Nemi: domenica 6 ottobre in piazza per difendere i laghi, ancora con i secchi

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Domenica, 6 Ottobre, 2024 - 22:22

-------- Messaggio originale --------
Oggetto: Nemi: domenica 6 ottobre in piazza per difendere i laghi,
ancora con i secchi
Data: 2024-09-28 18:13
Mittente: comitatoboschicollialbani@inventati.org
Destinatario: Comitatoboschicollialbani
<comitatoboschicollialbani@inventati.org>

DOMENICA 6 OTTOBRE - ORE 10.00 - piazza Umberto I

MANIFESTAZIONE A DIFESA DEI LAGHI A NEMI

_PORTIAMO DI NUOVO I SECCHI CON GLI SLOGAN,_

_ORMAI SIMBOLO DEI "LAGHI IN LOTTA E NOI CON LORO"_

Il "Comitato per la protezione dei boschi dei Colli Albani" invita la
popolazione a scendere di nuovo in piazza, stavolta a Nemi, per
continuare la battaglia a difesa dei laghi le cui acque stanno
diminuendo pericolosamente e per contrastare i progetti di speculazione
che incidono pesantemente all'interno del "Parco dei Castelli Romani".

La riuscitissima "secchiata" ha simbolicamente iniziato a far capire
alle istituzioni che la cittadinanza non tollera più il loro
disinteresse verso dei laghi che si stanno prosciugando sotto i nostri
occhi.

Peggio ancora, oltre a non far nulla per salvare lo Specchio di Diana,
l'amministrazione sta iniziando progetti di attività commerciali per
attrarre turismo di consumo che nuocciono gravemente al mantenimento del
delicato ecosistema del lago di Nemi, così come purtroppo già avvenuto
per quello di Albano.

Si è sbandierato orgogliosamente sui giornali locali la volontà di
creare "Il parco urbano della conca del lago" con "Centro Canoa" (piu
che altro uno stabilimento con annesso pub e movida), area ristorazione,
attrezzi ginnici e pedane a bordo lago. Noi vogliamo che il lago di Nemi
resti naturale e che i soldi pubblici vengano investiti per non farlo
sparire anziché regalarli ai privati che creano attività altamente
impattanti.

E' significativo che, anche stavolta, il sindaco di Nemi Bertucci sia
intervenuto a mezzo stampa poche ore prima della secchiata indicendo un
tavolo tecnico con responsabili politici ed - alcuni - enti specifici.

Riteniamo incredibile che solo ora sia stata fatta la convocazione di un
tavolo tecnico che, in altri ambiti, spesso si è anche rivelato poco
concreto, e ci sembra assurdo che sia stato indetto per individuare
_"""le__ cause del progressivo abbassamento del lago e la pianificazione
di interventi immediati per arginare il fenomeno""_.

Le cause dell'abbassamento della falda sono note a tutti gli enti
preposti.

Il sindaco di Nemi ricopre questo ruolo dal 2012: se 12 anni non sono
serviti per comprendere quali sono i motivi principali dell'abbassamento
del livello delle acque, bastava andare sui siti ISTAT ed ACEA che
parlano per il comune lacustre di una dispersione del 78% dei prelievi
idrici, di un consumo di 110 mc l'anno di acqua per abitante e di
prelievi al 100% effettuati da fonti locali (quelle che alimentano il
lago).

Si potrebbe cominciare dal capire perché nulla è stato fatto per
evitare tale situazione.

In tutto ciò, risalta l'assenza dell'Ente Parco dei Castelli Romani,
neanche invitato dal sindaco e silente in merito

VOGLIAMO COMUNQUE CHIEDERE DI ESSERE ASCOLTATI DURANTE IL TAVOLO
TECNICO, IN QUANTO DA TEMPO CI STIAMO OCCUPANDO DELLA SITUAZIONE e siamo
molto preoccupati.

Andremo anche a chiedere conto della mancata attuazione del tanto
sbandierato "Contratto di falda" che impegnava le amministrazioni
locali, comune di Nemi ed Ente Parco inclusi, ad attivarsi per la tutela
dei laghi.

Chiediamo la DICHIARAZIONE DELLO STATO DI EMERGENZA DEI LAGHI ed azioni
immediate che si possono fare già applicando alcune direttive regionali
esistenti.

Pretendiamo il blocco di progetti speculativi turistici, il controllo e
il fermo degli emungimenti idrici irregolari.

I piani edilizi comunali, la perdita del 65% delle acque prelevate
dall'unica falda dei Castelli, il disboscamento degli 8.000 ettari di
Parco, il disinteresse fatto sistema sono i veri problemi.

E' inutile appellarsi, in questo caso, al cambiamento climatico:
sicuramente la siccità e il caldo aggravano la situazione, ma i motivi
principali sono molto evidenti e già studiati.

In questo quadro già terribile, non c'è alcuna giustificazione per il
disboscamento per una nuova conduttura idrica dal lago di Albano ad
Ariccia, né tantomeno si può immaginare che ACEA prelevi ulteriori
centinaia di migliaia di metri cubi di acqua l'anno per i sistemi
interni all'inceneritore di S.Palomba che vorrebbe costruire.

Per questo e per molto altro, compresa la vergognosa variante al PRG che
trasforma un vivaio di un'area boscata in un benzinaio "di pubblica
utilità" su via dei Laghi, invitiamo tutti/e a scendere in piazza a
Nemi domenica 6 ottobre ed in piazza ad Albano contro la minacciata
costruzione dell'inceneritore sabato 12 ottobre.

Al termine del presidio di Nemi, l'ass.ne "Madre Talea" organizzerà un
pranzo sociale e una piantumazione dell'orto invernale in permacoltura a
cui si può partecipare comunicando la propria presenza tramite contatti
via social-media o alla mail madretalea@gmail.com

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