
-------- Messaggio originale --------
Oggetto: Fwd: giuristi e penalisti " contro il DDL 1660"
Data: 2024-11-08 19:07
Mittente: Vincenzo Miliucci <miliucci.vincenzo@gmail.com>
ASSEMBLEA NAZIONALE ASSOCIAZIONE GIURISTI DEMOCRATICI : TORINO 9-10 NOV
2024
In occasione dell’Assemblea Nazionale dell’Associazione, i Giuristi
Democratici hanno
organizzato il seguente convegno che si terrà il giorno 9 novembre 2024
dalle ore 15,00 alle ore 18,00, presso la sede di Volere La Luna, Via
Trivero n. 16, Torino.
PER UN’AGENDA COMUNE
CONTRO LE POLITICHE
CARCERARIE E POLIZIESCHE
TORINO 9 NOVEMBRE 2024
Via Trivero n. 16, Torino (Associazione Volere La Luna)
Ore 15,00 Introduzione e saluti
Intervento introduttivo: Prof. Giovanni Maria Flick, Presidente Emerito
Corte
Costituzionale
• INTERVENTI SUL CARCERE
1) Dott.ssa Monica Cristina Gallo, Garante Diritti delle persone private
della Libertà, Città di Torino
2) Avv. Davide Mosso, Organizzatore Maratona Oratoria sul Carcere
3) Dott.ssa Elisabetta Zamparutti, Tesoriera di Nessuno Tocchi Caino
Ore 16,30
• INTERVENTI SUL TEMA SICUREZZA
4) Avv. Gianluca Vitale, Legal Team e Giuristi Democratici
5) On. Marco Grimaldi, Alleanza Verdi Sinistra
6) Prof. Emilio Santoro, Ordinario Filosofia del Diritto Università di
Firenze
Ore 18,30 chiusura dei lavori
PENALISTI CONTRO IL ''PACCHETTO SICUREZZA'': SCIOPERO
IL 4, 5 E 6 NOVEMBRE
Secondo l'Unione delle Camere Penali Italiane il Ddl rivela "una
matrice securitaria sostanzialmente populista, profondamente illiberale
e autoritaria"
DECRETO SICUREZZA: GLI AVVOCATI SCIOPERANO PER 3 GIORNI CONTRO IL
GOVERNO
Il 18 settembre 2024 la Camera dei Deputati ha approvato il testo del
DDL AC 1660-A, noto come _“decreto sicurezza_“, ora destinato
all’esame del Senato.
Il testo propone di introdurre una trentina tra nuovi reati, aggravanti,
sanzioni e ampliamenti di pena. Tra questi vengono introdotti: il nuovo
reato sul terrorismo che punisce la_ “detenzione di materiale con
finalità di terrorismo_”; il nuovo reato sulle occupazioni abusive;
la nuova truffa aggravata; l’ampliamento del reato di danneggiamento,
sparito per colpa del governo Renzi; le novità sul Daspo urbano; viene
inoltre ampliata la possibilità di ricorrere al cosiddetto “_arresto
in flagranza differita”_ per chi è accusato di aver commesso il reato
di lesioni personali.
Cambiano le regole anche sulla concessione della sospensione
condizionale della pena, che permette appunto di sospendere pene di una
certa lunghezza, a patto che non siano commessi nel frattempo altri
reati. Poi ancora: la stretta sui blocchi stradali; il carcere per le
donne incinte; la stretta sull’accattonaggio; il divieto contro la
cannabis light; delle nuove norme sulla violenza contro i pubblici
ufficiali; l’inasprimento delle pene per gli imbrattamenti; delle
novità per il Codice della strada; e l’introduzione del nuovo reato
di rivolta in carcere.
Norme e provvedimenti che la maggior parte del popolo italiano (almeno
quelli che hanno votato il centrodestra) chiede ormai da anni.
Alcune voci dell’avvocatura penale trentina hanno però espresso
preoccupazioni profonde, che sono rimaste inascoltate. Perché non si è
dato peso alle segnalazioni dei professionisti del diritto? Perché si
è scelto di ignorare l’allarme lanciato su una presunta_
“pan-penalizzazione”_ che minaccia di alterare il delicato
equilibrio tra autorità e libertà?
Sono queste alcune delle domande che una parte degli avvocati trentini
si porranno durante un’assemblea pubblica organizzata per illustrare
le ragioni della proclamazione di tre giorni di astensione dalle udienze
penali in tutta Italia, (4, 5 e 6 novembre) un’iniziativa volta a
sensibilizzare cittadini, avvocati, magistrati e media.
Cosa sperano di ottenere gli avvocati penalisti con questa protesta? E
come risponderà il Parlamento a questa mobilitazione nazionale che si
terrà anche a Roma? La società è consapevole del pericolo
rappresentato da queste normative securitarie? Questi provvedimenti
potrebbero incidere irreversibilmente sul sistema penale, mettendo a
rischio i valori democratici. Chi si farà carico di difendere la
Costituzione e il diritto penale liberale?
Il decreto, secondo gli avvocati che muoveranno verso lo sciopero, crea
nuove fattispecie di reato e inasprisce le pene per condotte finora
considerate non offensive.
E ancora: L’aumento delle sanzioni appare sproporzionato e orientato
unicamente a proteggere i tutori dell’ordine, mentre i cittadini
vedono ridursi le proprie garanzie. Cosa implica l’aumento delle
prerogative della Polizia giudiziaria, che avrà il permesso di portare
armi diverse da quelle ufficiali? Questa espansione di potere è
veramente necessaria o rischia di introdurre uno squilibrio pericoloso
nel rapporto tra cittadino e Stato?
L’idea da parte dell’avvocatura contro l’inasprimento delle pene
per certi reati è convinta che _«invece di riformare la giustizia in
chiave liberale, sembra abbracciare una deriva autoritaria e populista.
Quali conseguenze può avere sull’intera società? Le nuove misure
punitive sembrano colpire soprattutto i soggetti più deboli, imponendo
una scala di valori iniqua che privilegia la tutela di certi beni
rispetto ad altri. Una visione, questa, che va contro il principio di
uguaglianza e ragionevolezza: è accettabile che i diritti fondamentali
dei cittadini siano minati per un presunto e amplificato bisogno di
sicurezza?»_ – Di questo ed altro se ne parlerà appunto durante
l’assemblea.
COSA PREVEDE IL PACCHETTO SICUREZZA, UNO SCEMPIO SENZA PRECEDENTI
Mai si era inciso così pesantemente sui rapporti fra libertà e
autorità, fra Stato e cittadino, facendo assumere al diritto penale i
tratti di un “diritto penale del nemico”
Giustizia - di Francesco Petrelli [1]
5 Novembre 2024 Unita'
[2] [2] [2] [2] [3] [3] [4] [4]
Foto di Cecilia Fabiano/LaPresse
La sicurezza è una questione seria. È elemento centrale per ogni
collettività e costituisce una condizione fondamentale per la vita di
una democrazia. Ma è proprio per questo motivo che i cittadini non
dovrebbero essere presi in giro quando si parla di sicurezza. È invece
proprio questa sua centralità che espone questo tema alla
strumentalizzazione politica.
Se la sicurezza è da un lato un dato oggettivo, dall’altro è anche
un sentimento collettivo e, come tale, una percezione facilmente
condizionabile. È infatti sufficiente l’enfatizzazione di notizie di
eventi criminali ad aumentare la percezione dell’insicurezza. Ma
capita anche che, come accertato da recenti studi, lo stesso annuncio da
parte di un governo della introduzione di norme contro la criminalità
[5] finisca con l’incrementare il senso di insicurezza dei cittadini,
così instaurando pericolosi cortocircuiti. Quasi sempre le politiche
giudiziarie sono condizionate da questi scenari e prediligono per questo
motivo interventi di tipo populistico e simbolico, orientati ad
alimentare il circuito vizioso della insicurezza, dell’immagine di
città assediate dal crimine, per poi formulare la promessa di
rassicuranti interventi securitari.
La sicurezza in senso oggettivo degrada così a sfondo irrilevante, sia
perché bisognosa di risorse umane ed economiche per il suo mantenimento
sia perché gli aumenti di pena, l’introduzione di nuove aggravanti e
la creazione di nuovi reati, magari ispirati all’ultimo fatto di
cronaca, sono invece a costo zero e al tempo stesso creano un notevole
consenso politico. Se pure è vero che il nostro Paese ha conosciuto nel
tempo tutta una serie di pacchetti sicurezza più o meno inseriti
all’interno di questa logica perversa, il pacchetto ora all’esame
del Senato [6] si pone davvero contromano rispetto tutti i principi del
buon senso e del diritto. I reati che turbano la nostra coscienza
collettiva non sono, infatti, reati maturati in contesti di criminalità
ma vicende che ci interrogano sui fenomeni del disagio sociale,
familiare e minorile, sui loro rapporti con la crisi dell’educazione.
Fenomeni che hanno evidentemente bisogno di cure diverse da quelle della
repressione.
Complessivamente il nostro Paese conosce al contrario un periodo di
riduzione del numero dei reati, specialmente dei reati più gravi ed
anche i fenomeni illeciti di minor gravità hanno dimensioni ben più
contenute che in altri paesi europei, sia nella provincia che nei
contesti metropolitani. Eppure, mai un pacchetto sicurezza aveva
introdotto nel suo insieme un numero così spropositato di aumenti di
pena e di aggravanti, con norme così manifestamente in contrasto con
tutti i principi costituzionali [7] che dovrebbero governare il diritto
penale: proporzionalità, eguaglianza, offensività e determinatezza.
Mai un pacchetto sicurezza si era orientato in particolare a colpire,
criminalizzandoli, proprio i fenomeni del disagio e della marginalità
sociale insieme a quelli del dissenso politico. Le occupazioni abusive
di immobili, gli imbrattamenti di edifici, le interruzioni del traffico,
l’accattonaggio, assumono una improbabile centralità nel disegno
repressivo, sebbene si tratti di forme di illecito che hanno bisogno
piuttosto di risposte nel campo della buona ordinaria amministrazione, e
di rimedi diversi dalla minaccia del carcere o dell’aumento dei poteri
della polizia giudiziaria.
Mai era accaduto in passato che condotte ritenute tipicamente
inoffensive come la resistenza passiva o la disobbedienza [8] venissero
criminalizzate, equiparandole ad ogni altra condotta di violenza o di
minaccia, tanto da integrare il reato di rivolta punito con pene
altissime, sia nelle carceri che nei luoghi di detenzione
amministrativa. Un’attenzione perversa quella così dimostrata per i
luoghi di privazione della libertà, che versano in una condizione
disperata a causa della piaga del sovraffollamento [9], nei quali spesso
l’assistenza psichiatrica e sanitaria e il trattamento stesso sono un
sogno, e che avrebbero dunque bisogno di ben altri interventi
d’urgenza. Mai si era escogitata una aggravante così irragionevole
come quella _“ferroviaria”_ che aumenta le pene, per qualsiasi
reato, se commesso all’interno o nelle adiacenze di quelle strutture.
Resta un mistero la regola criminologica per cui, ad esempio, una
omissione di atti d’ufficio sia più grave se commessa sotto una
pensilina ferroviaria, piuttosto che in un ministero. Mai si erano
consentiti daspo urbani così estesi e limitativi di libertà
fondamentali fondati su dati così incerti o misure vessatorie come
quelle dei migranti privi di permesso di soggiorno, privati
dell’elementare diritto di comunicazione. [10] Mai si erano attribuiti
aggravamenti di pena così sproporzionati per i reati commessi ai danni
della polizia giudiziaria, ritenuti inutili dagli stessi sindacati di
polizia, consapevoli che non sono gli aumenti di pena a fungere da
deterrente. Mai si era pensato di smantellare quel sacrosanto divieto,
previsto dallo stesso codice Rocco, di incarcerare donne incinte e madri
di prole in tenera età. Mai, insomma, si era inciso così pesantemente
sui rapporti fra libertà e autorità, fra Stato e cittadino, facendo
assumere al diritto penale i tratti di un _“diritto penale del
nemico”,_ profondamente illiberale, intimidatorio e autoritario, che
ha come obbiettivo il “_tipo d’autore”_: occupante, manifestante,
imbrattatore, disubbidiente, irregolare…
Ma ciò che più è grave è che si tratta di una _“truffa delle
etichette”,_ si tratta cioè di norme del tutto irrazionali, che
mentre devastano gli equilibri già precari del nostro diritto penale,
si dimostrano sostanzialmente inutili in quanto incapaci di rispondere
alle vere esigenze del Paese, di incidere sulle vere aspettative di
sicurezza dei cittadini, fatte di prevenzione, di presenza e di presidio
nelle strade, di carceri umane che garantiscono la risocializzazione dei
condannati, di rimozione dei motivi del disagio sociale.
_*Presidente dell’Unione camere penali italiane_
LA REPRESSIONE DEL DISSENSO DIVENTA LEGGE, IL DDL SICUREZZA TRASFORMA
L’ITALIA IN STATO DI POLIZIA
“Il Senato riconsideri le norme di quel pacchetto, lontanissime dai
principi del diritto penale liberale”. L’appello dell’Unione
camere penali
Giustizia - di Angela Stella [11]
6 Novembre 2024 Unita'
_“Chiediamo che il Senato riconsideri le norme segnalate non solo
sotto i profili di incostituzionalità segnalati dall’Accademia ma
anche sotto quelli del manifesto distacco dai principi del diritto
penale liberale, che asseritamente ispira questa maggioranza, e della
provata inutilità degli aumenti di pena e dell’introduzione di nuovi
reati e di nuove aggravanti per la soluzione dei problemi della
sicurezza dei cittadini”:_ Questo l’appello lanciato ieri al termine
dell’evento organizzato a Roma dall’Unione Camere Penali dal titolo
_“No al pacchetto sicurezza. Con la costituzione in difesa del diritto
penale liberale_”, contro il ddl sicurezza [12], in discussione al
Senato, dopo l’approvazione alla Camera dei deputati.
Intervenuto il garante dei detenuti del Lazio, Stefano Anastasia:
“_l’iniziativa è molto giusta ed opportuna. Secondo i dati del
Ministero della Giustizia al 31 ottobre in carcere ci sono 62110
persone, alcune centinaia in più rispetto a quando il governo ha
adottato il decreto sul carcere la scorsa estate: cominciamo a vederne
gli effetti che sono nulli, 15 mila detenuti in più rispetto alla
capienza regolamentare. La situazione imporrebbe scelte radicalmente
diverse, dovremmo discutere seriamente di un provvedimento di clemenze e
indulto, unica soluzione per riportare il carcere in situazione di
legalità”._
Sugli istituti di pena si è espressa Rita Bernardini, presidente di
Nessuno Tocchi Caino_: “il sovraffollamento è al 133 per cento, [9]
abbiamo punte come a San Vittore che superano il 220 per cento. Nelle
visite costantemente verifichiamo che le carceri sono luoghi senza alcun
tipo di legalità. Faccio un esempio: Insieme alle camere penali qualche
tempo fa abbiamo visitato la colonia agricola di Isil in Sardegna, dove
mandano per scelta del provveditore regionale – quindi c’è un
responsabile – gli internati che hanno problemi di tipo psichiatrico.
Eppure lì non ci sono psichiatri, né psicologi, mancano medici sia di
giorno che di notte. Ieri mi è arrivata la notizia di un ragazzo di 29
anni che ha dato fuoco alla cella. La compagna mi ha detto che non gli
veniva fatta, pur essendo bipolare, la puntura per stabilizzare
l’umore”. _
Secondo Mauro Palma, già garante nazionale dei detenuti, _“è un
provvedimento soprattutto che incide su un mutato rapporto tra autorità
e cittadino. C’è un implicito elemento sotteso alla norma che è
quello della possibilità di sacrificare dei diritti in nome di un
principio che è l’ordine sociale predefinito. Questo si pone in tutti
gli aspetti in cui la norma si articola”._ Ha aggiunto: _“dal 22
settembre 2022, contiamo 6275 persone in più in carcere e i posti
invece sono aumentati di 239, nonostante la politica parli tanto di
edilizia penitenziaria”_. Per il Partito democratico è intervenuto il
senatore Andrea Giorgis: “_Noi presenteremo molti emendamenti (la
scadenza è domani alle 12) di merito, anche accogliendo gli importanti
suggerimenti emersi all’evento dell’Ucpi. L’obiettivo è quello di
rimediare alle tante irragionevolezze che sono presenti nel ddl, che non
tutela affatto quella sicurezza che è il presupposto per l’esercizio
delle fondamentali libertà civili e politiche. Si tratta di un
provvedimento illiberale, di dubbia legittimità ed eterogeneo, basti
pensare al divieto e commercializzazione della canapa, alle misure che
intervengono sulla resistenza passiva in carcere, alle aggravanti in
base ai luoghi in cui alcuni reati vengono commessi, o al divieto delle
Sim (per il cellulare) per i migranti, una misura quest’ultima
inutilmente limitatrice di una libertà fondamentale come quella di
comunicazione”. _
Molto critico l’intervento del giurista Luigi Ferrajoli [13]:_
“Dobbiamo prendere coscienza dell’allarmante minaccia che pesa sullo
stato di diritto nel nostro Paese. Non si tratta solo dell’involuzione
illiberale del nostro sistema penale generata da questo pacchetto
sicurezza e dai tanti altri che l’hanno preceduto in questi ultimi
decenni. Questo disegno di legge è solo uno dei tanti aspetti della
vera e propria aggressione allo Stato di Diritto messa in atto da questo
Governo. I segni e i fattori di questa aggressione, che sta trasformando
il nostro Stato di diritto in uno stato di polizia sono molteplici”._
Ne ha identificati quattro: “_repressione del dissenso politico”,
“aperta violazione della separazione dei poteri”, “negazione
dell’identità di persona dei migranti – la deportazione dei
migranti in Albania è chiaramente un sequestro di persona [14]”_,
_“garantismo della disuguaglianza e del privilegio, che pretende
l’impunità per i ricchi e i potenti e promuove la disumanità nei
confronti dei poveri e degli emarginati_”. Ddl sicurezza stigmatizzato
pure dal costituzionalista Michele Ainis, _“siamo all’ultimo giro di
una stretta illiberale; questa mannaia del pacchetto sicurezza si
abbatta sugli ultimi, sui diseredati e su chi canta fuori del coro, come
i dissidenti. Sta soffiando un vento autoritario che sta spazzando le
nostre libertà”._
Ha concluso l’iniziativa il presidente Francesco Petrelli:
“_L’Unione delle camere penali esprime la sua forte contrarietà al
“pacchetto sicurezza“ che introduce nuovi reati e nuove aggravanti
che colpiscono fenomeni di disagio e di marginalità sociale che non
possono essere affrontati con lo strumento del diritto penale. Un
intervento connotato da una matrice illiberale e autoritaria
caratterizzata da un ingiustificato rigore punitivo. Viviamo in un
momento di forte polarizzazione e di contrasto tra governo e
magistratura, nel quale ciascuno ha le sue colpe ed ha al contempo
interesse ad alzare i toni del confronto. L’unione che come sempre
esprime le proprie ragioni in modo chiaro fermo e motivato fuori da ogni
polemica e da ogni schieramento deve constatare che l’associazione
nazionale magistrati, sempre pronta a intervenire su temi di politica
giudiziaria, tace sul “pacchetto sicurezza“, e sul tema della sua
manifesta contrarietà ai fondamentali principi della nostra
Costituzione”._
Links:
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[1] https://www.unita.it/author/francescopetrelli/
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[5]
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[6]
https://www.unita.it/2024/09/19/approvato-il-decreto-sicurezza-passano-a...
[7]
https://www.unita.it/2024/10/09/pacchetto-sicurezza-stroncato-da-tutti-a...
[8]
https://www.unita.it/2024/10/24/decreto-sicurezza-cosi-il-governo-meloni...
[9]
https://www.unita.it/2024/07/24/la-furia-della-meloni-riempie-le-carceri...
[10]
https://www.unita.it/2024/09/15/sadismi-di-stato-proibito-ai-migranti-se...
[11] https://www.unita.it/author/angelastella/
[12]
https://www.unita.it/2024/11/05/cosa-prevede-il-pacchetto-sicurezza-uno-...
[13]
https://www.unita.it/2024/11/06/il-governo-meloni-disprezza-lo-stato-di-...
[14]
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