
-------- Messaggio originale --------
Oggetto: comunicato slai cobas su processo ilva
Data: 2024-05-25 10:16
Mittente: Slai Cobas per il Sindacato di Classe <slaicobasta@gmail.com>
Destinatario: destinatari nascosti: ;
L'udienza si è aperta, insieme ad alcune informazioni, con la lettura e
risposta ad una istanza fatta nei giorni precedenti dallo Slai cobas
(parte civile del processo Ilva e organizzatore di più di 100 parti
civili di operai Ilva/Appalto, lavoratori e operatori cimiteriali e
abitanti dei quartieri inquinati) che conteneva due richieste: la prima,
principale: "atteso che il processo "Ambiente svenduto", anche in questa
fase d'appello, è pubblico, si chiede che esso sia effettivamente
pubblico; che, pertanto, anche persone non parti civili, possano entrare
nell'aula delle udienze - come peraltro è avvenuto nel processo di 1°
grado, sia pur con limitazioni numeriche..."; la seconda: "si chiede,
inoltre, di elevare il volume audio, atteso che le parti civili presenti
ascoltano con molta difficoltà gli interventi per il basso volume dei
microfoni".
Alla prima richiesta, il presidente della CdA, Del Coco, premettendo che
lui non capiva cosa si intendesse per "pubblico" (? - ma più chiaro di
così!) e che lui non poteva sapere se chi entrava era parte civile o
no, ha rimandato la decisione al Procuratore generale presente in aula;
sulla seconda, ha fatto appello ai tecnici e agli stessi avvocati di
migliorare l'audio (qualcosa è migliorato).
Il presidente ha poi voluto ribattere alle critiche e polemiche - tra
cui fortemente quella dello Slai cobas - contro la grave ordinanza di
sospensione dell’esecutività del pagamento delle provvisionali alle
parti civili decise con la sentenza di primo grado, dichiarando che "non
intende rispondere o assecondare tali polemiche e che tutte le questioni
troveranno spazio e discussione all’interno del dibattimento e che
troveranno la loro naturale conclusione all’interno del provvedimento
che la Corte che emetterà in merito a tutte le questioni sollevate".
Altra questione posta all'inizio - negativa, anche questa di fatto nella
direzione di "segnali" a favore degli imputati - è stato il divieto al
lavoratore, operatore delle registrazioni/video, a sua volta parte
civile, di continuare a fare riprese video se non previa autorizzazione
di ognuno degli avvocati difensori (cosa assurda, per cui è scontata la
negazione di autorizzazione, e quindi è chiaramente è un divieto pure
e semplice). Per tutto il processo di 1° grado sempre questo
lavoratore/operatore ha fatto, autorizzato, le registrazioni/video;
pertanto questa "novità" più che legale sembra politica, più in linea
con la volontà che questo processo non sia pubblico. A fronte di
questo, tramite una delle nostre avvocate, si è chiesto se quanto meno
si potevano continuare le registrazioni/audio - queste sono state
permesse. Ma è un altro negativo segnale di questo processo d'appello.
E valuteremo col lavoratore e con i nostri avvocati cosa fare.
In questa udienza all'OdG vi sono stati gli interventi di 3 avvocati
degli imputati (Annicchiarico, Perrone e Russo) incentrati sulle
questioni di "nullità" sul processo di 1° grado: nullità per mancanza
di difensore di fiducia non sostituto da difensore d'ufficio per alcuni
imputati in alcune udienze; nullità per impedimento dell'esercizio del
"diritto di difesa" non avendo consentito contraddittori, presentazione
di richiesta di riti abbreviati, dichiarazioni spontanee e interrogatori
degli imputati, testimonianze di consulenti degli imputati, ecc.; quindi
messa sotto accusa di varie ordinanze del 1° grado. La conclusione di
ogni intervento è stata la richiesta di "nullità" di varie parti del
processo di 1° grado, che, se passasse, vorrebbe dire "tornare
indietro" addirittura all'udienza preliminare, e praticamente rifare il
processo di 1° grado!
E' bene ricordare che queste presunte "violazioni" del diritto di
difesa, erano state già poste abbondantemente nelle udienze preliminari
e di 1° grado e vi era stata più che argomentata risposta.
Nelle prossime due udienze - 7 e 14 giugno - continueranno gli
interventi dei legali degli imputati.
Il 21 giugno interverranno in replica i PM e le parti civili. Si dice di
voler terminare questa fase nel solo giorno del 21, e quindi eliminare
l'udienza del 28 - o tenerla in caso di non conclusione degli interventi
del 21/6.
Ma anche questa udienza conferma quanto detto dallo Slai cobas: non
bisogna assolutamente lasciare questo processo d'Appello nelle mani dei
giudici e tantomeno lasciare in pace gli avvocati degli imputati. Su
questo è importante la partecipazione del maggior numero delle
tantissime parti civili e anche del "pubblico"; come continuerà ad
essere importante e deve essere parte del processo le istanze dello Slai
cobas e l'azione dei nostri avvocati a fronte di decisioni della Corte
che penalizzano/ostacolano le parti civili di operai, lavoratori,
cittadini e favoriscono invece gli imputati.
Non devono passare i "passi indietro", affossamento del processo di 1°
grado.
SLAI COBAS per il sindacato di classe
Calderazzi Margherita
25.5.24
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