APPELLO PER LA LIBERTÀ DI MAYSOON MAJIDI e di tutte le persone private della loro libertà mentre erano in fuga per trovarla

Tipo appuntamento:

Data appuntamento: 
Mercoledì, 24 Luglio, 2024 - 22:15

-------- Messaggio originale --------
Oggetto: APPELLO PER LA LIBERTÀ DI MAYSOON MAJIDI e di tutte le persone
private della loro libertà mentre erano in fuga per trovarla
Data: 2024-07-06 19:07
Mittente: freemaysoonmajidi@tutamail.com
Destinatario:

Buonasera,

siamo il comitato Free Maysoon, inviamo in allegato questo appello alla
solidarietà e alla mobilitazione per Maysoon Majidi e tutte le altre
persone arrestate con l'accusa di scafismo.

Rimaniamo in attesa di risposta per la sottoscrizione, da inviare a
questo indirizzo.

Cordialmente,

Comitato Free Maysoon

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APPELLO PER LA LIBERTÀ DI MAYSOON MAJIDI e di tutte le persone private
della
loro libertà mentre erano in fuga per trovarla
Sono ormai 6 mesi che l'attivista curdo-iraniana Maysoon Majidi è
detenuta nel carcere di
Castrovillari con l'accusa di scafismo. Il 5 luglio é stata trasferita
nel carcere di Reggio Calabria.
In vista dell'udienza che si terrà il 24/7 a Crotone e che potrebbe
decidere della sua sorte, lanciamo questo appello alla mobilitazione e
all'unione a tutte quelle realtà e a quelle singole persone che hanno a
cuore la libertà propria e altrui.
Quello di Maysoon infatti non è un caso isolato, anzi è un caso
emblematico della
situazione attuale.
Oltre a Marjam Jamali, donna iraniana anch’essa detenuta per scafismo
che ha appena
ottenuto i domiciliari in attesa di processo, centinaia di persone ogni
anno vengono tratte in arresto con questa accusa, e sono dunque in
migliaia ad essere detenute ingiustamente dall’introduzione di questo
reato (vedi art.12 del testo unico sull’immigrazione detto TUI o anche
Legge Bossi-Fini).
Inoltre, da marzo 2023 il Decreto Cutro ha inasprito le pene per queste
persone presunte
scafiste, addossando loro la responsabilità della morte e della
sofferenza delle persone
passeggere.
Ad oggi, il governo ha grande interesse ad identificare in ogni barcone
che arriva in Italia uno “scafista”, vero o presunto che sia, per poter
sbandierare l’efficacia delle sue politiche contro l’immigrazione
illegale. Poco importa se queste persone sono donne con figli minorenni
a seguito come Marjam, artiste ed attiviste per i diritti delle donne
come Maysoon o adolescenti impauriti a cui qualcuno ha messo in mano un
timone. Ciò che
importa al potere è fare propaganda e pubblicare statistiche sul numero
di persone
arrestate per scafismo.
Con questo appello vogliamo quindi allargare e rinsaldare la rete di
solidarietà creatasi
intorno a Maysoon, fuggita per sottrarsi alla repressione del regime nel
suo paese e finita nelle grinfie della repressione in Italia. La
battaglia per la sua liberazione corrisponde a quella per la libertà di
Marjam e di tutte le altre persone presunte scafiste in carcere in
questo paese sempre più securitario, in cui le carceri sono già
stracolme anche senza l’aggiunta di queste persone arrestate sulla base
di un reato fittizio.
È importante infatti ribadire, oltre l’estraneità ai fatti loro
contestati e dunque l’innocenza di Maysoon e Marjam, che siamo contro la
colpevolizzazione delle persone che i barconi li hanno guidati davvero
in quanto, nonostante i confini chiusi, rimane la necessità di lasciare
il paese. Per le persone prive di disponibilità economiche, a volte
diventa necessario offrirsi per la guida delle barche, in vista di una
possibile via di salvezza.
Queste persone in fuga, oppresse quando non perseguitare, per i Governi
europei
diventano "gli scafisti" e assunti come capro espiatorio pubblico.
Vogliamo la demolizione integrale del sistema-frontiera, della sua
mentalità e delle sue
modalità e, per questo, facciamo appello a una lotta per la libertà che
sia generalizzata e concreta, fuori da pratiche mirate a individuare una
persona realmente colpevole o ad
approfittare di un palco per mostrare la propria bandiera, mentre chi
migra resta in galera, nei cpr, negli hotspot e negli altri centri di
detenzione e tortura, in attesa di processo o di espulsione.
Rilanciamo la mobilitazione per l’abolizione del decreto Cutro e del
reato di scafismo nel
TUI, per la liberazione di Marjam e Maysoon e per la possibilità di
accogliere degnamente
in Italia chi arriva perché costretta dallo stato di necessità.
Sposando la causa di queste persone per la loro libertà e anche per la
nostra, indiciamo
una riunione allargata da tenersi nelle prossime 2 settimane, tramite
cui rilanciare il
presidio presso il tribunale di Crotone il 24 luglio dove si terrà
l’udienza di Maysoon
Vi invitiamo inoltre a prendere parte al presidio presso il tribunale di
Locri l’8 luglio dove si terrà l’udienza di Marjam.
Comitato free Maysoon
Per info e adesioni scrivere a freemaysoonmajidi@tutamail.com
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Mediterranea Saving Humans
Cidis Impresa Sociale
Liberaccoglienza ETS
Comitato Beni Comuni Acri
Federazione prov. Le Rifondazione Comunista Cosenza
Clinica legale migrazioni e asilo - Università di Roma tre

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