Libertà e cure per Andrea Sommariva - Sentenza prevista il 16 settembre

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Lunedì, 16 Settembre, 2024 - 22:22

-------- Messaggio originale --------
Oggetto: Libertà e cure per Andrea Sommariva - Sentenza prevista il 16
settembre
Data: 2024-09-13 19:52
Mittente: nofear@inventati.org
Destinatario: Nofear <nofear@inventati.org>

COMUNICATO DEL 13 SETTEMBRE

LIBERTA' E CURE PER ANDREA SOMMARIVA

Andrea Sommariva, ragazzo genovese di 27 anni detenuto nel carcere di
Hasselt in Belgio da quasi mesi, è in attesa della sentenza del
tribunale prevista per lui il prossimo lunedì 16 settembre.

E' accusato del furto di alcune collanine durante un concerto.

Il ragazzo è paziente psichiatrico e tossicodipendente.

Intorno a lui e ai suoi famigliari si è creata una forte mobilitazione
che ha coinvolto amici, solidali, personaggi del mondo della cultura,
dello spettacolo, parlamentari italiani ed europarlamentari oltre a
diverse associazioni.

Tutti ne chiedono, ne chiediamo, la libertà immediata e la possibilità
di poter tornare a curarsi, al di là dell'esito della sentenza per un
reato che, se eventualmente commesso, sta già comportando una
carcerazione preventiva che sta minando pesantemente la condizione
psicofisica di Andrea.

Sono state da poco inoltrate oltre 1.000 firme a sostegno di questa
richiesta ai Ministri degli Esteri competenti italiano e belga, agli
ambasciatori in Italia e in Belgio, al Ministro di Giustizia belga ed
altri rappresentanti istituzionali.

Nei giorni scorsi una lettera ai Ministri di Grazia e Giustizia e a
quello degli Esteri italiani era stata inviata da Ilaria Cucchi, Ilaria
Salis, Luigi Manconi, Giovanni Russo Spena, Cesare Antetomaso, Italo di
Sabato.

Ieri ben 24 europarlamentari di vari partiti, sia italiani che non, ne
hanno sottoscritta una seconda indirizzata oltre che ai Ministri della
Giustizia belga e ai Ministri degli Esteri dei due stati, anche al
Commissario Europeo per la Giustizia e per i Diritti Fondamentali e di
Cittadinanza.

Ne riportiamo il testo e le firme negli allegati.

In questi giorni i famigliari hanno potuto finalmente raggiungere e
parlare con Andrea per la prima volta durante un colloquio in carcere.

La situazione rimane preoccupante e il giudizio della corte belga non è
di per sé importante, ma è fondamentale che al di là dell'esito, le
autorità della giustizia belga dispongano il rilascio del ragazzo
detenuto perché ha già comunque scontato 4 mesi in cui non ha ricevuto
cure e ne rischia 30 in tutto.

Evidenziamo comunque la sproporzione tra il caso di un (eventuale) furto
da poche decine di euro e altri metodi più raffinati, ma ben più
consistenti, che portano personaggi molto più noti a non avere alcuna
conseguenza sulla propria libertà personale.

Non si può tergiversare oltre, ne va della salute e della vita di un
ragazzo di 27 anni e le autorità belghe che lo detegono ne hanno la
responsabilità come quella nei confronti di ogni altra persona che si
trova in carcere.

Le autorità italiane purtroppo finora non si sono distinte per il loro
interesse nei confronti della vicenda come invece avvenuto in altri casi
molto più famosi alle cronache e con reati accertati e accuse ben più
pesanti.

Evidentemente il sistema politico e giudiziaro si muove sui "consueti"
binari che tendono a tutelare le persone in base alla loro posizione
sociale e non valutando quanto loro addebitato.

Se Andrea non dovesse essere immediatamente liberato e rimpatriato per
essere curato dopo la sentenza del 16 settembre, siamo pronti a
intensificare la mobilitazione.

Chiediamo la massima attenzione da parte di tutti/e.

Seguiranno aggiornamenti.

Andrea libero!

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