
-------- Messaggio originale --------
Oggetto: CS: Ferrovieri ancora costretti a scioperare, è il settimo
sciopero da inizio anno. Venerdi 6 settembre presidio sotto il Ministero
del Lavoro.
Data: 2024-09-03 13:01
Mittente: USB Ferrovie <usbferrovie@gmail.com>
Destinatario: USB Ferrovie <usbferrovie@gmail.com>
Ferrovieri ancora costretti a scioperare, è il settimo sciopero da
inizio anno.
Venerdi 6 settembre presidio sotto il Ministero del Lavoro.
Prosegue la vertenza per il rinnovo contrattuale dei ferrovieri e per la
democrazia sindacale con la proclamazione nei giorni 6 e 8 settembre
della settima azione di sciopero. L'agitazione, proclamata da USB
Attività Ferroviarie insieme alle altre organizzazioni di base, sarà
articolata su giorni ed orari differenti divisa fra circolazione treni e
cargo (dalle ore 03 dell'8 settembre alle ore 02 del 9 settembre) ed
impianti di manutenzione ed uffici (intere prestazioni ricadenti sul 6
settembre).
Questa settima azione di sciopero, nonostante le altissime adesioni a
tutte le precedenti che hanno registrato medie intorno all'80% come
anche ammesso da Trenitalia, RFI e dalla Commissioni di Garanzia sugli
Scioperi, si rende necessaria per rivendicare ancora una volta la il
diritto ad un degno rinnovo contrattuale basato sulla piattaforma
discussa ed elaborata da migliaia di ferrovieri, in quanto sia il
Ministero dei Trasporti che il Gruppo FSI si rifiutano di discutere con
le rappresentanze dei lavoratori che stanno promuovendo la
mobilitazione.
Le rivendicazioni dei ferrovieri sono chiare e semplici, diritto a
migliori condizioni di vita e di lavoro che consistono in adeguati
riconoscimenti professionali e salariali, salute e sicurezza, maggiori
riposi tra una prestazione e l'altra, ma soprattutto una riduzione
dell'orario di lavoro a 32 h settimanali per 4 giorni lavorativi ed il
riconoscimento del lavoro usurante per tutti i ferrovieri
dell'esercizio. Un lavoro, quello in ferrovia, che negli ultimi anni è
divenuto sempre più insostenibile sul piano fisico e sociale anche in
relazione all'innalzamento dell'età pensionabile.
In questa nuova giornata di mobilitazione vogliamo mettere al centro il
tema della democrazia sindacale sui posti di lavoro. Nel Gruppo FSI le
Rappresentanze dei lavoratori (RSU/RLS) sono decadute normativamente dal
2018 e da oltre 6 anni non vengono rinnovate nonostante gli accordi
prevedano l'obbligo del rinnovo ogni 3 anni. Un vero e proprio scandalo
ed un danno ai lavoratori che si vedono negato il diritto di scegliere i
propri rappresentanti sindacali con conseguente arretramento delle
condizioni di lavoro. Proprio la mancanza di democrazia lampante è
rappresentata dal terribile accordo sulla manutenzione del 10 gennaio
avallato senza alcuna consultazione dei lavoratori che anzi ne hanno
contestato la firma.
In questo contesto di mobilitazione generale di tutti i ferrovieri si
inserisce anche la specifica vertenza degli operai della manutenzione
RFI in lotta da 8 mesi contro l'accordo del 10 gennaio la cui
applicazione a partire dal 3 giugno, come denunciamo da mesi, sta
dimostrando tutta la sua drammaticità ed inefficacia. Un accordo che ha
imposto una riorganizzazione del modello della manutenzione che se da
una parte sta incidendo in maniera peggiorativa sulla salute e
sicurezza, sulla vita e dignità dei lavoratori, dall'altra sta
evidenziando gli enormi limiti organizzativi ed operativi di RFI con
continui guasti e disservizi alle linee ferroviarie che, con questa
organizzazione del lavoro, non potranno che aumentare.
Una crisi organizzativa in corso già da anni e dovuta ad una cronica
carenza di personale e figure professionali, di mezzi d'opera e
soprattutto di esternalizzazione di attività lavorative a tutto
vantaggio dell'impresa privati che fa enormi profitti con risorse
pubbliche. Una crisi che sta diventano irreversibile ed irrecuperabile
con l'applicazione del modello manutentivo previsto nell'accordo del 10
gennaio, che vede squadre di operai ridotte all'osso ( spesso anche di 2
o 3 persone) mancanze di profili di coordinamento fra quadri ed operai,
incapacità organizzative dei responsabili e che di fatto sta rendendo
quasi impossibile fare le manutenzioni ordinarie e che serve
esclusivamente a garantire l'esecuzione dei grandi appalti legati al
PNRR.
Proprio per ribadire la necessità della sicurezza sul lavoro e della
democrazia sindacale i ferrovieri si ritroveranno in presidio venerdi 6
settembre dalle ore 10.30 sotto il Ministero del Lavoro in via Flavia 6,
a cui è stata fatta formale richiesta di incontro, per presentare tutta
la documentazione inerente i mancanti rinnovi delle Rappresentanze dei
Lavoratori (RSU/RLS) decadute da 6 anni e delle diverse denunce
presentate all'Ispettorato Nazionale del Lavoro ed alle sedi
territoriali contro le arbitrarietà aziendali, in palese violazione
delle normativi contrattuali e di legge, che si stanno imponendo
ovunque.
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