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Subject: 7settembre CORTEO a Milano PER FAERMARE IL GENOCIDIO
Date: Thu, 5 Sep 2024 11:31:29 +0200
From: elio lupoli <eliolupoli@gmail.com>
To: CsaVittoria <info@csavittoria.org>
/*lA QUESTURA RITARDA LA CONCESSIONE DELL'AUTORIZZAZIONE CERCANDO DI
DEPOTENZIARE LE MOBILITAZIONI. DIFFONDI, PARTECIPA E FAI PARTECIPARE!!*/
https://www.csavittoria.org/it/internazionalismo/nakba-1948-nakba-2024
*48 SABATI DI MOBILITAZIONE ININTERROTTA PER FERMARE *
*IL GENOCIDIO A GAZA E LA PULIZIA ETNICA IN COSGIORDANIA*
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NAKBA 1948 - NAKBA 2024
Inviato da redazione il Gio, 05/09/2024 - 08:09
Categoria
Internazionalismo
<https://www.csavittoria.org/it/categories/internazionalismo>
/NAKBA 1948 - NAKBA 2024/
/PER FERMARE IL GENOCIDIO./
/PER FERMARE IL COLONIALISMO SIONISTA GENOCIDA./
/PER SMASCHERARE LA DISINFORMAZIONE COMPLICE DEI MEDIA DI STATO./
/Per la liberazione dei 20.000 prigionieri Palestinesi detenuti
illegalmente nei lager sionisti./
7 SETTEMBRE CORTEO A MILANO
indetto dalle associazioni e organizzazioni palestinesi di MIlano
partenza ore 15.30 da Piazza Gerusalemmecon termine al Castello Sforzesco.
Il racconto ufficiale del genocidio assume, giorno dopo giorno, i
connotati di un cupo assoggettamento delle coscienze al progetto
sionista del controllo assoluto della terra di Palestina. Un esplicito
progetto coloniale di esplicita pulizia etnica che sta investendo la
Cisgiordania dopo aver devastato l'intera striscia di Gaza. Un progetto
strategico che non contempla la presenza del popolo palestinese sulla
terra di Palestina.
Una nuova Nakba nel 2024 dopo la Nakba, la catastrofe, del 1948.
DISTORSIONE DELLA REALTA' AGLI INTERESSI DEL SIONISMO-ISRAELIANO
Ma perchè questo sia possibile bisogna distorcere e piegare la realtà
agli interessi del potere, di chi ha in mano le leve economiche,
dell'imperialismo e del sionismo. Due semplici domande da porre ai servi
schifosi dei media che si inchinano davanti alla violenza genocida per
paura, autocensura o complicità soggettiva. Due semPlici domande per
rimettere la verità con i piedi per terra.
Perchè i palestinesi sono legittimi prigionieri e gli israeliani sono
illeggittimamente ostaggi?
Perchè l'uccisione di soldati israeliani è terrorismo e la strage di
massa di paestinesi è guerra?
La "sofferenza" dichiarata da Biden e dei suoi malsani servitori
europei, insieme alla scontata criminalizzazione della resistenza, per
ogni colpo subito da Israele o auto-inferto ai prigionieri israeliani
per l'acuirsi dell'aggressione, fa da fragoroso contraltare al silenzio
assoluto sui circa 20.000 prigionieri palestinesi torturati
quotidianamente fino alla morte nei centri di detenzione israeliana,
simili ai lager nazisti, e sul protrarsi dell'invasione coloniale
genocida a Gaza e in Cisgiordania.
Per fermare il genocidio il primo passo dovrebbe essere il denunciarlo
per quello che è e quali siano le sue motivazioni ma siamo al contrario
davanti alla quotidiana criminale mistificazione della realtà per
deformare il concetto di empatia e renderlo sordo e cieco davanti ad una
scientifica ed efferata disumanità. L'obiettivo è quello di nascondere,
coprire, negare, mistificare o altrimenti giustificare ogni crimine
privando i palestinesi dello status di esseri umani.
IPOCRISIA GENOCIDA E DETENZIONE ARBITRARIA
L'entità sionista israele sta ad esempio intensificando l'aggressione
proprio mentre è incominciata la campagna di vaccinazione per centinaia
di migliaia di bambine e bambini palestinesi.
Una campagna di vaccinazioni certamente positiva ma segnata dal marchio
dell'infamità per l'ipocrisia che la caratterizza: io ti vaccino oggi ma
domani morirai di stenti, fame e sete e per la mancanza delle minime
condizioni igieniche che non favoriscano il contagio di ogni malattia
possibile, oppure sotto le bombe.
Degli oltre 41.000 morti recuperati, dei quasi 10.000 "dispersi" sotto
le macerie e seppelliti dalle ruspe sioniste, dei circa 94.000 feriti,
mutilati, la stragrande maggioranza è composta da bambine e bambini e
già questo dovrebbe imporre ai media di regime qualche domanda sul
concetto di diritto all'autodifesa dichiarato in maniera univoca
dall'entità criminale sionista israeliano.
L'allarme che arriva sulla condizione dei prigionieri palestinesi nei
lager sionisti dovrebbe colpire ogni sensibilità non deformata
dall'informazione di regime, quantomeno per come "la
detenzioneamministrativa" rappresenti l'impunità e l'arbitrio sionista
oltre che una ferita mortale al diritto alla libertà individuale. Donne
uomini, bambine e bambini, arrestate e detenute per mesi senza processo
in condizioni spaventose.
Foto e testimonianze dirette hanno dimostrato la perdità fino a 20/30 kg
dal momento della arbitraia detenzione senza processo al momento del
"fortunato" e arbitrario rilascio.
L'organizzazione per i diritti umani B'Tselem relaziona che circa 60
detenuti palestinesi siano morti nelle prigioni israeliane dal 7
ottobre. Un numero esorbitante che evoca torture, sofferenza e un
orrore superiore a quello registrato in 20 anni della famigerata
prigione militare Usa di Guantanamo.
Il messaggio della prigioniera politica Khalida Jarrar, presa dalla sua
cella e portata in un centro di detenzione ancora più punitivo, è
esplicito. La sua colpa? Non avere fatto passi indietro:
“Muoio ogni giorno. La cella è come una piccola scatola chiusa che non
lascia entrare l’aria. L’unica cosa nella cella è un bagno e una piccola
finestra sopra, che è stata poi chiusa il giorno dopo il mio
trasferimento. Non mi lascia alcun respiro, e anche i cosiddetti
‘ashnaf’ nella porta della cella sono chiusi. C’è solo una piccola
apertura accanto alla quale mi siedo per la maggior parte del tempo per
respirare. Sto soffocando nella mia cella aspettando che passino le ore
per poter trovare le molecole di ossigeno per respirare e restare in vita"
Khalida Jarrar
E questa è solo una delle decine di migliaia di testimonianze che
saranno finalmente pubbliche una volta che il progetto coloniale del
suprematismo sionista sarà battuto e sarà ricordato solo come un
escremento della storia. Sionismo come monito negativo per l'umanità
insieme alla divisione in classi, al nazismo, all'antisemitismo, al
fascismo, all'apartheid sudafricano e alla legittimazione della violenza
e della prevaricazione sulle donne degli stati fondamentalisti.
Un giorno vinceremo ci insegna la Resistenza Palestinese, ma ora siamo
davanti al problema di fermare il genocidio e la pulizia etnica del
popolo Palestinese e ci consola tragicamente sapere che a Jenin dietro
ad ogni finestra, ogni muro, ogni porta, in ogni piazza, c'è una
Resistenza unita di popolo contro uno degli eserciti più potenti e
meglio armati del mondo. Ci scalda il cuore ma ci fa tremare dal la
paura per la a loro sorte, il sapere che un uomo, una donna, una bambina
o un bambino con una kefia al collo ancora riescano a combattere per non
avere un futuro di servi in mano all'occupante sionista dopo un'altra Nakba.
La tragica attualità e il tragico prossimo futuro per generazioni di
palestinesi è quello di combattere contro il colonialismo e
l'occupazione sionista o soccombere da schiavi.
DUE POPOLI IN DUE STATI? BASTA SPECULARE SUL FUTURO DEL POPOLO PALESTINESE!
Per il rispetto che abbiamo del popolo palestinese, del suo Sumud e
della sua sofferenza riteniamo ormai intollerabile e inascoltabile da
voci mediamente democratiche, il vecchio e oggettivamente irrealizzabile
mantra "due popoli in due stati" come forma di buonismo idiota e
complice di chi si rifiuta di ammettere che chi ha sofferto l'orrore
senza onfini dell'OLOCAUSTO possa avere sposato un' ideologia
suprematista come il sionismo e compiere oggi questo massacro
generalizzato identificabile con il termine assoluto di GENOCIDIO. Di
chi pensa che oggi l'entità sionista Israele stia solo ....esagerando!
Buonismo ipocrita e per la paura di passare per antisemiti e
realisticamente senza fondamento perché un ipotetico stato palestinese
veramente indipendentenon è mai stato contemplato in nessun progetto di
società sionista israeliana. Nemmeno quando veniva esplicitato nelle
diverse tornate di "accordi di pace" del passato.
A meno che non si consideri uno stato indipendente uno stato
(Palestinese) che deleghi ad un altro stato (Israele) il controllo e la
gestione dei dazi sulle sue esportazioni come forma riconosciuta di
controllo sulla politica interna; che debba usare, quotidianamente e per
ogni transazione, la moneta israeliana; che debba gestire in maniera
coordinata con Israele la repressione interna; che dipenda da fonti
energetiche gestite da israele; che non contempli in nessun modo il
RITORNO DEI PROFUGHI come ufficialmente riconosciuto da numerose
risoliuzioni dell'Onu, mentre l'entità sionista ha invece pianificato
l'arrivo di centinaia di migliaia di nuovi coloni. Uno stato
"indipendente" che non abbia continuità territoriale, che sia
spezzettato in città/ghetto circondate da checkpoint israeliani e che
dipenda in tutto e per tutto in condizioni di subalternità e da colonia
dello stato israele diventato nel tempo stato ebraico e quindi
discriminatorio e razzista per definizione.
Un'entità sionista israele che non ha MAI dichiarato i propri confini
proprio per poter continuare il furto di terra acqua e vita palestinese.
Questo non e' solo colonialismo. Questa è l'essenza del colonialismo
sionista. La peggiore faccia dell'imperialismo.
Vogliamo ribadire con forza e continueremo a farlo che il futuro del
popolo palestinese dovrà dipendere solo e unicamente da quanto il popolo
palestinese deciderà e non dagli assassinni a Washington, i servi
interessati europei, o i miserabili ipocriti e complici al governo italiano.
La piazza di Milano per la Palestina aperta e inclusiva di ogni
sensibilità. Milano come la Palestina aspira alla Pace.
Ma essere coerentemente solidali con chi soffre vuol dire anche
riconoscere il diritto di decidere del proprio futuro opponendosi ad
ogni decisione che non sia prodotta da un libero processo di
autodeterminazione.
Per una Palestina libera dal colonialismo sionista!
Il Popolo Palestinese e la sua Resistenza aspirano ad una Palestina come
terra di Pace e di convivenza e di uguaglianza e questo può accadere
quando il colonialismo sionista sarà espulso dalla storia.
PER IL DIRITTO ALL'ESISTENZA
PER IL DIRITTO ALLA RESISTENZA
PER IL DIRITTO AL RITORNO DEI PROFUGHI
PER UN LIBERO PROCESSO DI AUTODETERMINAZIONE del popolo Palestinese!
Partecipiamo tutte e tutti al corteo di sabato 7 settembre, 48° sabato
di mobilitazione ininterrotta
Csa Vittoria
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