
-------- Messaggio originale --------
Oggetto: Manifestazione a Firenze sabato 28 settembre contro la
devastazione delle 5 montagne
Data: 2024-09-25 00:05
Mittente: comitatoboschicollialbani@inventati.org
Destinatario: Comitatoboschicollialbani
<comitatoboschicollialbani@inventati.org>
Giriamo questo comunicato giunto dalla lista di "O.N.D.A."
(Organnizzazione Nazionale Difesa Alberi)
Sabato 28 scendono in piazza a Firenze i movimenti toscani che si
battono contro la devastazione delle montagne e delle foreste. Si
ritroveranno in sit-in sotto la sede della Regione.
Comunque leggiamo quanto scrivono e diffondiamolo, magari pubblichiamolo
anche sui nostri canali!
E magari prendiamo anche qualche spunto in più di riflessione, che non
fa mai male
Di seguito, i link dei Comitati che stanno organizzando la
manifestazione, anche per far vedere che stanno disboscando e devastando
tale e quale a quanto succede qui da noi ai Castelli nei loro territori,
comprese le Foreste Casentinesi
https://www.facebook.com/noasfaltopratomagno/?_rdr
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1768675080542831&id=94229690...
https://www.facebook.com/CTCM22/
https://www.facebook.com/apuanelibere/?locale=it_IT
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COMUNICATO STAMPA
CON RICHIESTA DI DIFFUSIONE
Sit-in Giù Le Mani Dalle Montagne Toscane!
Sabato 28 settembre 2024, ore 15.00
Piazza Duomo n°10, Sede della regione Toscana, Firenze
*Apuane Libere, Comitato Tutela Crinale Mugellano, Comitato Val di Lima
e
Val Fegana, Custodi degli Alberi e del Suolo, Movimento Pratomagno Senza
Asfalto invitano tutti, sabato 28 settembre, dalle ore 15, a manifestare
sotto la sede della Regione Toscana in Piazza Duomo, 10, a Firenze, a
difesa delle montagne toscane, per opporci alla distruzione di alcune
delle
ultime frontiere di biodiversità e di selvaticità del territorio
italiano.*
*La dinamica era stata prevista, era prevedibile, in molti luoghi già
abbondantemente praticata.*
*Conosciamo molto bene i metodi e i fini del capitalismo, con le sue
connaturate infinite dosi di indifferenza, distruzione, violenza,
guerra.*
*La dimensione di questo impatto si vede plasticamente nelle Alpi
Apuane,
laddove l’industria estrattivistica spolpa da decenni le montagne per
ricavare per lo più ormai polvere di carbonato di calcio, utilizzata
addirittura per fare dentifrici.*
*Si vede benissimo guardando al progetto di installazione di 7 mega pale
eoliche di 170 metri in Mugello, a ridosso del Parco Nazionale delle
Foreste Casentinesi, habitat di specie protette tra cui l’aquila reale,
con
la compromissione di sentieri nazionali ed internazionali e
l’abbattimento
di ettari di foreste.*
*È di una evidenza sconcertante nella Montagna Pistoiese, dove
l’industria
sciistica, in una terra senza neve, ottiene soldi pubblici per estendere
e
rinnovare gli impianti di risalita, tra Doganaccia e Corno alle Scale,
con
l’immensa sottrazione di acqua ed energia che ad ogni nuova “stagione”
ne
deriva.*
*Si intuisce nel calore sprigionato dall’asfalto che vorrebbero calare
in
Pratomagno, per un’estensione di 12 km, ad un’altitudine che supera i
1500
mt, a fianco e dentro un sito protetto Natura 2000, casa di rarissime
specie animali e vegetali, per nuovi ristoranti, nuove strutture
alberghiere, nuovo ed ulteriore turismo del consumo.*
*O nei sentieri antichi e nei boschi vetusti distrutti nella Valle del
Serchio, in un’area contigua alla Riserva dell’Orrido di Botri, per
aprire
nuove vie al taglio boschivo ed allo sfruttamento intensivo della
montagna.*
*Costi per decine di milioni di Euro, sottratti al nostro benessere. 35
milioni di Euro in Mugello, 16 milioni di Euro per l’impianto della
Doganaccia, circa 2 milioni di Euro per l’asfaltatura del Pratomagno.
Senza
considerare le perdite incalcolabili e non recuperabili in termini di
biodiversità ed equilibrio ecosistemico, giustificate da uno sbandierato
ma
irreale “progresso”.*
*Valga per tutti il caso delle cave: 1.000 impiegati oggi dai 16.000
degli
anni ‘50, da 150 a 10.000 Euro a tonnellata all’industria del marmo,
solo 5
Euro a tonnellata al Comune di Carrara per le concessioni.*
*La politica e l’imprenditoria, anche con la spinta dell’Unione Europea,
corrono a braccetto sempre più velocemente verso la distruzione di tutto
ciò che conta, di tutto ciò che è vita e dà la vita.*
*Per quali interessi? I nostri?*
*Non è credibile, non è logico, semplicemente non è vero.*
*Le risorse, guarda caso, mancano sempre per sanità, scuola, trasporto
pubblico, diritto alla casa, servizi alla persona.*
*L’ideologia dominante, veicolata da ogni tipo di fame di potere e di
denaro, cerca di colonizzare ogni pensiero, dei prossimi potenziali
sfruttatori e degli sfruttati.*
*Ma è vuota e svuotante, non ha prospettiva, punta dritta
all’annientamento
in nome di nuove tecnologie costruite sulla pelle di popoli sfruttati,
nuove energie necessarie a mantenere, se non aumentare, gli attuali
consumi, nuove armi per difendere e conquistare nuovi mercati, nuovi
prodotti che finiranno in mare o in qualche nuova terra che dovrebbe
dare
la vita e finisce per dare la morte.*
*Da tempo nelle Apuane, nella Montagna Lucchese, nella Montagna
Pistoiese,
nell’Appennino Mugellano, alle pendici del Pratomagno viviamo da
abitanti
di riserve votate naturalmente alla vita, da difendere ad ogni costo dal
suo contrario, nella ricerca sempre più complicata di un equilibrio tra
la
salvaguardia di ciò che rimane della Natura e la necessità di
sopravvivere
tra le maglie del nostro tempo, con la dose di isolamento e repressione
che
ne deriva.*
*Anche per questo, da sempre, dalle nostre province, dalle nostre
campagne,
dalle nostre montagne, affrontiamo lunghi viaggi per portare la nostra
voce
a fianco dei popoli colonizzati e sterminati per ragioni di profitto e
di
dominio, dei lavoratori in sciopero e in occupazione che si oppongono
alla
speculazione e al ricatto del monopolio della creazione di lavoro, di
coloro che lottano contro il patriarcato per l’autodeterminazione dei
corpi
e dei desideri, di chiunque protesti contro l’ennesimo disastro
ambientale
per la costruzione di nuovi palazzi di lusso o basi militari.*
*Che la prossima frontiera dello sfruttamento intensivo e
dell’industrializzazione, spremuti ed esauriti i contesti già
urbanizzati
ed allagati dall’ennesima alluvione non prevenuta, sarebbe stata la
natura
e i luoghi ancora selvatici era del tutto scontato.*
*Luoghi ancora da poter addomesticare al neoliberismo.*
*Ci siamo opposti nei nostri territori con tutte le forze, abbiamo
costituito comitati, organizzato assemblee e manifestazioni con
centinaia
di persone, promosso raccolte firme, sottoposto accessi agli atti e
osservazioni tecniche, costretto gli esecutori dei progetti a procedure
amministrative più stringenti, ottenuto pareri contrari da parte di
Sovrintendenze ed enti di tutela del territorio. Nulla è valso a far
rimeditare i propositi.*
*È mancato qualsiasi reale ascolto, ogni occasione è stata buona per
svilire o limitare la forza della nostra protesta.*
*Sono del resto mancati reali processi di partecipazione del territorio,
che comunque, lo sappiamo, non sarebbero stati colti nelle loro
complessità
e non sarebbero stati risolutivi, qualunque l’esito.*
*Quanti referendum abbiamo vinto, poi traditi dall’irrefrenabile
necessità
di privatizzazione, primo tra tutti quello dell’acqua pubblica.*
*Ogni luogo da cui veniamo, e per cui chiediamo di scendere in piazza, è
un’oasi nel deserto delle ambizioni politiche ed imprenditoriali di
accumulo ad ogni costo.*
*È il passato e non può che essere il futuro.*
*È casa di altri esseri viventi, acqua, luce, aria, suoni e colori
sempre
più rari, a rischio di estinzione quale nuova merce di scambio, nel
cieco e
insensato affidamento sulla capacità di riparare il danno creato.*
*“Per questo, per altro, per tutto” chiediamo di partecipare alla
manifestazione di sabato 28 settembre. Giù le mani dalle montagne
toscane!*
*“Non una vita di meno” è il principio che ci guida.*
*Il Coordinamento dei Comitati Territoriali delle Cinque Montagne*
*Dalla parte della Terra, senza compromessi*
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