
Link alle informazioni sulla "Conferenza: Il futuro del nostro Parco"
https://www.facebook.com/events/508090788852573/
GRANDE CONFERENZA: IL FUTURO DEL NOSTRO PARCO
Con ospite d'onore a Genzano il dott. Alessandro Bottacci dalle
Foreste Casentinesi
SABATO 23 NOVEMBRE
SALA DELLE ARMI, PALAZZO SFORZA CESARINI A GENZANO
ORE 16.30
(A seguire domenica mattina passeggiata didattica nel bosco con il
prof. Bottacci per capire insieme il tempo e lo spazio delle foreste)
PER SALVARE E PROTEGGERE BOSCHI E LAGHI
PER PORRE FINE ALLO SFRUTTAMENTO INTENSIVO DEI BOSCHI E DELLA FALDA
ACQUIFERA E PASSARE AD UNA GESTIONE DI CONSERVAZIONE DELLA BIODIVERSITÀ
E DI TUTELA DEL TERRITORIO
È STATO INVITATO L'ENTE PARCO A CONFRONTARSI CON LA CITTADINANZA E
CON GLI ESPERTI PER UN DIALOGO APERTO E COSTRUTTIVO
Ma ovviamente l'invito è esteso anche ad amministrazioni, associazioni
culturali, sportive, naturalistiche, turistiche, musei, attività
commerciali ecc.... chiunque abbia a cuore il nostro territorio
Questo grande evento sarà tenuto da dei massimi esperti in scienze
forestali e idrologiche, due figure di enorme spessore nel campo della
tutela della natura del territorio: lo scienziato forestale ex direttore
del parco delle Foreste Casentinesi Alessandro Bottacci e l'esperto
idrologo Emanuele Loret che ha realizzato diversi importanti studi sulle
falde locali.
Il nostro ente Parco sembra essere totalmente assente, nel senso che
nulla fa o dice per difendere i nostri ecosistemi dallo sfruttamento
economico: lascia che i boschi siano tagliati intensivamente a ceduo
dalle ditte di legname e che la falda acquifera che stiamo rapidamente
esaurendo sia sempre più penalizzata da cementificazioni e nuovi
prelievi idrici. Nulla sta facendo questo parco per la tutela dei nostri
boschi e della loro biodiversità (il 95% del parco è ceduo di castagno
quindi legna da tagliare, solo il 5% sono aree protette), nulla sta
facendo per salvare i laghi che stanno scomparendo con l'abbassarsi
della falda acquifera, nulla sta facendo per la conservazione delle
tante e incredibili aree archeologiche che abbiamo. Stanno distruggendo
un patrimonio collettivo svendendolo e consumandolo, invece di
proteggerlo e valorizzarlo.
Sarà nostro ospite a Genzano un massimo esperto in scienze forestali
e conservazione delle foreste, il prof. Alessandro Bottacci già
direttore di uno dei parchi più belli d'Italia. Tratterà della
"gestione" di un parco naturale e spiegherà come valorizzarlo e far
crescere boschi sani e biologicamente complessi. Secondo il nostro
professore più l'essere umano lascia indisturbati gli ecosistemi più
questi prosperano.
Anche il nostro Parco avrebbe bisogno di vaste aree protette e di
passare ad una gestione più limitata e sostenibile della silvicoltura
che deve rimanere marginale rispetto alle attività di salvaguardia dei
boschi.
Nonostante possiamo con certezza affermare che gli alberi hanno un ruolo
fondamentale nella lotta alla crisi climatica e che siano preziosi per
noi e tutti gli animali, da tempo ormai assistiamo in aree vastissime
del Parco dei Castelli Romani al cosiddetto taglio del bosco ceduo.
Ceduo viene dal latino "taglio" e non è altro che disboscamento, una
pratica artificiale di abbattimento di alberi per raccogliere e vendere
legna, pratica che danneggia gravemente gli ecosistemi boschivi.
Lo scopo del taglio ceduo non è assolutamente il benessere del bosco,
il suo unico fine è il profitto ricavato dalle ditte del legname.
Perdiamo ogni anno centinaia di ettari di boschi tagliati: considerando
che in ogni ettaro ci sono circa 1000 alberi e ne vengono lasciati
solamente 50 a dote del bosco i calcoli sulle perdite sono spaventosi.
Ne parleremo con Emanuele Loret, un biologo idrologo che da decenni
studia le falde e i laghi del territorio in importanti ricerche e studi
in collaborazione con vari enti ed università. Ci parlerà di come
l'abbassamento dei laghi non è altro che l'indice più evidente di una
grande e preziosa falda sotterranea che si sta prosciugando a velocità
incredibile. Tratterà delle cause dell'abbassamento, della connessione
tra i boschi e le acque, del consumo di suolo e della gestione idrica
nel nostro territorio.
UN INCONTRO DA NON PERDERE PER CHI VUOLE RIPENSARE INSIEME IL PARCO,
per scrivere grazie al prezioso contributo di esperti nuove proposte da
mettere in campo nella nostra lotta.
VOGLIAMO PROVARE A IMMAGINARE INSIEME di cambiare le destinazioni d'uso
delle particelle boschive che ora sono tutte “ceduo” in riserve
naturali, zone speciali, aree archeologiche e monumentali (considerando
che il nostro parco è attraversato da ben tre cammini e ha un
patrimonio archeologico incredibile).
VOGLIAMO CHIEDERE DI DICHIARARE LO STATO DI EMERGENZA DEI LAGHI
VOGLIAMO UN PARCO CHE TUTELI DAVVERO LA NATURA E IL BOSCO!
Il dott. BOTTACCI è nato a Figline Valdarno il 24 marzo 1959.
Si laurea in Scienze Forestali presso l’Università di Firenze nel
1984.
Dal 1984 al 1995 collabora con la cattedra di Botanica forestale
dell’Università di Firenze occupandosi di verde urbano e di
deperimento delle foreste da inquinamento ambientale.
Nel 1987 entra, come Ufficiale, nel Corpo forestale dello Stato,
svolgendo servizio presso l’Autorità di Bacino del Fiume Arno, nella
Riserva naturale di Vallombrosa e nelle Riserve naturali Casentinesi.
Nel 2011 è nominato Capo dell’Ufficio centrale Biodiversità presso
la Direzione generale del Corpo Forestale dello Stato a Roma.
Dal 2018 è Professore incaricato di Conservazione delle Natura
all’Università di Camerino.
Nel 2020 è nominato Direttore del Parco nazionale delle Foreste
Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.
È socio ordinario dell’Accademia italiana di Scienze Forestali e
Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.
Ha al suo attivo oltre 150 pubblicazioni scientifiche ed è membro del
consiglio direttivo della SIRF Società Italiana di Restauro forestale
(una Società scientifica che si occupa di studiare e diffondere il
restauro degli ecosistemi forestali).
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