
-------- Messaggio originale --------
Oggetto: presidio a Crotone venerdi 10 maggio: Non chiamatele scafiste
Data: 2024-05-08 18:41
Mittente: <alfteresa@libero.it>
Destinatario: <antirazzismo@yahoogroups.com>
PRESIDIO PER LA LIBERAZIONE DI MAYSOON MAJIDI DAVANTI al TRIBUNALE di
CROTONE 10 MAGGIO ORE 9.00
Comitato Free Maysoon # Non chiamatele/i scafiste/i
Comunicato stampa
LA STORIA DELLE DUE GIOVANI DONNE IRANIANE PRESUNTE SCAFISTE DETENUTE IN
CALABRIA. IL GARANTE MUGLIA: "ILLOGICITÀ ED ANOMALIE, FARE PIENA LUCE.
NON SI PUÒ CORRERE IL RISCHIO DI SCAMBIARE LE VITTIME PER CARNEFICI"
REGGIO CALABRIA, 05 MAGGIO 2024
- Il Garante regionale dei diritti delle persone detenute o private
della libertà personale, Luca Muglia, sta approfondendo la posizione e
le condizioni delle due donne iraniane recluse presso le carceri
calabresi, accusate di favoreggiamento della immigrazione clandestina.
Nei mesi scorsi i nominativi delle due detenute erano stati resi noti da
diversi media, atteso il clamore destato dalle rispettive storie
personali e dalle modalità che avevano determinato l'applicazione della
misura cautelare inframuraria. Si tratta di Maysoon Majidi, ristretta
presso la Casa circondariale di Castrovillari, e di Qaderi Maryam,
ristretta presso la Casa circondariale di Reggio Calabria. Il Garante
regionale Muglia ha incontrato più volte Maysoon Majidi, unitamente al
Garante della Provincia di Cosenza Francesco Cosentini, riscontrando un
progressivo calo di peso della giovane, fortemente provata dalla
detenzione e dal timore che non emerga in tempi rapidi l'estraneità
alle accuse che le vengono mosse. Quanto a Qaderi Maryam, le condizioni
della stessa sono state attenzionate dal Garante nazionale dei diritti
delle persone private della libertà, Felice Maurizio D'Ettore, in
quanto la separazione dal figlio di anni 8, affidato temporaneamente
alle cure di una famiglia afghana in Comunità, avrebbe generato una
serie di atti di autolesionismo ed eventi critici. Alcuni chiarimenti
sulle condizioni delle due donne sono già stati richiesti dal Garante
nazionale agli istituti penitenziari di Reggio Calabria e Castrovillari,
seguiranno a breve ulteriori approfondimenti in ragione della natura dei
mandati conferiti al medesimo dalla normativa italiana ed
internazionale. "La vicenda delle giovani donne iraniane detenute,
accusate di essere scafiste nell'ambito di due differenti procedimenti
penali, preoccupa ed interroga non poco - ha affermato il Garante Muglia
-. Il mio Ufficio e quello del Garante nazionale si sono attivati
sinergicamente per mettere in campo tutti gli interventi necessari. Pur
confidando nella magistratura, che farà certamente piena luce sulle
questioni in corso di accertamento, non ci si può astenere dal
segnalare illogicità ed anomalie. In entrambi i casi, infatti, si
tratta di donne con storie particolari alle spalle che hanno corrisposto
ingenti somme di denaro per allontanarsi dal paese di origine, temendo
per la propria incolumità. Maysoon Majidi è una nota regista ed
attivista curda per i diritti umani che si è vista costretta a fuggire,
unitamente al fratello, prima dall'Iran e poi dal Kurdistan iracheno a
causa delle sue attività di protesta antigovernative che ne avevano
messo in pericolo la stessa vita. Qaderi Maryam, fuggita con il figlio
dall'Iran per sottrarsi ad una situazione drammatica, nel corso del
viaggio dalla Turchia a bordo di una barca a vela sarebbe stata oggetto
di un tentativo di violenza sessuale da parte degli stessi tre uomini
che, all'arrivo in Italia, l'hanno accusata di essere una scafista.
L'atipicità della storia che accomuna le due donne è data dalle
difficoltà linguistiche e dalla circostanza che quasi tutti i migranti
che si trovavano sulle rispettive barche si sono allontanati dal
territorio italiano senza essere sentiti. Il quadro delineatosi - ha
concluso il Garante Muglia - conferma la necessità che la repressione
del favoreggiamento dell'immigrazione clandestina si avvalga di
modalità diverse in grado di accertare con maggiore puntualità e
rigore l'individuazione delle responsabilità. Sarebbe 2 necessario
introdurre l'impiego di nuclei investigativi specializzati, l'utilizzo
delle tecnologie più avanzate, la cristalizzazione degli elementi di
prova nell'immediatezza dello sbarco e garantire l'effettività del
diritto di difesa. Non si può correre il rischio che si scambino le
vittime per carnefici"
https://www.osservatoriorepressione.info/dramma-maysoon-majidi-lattivist...
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