- Presidio davanti al CPR di Palazzo San Gervasio in solidarietà ai reclusi

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Domenica, 6 Ottobre, 2024 - 15:00

-------- Messaggio originale --------
Oggetto: Domenica 6 ottobre - Presidio davanti al CPR di Palazzo San
Gervasio in solidarietà ai reclusi
Data: 2024-09-23 11:29
Mittente: hardirector@stronzi.org
Destinatario: ondarossa@ondarossa.info

Domenica 6 ottobre 2024
ore 15
Presidio davanti al CPR di Palazzo San Gervasio in solidarietà ai
reclusi

Quest'estate, anche nella provincia di Potenza, è stata una stagione di
razzismo di stato, fuori e dentro le mura del Centro di espulsione.
Da una parte, ai lavoratori delle campagne è stata negata ogni
possibilità di alloggio e tra sgomberi, tagli di acqua ed elettricità è
stata resa ancora più dura l'intera stagione di lavoro.
Dall'altra parte del muro, nel CPR di Palazzo San Gervasio, solo le
proteste sui tetti contro le condizioni di prigionia ed il cibo scaduto
hanno interrotto il lungo filo di violenze che ha portato, il 5 agosto
scorso, alla morte di Oussama Darkaoui, un giovane ragazzo ammazzato a
seguito delle percosse ricevute, come raccontano i suoi compagni di
prigionia.

Dopo la rivolta scatenata dalla rabbia per questa uccisione, è
cominciato il processo di insabbiamento che ha riportato il CPR
potentino a lavorare nel silenzio generale. Sin dalle prime ore, la
direzione del centro ha fatto circolare la notizia di ricoveri
ospedalieri per autolesionismo che avrebbero riguardato il ragazzo
ucciso, così da orientare l'informazione mediatica su un possibile
suicidio o una responsabilità da attribuire alla vittima stessa.
ll questore di Potenza, invece, ha stabilito il rilascio immediato di 14
prigionieri, dichiarando la necessità di alleggerire il sovraffollamento
del CPR.
È stato poi lo stesso ospedale a smentire qualsiasi ricovero e gli
avvocati delle persone rilasciate in tutta fretta a descriverle come i
testimoni di quanto accaduto a Oussama Darkaoui.

Martedì 8 ottobre, presso il tribunale di Potenza, si terrà l'ennesima
udienza di un processo contro alcunx solidali che in passato hanno
partecipato a manifestazioni fuori dal CPR di Palazzo San Gervasio, al
fianco delle persone recluse.
Al tempo, il lager potentino imprigionava le persone trasferite da
Lampedusa dopo una rivolta di massa che aveva distrutto il campo di
internamento isolano e il governo, con il decreto Salvini, rafforzava la
guerra contro le persone immigrate mettendo mano alla normativa sui
permessi di soggiorno e aumentando i tempi e i luoghi di prigionia.
Come in altri processi contro i/le compagnx, anche qui compare l'accusa
di istigazione, un reato che vuole spezzare la solidarietà attaccando il
senso stesso delle lotte.

Se il DDL 1660 - o nuovo "pacchetto sicurezza" - sferra un ennesimo
pesante attacco ad ogni forma di lotta fuori e dentro le galere e i
centri di espulsione, è importante ora, a due mesi dalla morte di
Oussama Darkaoui, tornare davanti alle mura del CPR per non lasciare
sole le persone che hanno lottato durante l'estate e rispondere alla
repressione rompendo l'isolamento.

Cassa di solidarietà La Lima

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