
l'intelligenza artificiale (che ha delle sue peculiarità più
invasive).
Nuove macchine ideate non per alleggerire il lavoro dell'uomo ma per
sostituirlo.
In sintesi significa l'abbattimento di quote di salario (K.Marx lo
definiva "capitale variabile"), aumentando cosi la distanza tra chi
possiede i mezzi di produzione e/o capitale finanziario e chi invece
dipende dal proprio salario mettendo in vendita le proprie braccia o la
propria intelligenza o la propria disponibilità ad una vita flessibile
in relazione alle esigenze del profitto. La stessa devastazione
ambientale e lo squilibrio dei cicli ecologici, l'innalzamento delle
temperature, la desertificazione, le carestie e la sempre maggiore
"eccezionalità" dei fenomeni meteorologici, provocata dal modo di
produzione capitalistico, determina anch'essa, parallelamente a
migrazioni epocali di uomini e donne dal sud del mondo, un'accelerazione
della tendenza alla guerra per sopperire alla riduzione di territorio
sfruttabile e alla sempre maggiore concorrenza che tutto questo
comporta.

La nostra sollecitazione è quella di avere una profonda consapevolezza
della pericolosità di questo contesto generale. Un quadro complessivo
che rende necessario un impegno condiviso e unitario per una lotta a
tutto campo contro l'imperialismo e le sue guerre come condizione
necessaria per poter sperare di avere un futuro senza più guerre e che
questo futuro sia alternativo al presente di sfruttamento e di
precarietà.
Il sionismo, nella sua sostanza di suprematismo e razzismo colonialista,
rappresenta la faccia feroce dell'imperialismo.
Lo stato canaglia di Israele è la punta diamante di questa ferocia
armata e sostenuta dai suoi complici e i Palestinesi sono ostaggio e
carne da macello per i loro interessi.

Boicottiamo Israele, boicottiamo i prodotti israeliani, i rapporti
accademici, sosteniamo le università statunitensi che si schierano
dalla parte giusta della storia.
Solidarizziamo con la ribellione delle università italiane, sosteniamo
le studentesse e gli studenti, le compagne e i compagni accampati con le
tende in solidarietà e per protesta a Bologna, Roma e Napoli per la
"intifada studentesca".

Davanti al genocidio non si tace
Con il popolo palestinese e la sua Resistenza !
Israele fascista stato terrorista!
76 ANNI DI GUERRA E DI RAPINA FUORI I SIONISTI DALLA PALESTINA!

Chiediamo a tutte e tutti di scendere ancora in piazza per il 30°corteo
a Milano
organizzato dalle Associazioni e dalle Comunità palestinesi
in solidarietà con il popolo Palestinese e la sua Resistenza!

_CSA VITTORIA_
_www.csavittoria.org [1] - info@csavittoria.org_

_NAKBA : intervista di Michele Giorgio ad Ilan pappe'_
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https://pagineesteri.it/2023/05/15/primo-piano/ilan-pappe-verita-sulla-n...

Segui e partecipa alla campagna per la ricostruzione dell’Asilo
Vittorio Arrigoni a Gaza

www.ricostruiamoasilovik.it [2]

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