
-------- Messaggio originale --------
Oggetto: sciopero scuola e università il 31 comunicato stampa cub alle
redazioni
Data: 2024-10-28 14:32
Mittente: giustifederico@libero.it
GIOVEDÌ 31 OTTOBRE
LA CUB PROCLAMA SCIOPERO NELLE SCUOLE E NELLE UNIVERSITÀ
Come da consuetudine consolidata nei decenni, le risorse che il Governo
pone a “disposizione” per il rinnovo del contratto nazionale del
personale della scuola sono inferiori a un terzo rispetto all'inflazione
che abbiamo subito in questi tre anni. In pratica quelli che sono
spacciati per “aumenti” delle nostre retribuzioni sono solo un recupero
parziale ed erogato in ritardo. Una proposta che va rispedita al
mittente visto che serve ben altro per un contratto accettabile.
Ma non basta. Il governo riesce nell'impresa di coprire il costo di
questa misera concessione con il taglio di migliaia di posti di lavoro.
Infatti l’articolo 110 della prima bozza della legge di Bilancio “Misure
di revisione della spesa” recita:
“A decorrere dall’anno scolastico 2025/2026 la dotazione organica
complessiva di cui all’articolo 1, commi 64 e 65, della Legge 107 del 13
luglio 2015, è ridotta di 5.660 posti dell’organico dell’autonomia. Si
procede alla revisione dei criteri e dei parametri previsti per la
definizione delle dotazioni organiche del personale amministrativo,
tecnico e ausiliario della scuola, in modo da conseguire, a decorrere
dall’anno scolastico 2025/2026 una riduzione nel numero dei posti pari a
2.174 unità”
Fra personale docente, amministrativo, tecnico e ausiliario si prevede
di tagliare quasi 8.000 posti di lavoro. Le condizioni di lavoro delle
precarie e dei precari della scuola sono inaccettabili (ritardi
nell’assegnazione delle supplenze e nell’erogazione degli stipendi,
Naspi che arriva con mesi di ritardo, corsi abilitanti carissimi e a
numero chiuso, ecc.): ulteriori tagli non possono che aggravare il
problema.
Per quanto riguarda la carta docenti si parla di rivedere, nei prossimi
anni, la cifra di 500 euro. Non solo: la carta docenti riguarda solo il
personale di ruolo e i supplenti al 31 agosto, creando un'inaccettabile
divisione fra i/le colleghi e le colleghe precari/e.
Tutto questo avviene in un contesto in cui nelle scuole aumenta il
carico di lavoro del personale, sia docente che Ata, con un inasprimento
del regime disciplinare e un peggioramento delle condizioni
dell’ambiente lavorativo. I fondi del Pnrr sono andati in gran parte a
soggetti privati, mentre le scuole cadono a pezzi (migliaia di istituti
lo scorso anno sono rimasti senza riscaldamento).
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