
-------- Messaggio originale --------
Oggetto: Velletri: Sabato 11 maggio dalle 17.00 presidio e assemblea
contro il disboscamento
Data: 2024-05-08 22:25
Mittente: comitatoboschicollialbani@inventati.org
Destinatario: Comitatoboschicollialbani
<comitatoboschicollialbani@inventati.org>
https://www.facebook.com/events/810982803776551/
COMUNICATO
PRESIDIO CONTRO IL DISBOSCAMENTO DEL MONTE ARTEMISIO
SABATO 11 MAGGIO ORE 17.00 - PIAZZA CAIROLI, VELLETRI
* PERCHE' LA DITTA DI LEGNAMI CHE STA TAGLIANDO E' IMPUTATA IN UN
PROCESSO PENALE PER
AVER TAGLIATO TROPPI ALBERI: L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE DEVE
REVOCARE LA CONCESSIONE!
* PERCHE' IL COMUNE HA CONCESSO 1/3 DEI BOSCHI DEL MONTE ARTEMISIO
PER IL TAGLIO
* PERCHE' LA CITTADINANZA DI VELLETRI DEVE SAPERE COSA STA
SUCCEDENDO NEI BOSCHI CHE LA
CIRCONDANO E DEVE ESSERE INFORMATA DEL PATRIMONIO NATURALISTICO
CHE STA PERDENDO, IN
NOME DEL PROFITTO DI POCHI
Durante il recente processo per il taglio degli alberi Monte Artemisio
(12 marzo scorso) sono state ribadite in aula al tribunale di Velletri
le accuse dai principali testimoni.
Imputata è la ditta di legnami che ha ancora in appalto decennale 1/3
dei boschi del monte, e che continuerà a tagliare fino a sentenza.
Peccato che la prossima udienza sara' a febbraio del 2025, e intanto i
tagli contnueranno.
I cittadini e le cittadine del Comitato Protezione Boschi dei Colli
Albani chiedono l'immediato ritiro della concessione da parte del comune
di Velletri alla ditta imputata, almeno fino alla sentenza.
Purtroppo sembra che tutto vada nella direzione di insabbiamento della
vicenda: il vigile silvano all'epoca dei fatti guardaboschi e quindi
incaricato della sorveglianza del taglio da parte del comune di Velletri
è stato poi rimosso dal suo incarico "senza alcuna giustificazione" e
sostituito anche se per un breve periodo dal commercialista della ditta
stessa.
Insomma il comune concede il bosco, l'Ente Parco dà il nulla osta e le
ditte fanno i loro guadagni.
Nessun controllo, nessun rispetto neanche delle poche leggi che tutelano
i nostri alberi. E nessuna revoca di permessi nemmeno di fronte
all'evidenza di reati ma soprattutto di gravi danni ambientali. Sembra
che siano tutti d'accordo a continuare a radere al suolo i nostri
boschi.
Noi crediamo che questo non sia un caso isolato, ma la realtà dei tagli
in tutto il Parco Regionale dei Castelli Romani che avvengono con
pochissimi controlli mentre le ditte pensano solo al profitto e men che
mai al benessere dell'ecosistema boschivo.
Siamo abbastanza sicuri che se si controllassero per bene tutti i
numerosi cantieri boschivi, tutte queste situazioni di irregolarità
verrebbero fuori in un attimo. Ma il numero di cantieri è ormai
elevatissimo, I CONTROLLI PRATICAMENTE INESISTENTI. STA A NOI CITTADINI
E CITTADINE A QUESTO PUNTO TUTELARE I NOSTRI AMATI BOSCHI.
E' ORA DI SMETTERE DI TAGLIARE ALBERI, COSA CHE STA SUCCEDENDO IN TUTTO
IL PARCO.
Nonostante si possa affermare con certezza che gli alberi hanno un ruolo
fondamentale nella lotta alla crisi climatica, da anni ormai assistiamo
in aree vastissime del Parco dei Castelli Romani al cosiddetto taglio
del bosco ceduo.
Ceduo viene dal latino "taglio" e non è altro che una pratica
artificiale di abbattimento di alberi per raccogliere e vendere legna
DANNEGGIANDO gravemente gli ecosistemi boschivi.
LO SCOPO DEL TAGLIO CEDUO NON E' ASSOLUTAMENTE IL BENESSERE DEL BOSCO:
IL SUO SOLO FINE E' IL GUADAGNO RICAVATO DALLA VENDITA DI LEGNA.
Infatti le ditte che eseguono il taglio sono aziende di legname che
hanno come unico interesse raccogliere più legna possibile da
rivendere.
Il Parco dei Castelli Romani viene considerato dalle amministrazioni
comunali come una coltivazione di alberi di castagno, da vendere a
queste ditte per il legname. La destinazione d'uso di quasi tutte le
particelle è "ceduo di castagno".
E il Parco ormai è una groviera di ettari e ettari di aree tagliate,
dove sono erti in piedi pochi alberi (le matricine) e intorno a loro un
deserto di ceppaie. Il sottobosco è morto e sono rimasti a terra solo i
segni dei cingolati e i solchi dei tronchi trascinati.
La mancanza di ombreggiatura espone il suolo ad un forte calore, che
impoverisce e inaridisce il sottobosco.
Gli alberi perdono le profonde connessioni radicali tra loro e gli altri
organismi vegetali e fungini della foresta. Gli uccelli non ritrovano il
loro nido, gli animali selvatici la loro tana. Inoltre è ovvio che un
bosco evoluto potrebbe offrire ecosistemi più ricchi e completi a flora
e fauna del territorio.
Quello che sta succedendo nel nostro parco è quindi allucinante,
considerando quanti ettari di bosco stiamo perdendo e a che velocità.
Per questo sabato invitiamo tutta la cittandinanza a partecipare al
presidio in piazza Cairoli dalle 17.00, dove ci saranno diversi
interventi centrati sulla questione e l'esposizione di una mostra con le
foto dei disboscamenti in atto a Velletri e negli altri comuni dei
Castelli Romani.
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