
-------- Messaggio originale --------
Oggetto:
Data: 2025-01-10 16:01
Mittente: Piero Rossi <pieromio@gmail.com>
Destinatario: Radio onda rossa <ondarossa@ondarossa.info>
Il prossimo 29 gennaio 2025 è un anno che il palestinese Anan Aeesh sta
detenuto nel carcere di Terni : un "pezzo di Palestina sequestrato in
Italia" dal governo Meloni in sudditanza ai diktat israelliani e alla "
ragion di stato" di cieca obbedienza atlantica.
Ne' ci sara' verso di scarcerarlo prima del processo, la cui data si
annuncia ancora incerta. Una lunga "detenzione amministrativa" che Anan
conosce bene per averla gia' subita nei lager israeliani, ma che non
immaginava potersi ripetere in Italia, da cui aveva ottenuto il
riconoscimento di " asilante politico".
Ricostruiamo questo calvario. Dapprima, la richiesta di estradizione
pretesa dal governo Netanyahu, prontamente eseguita con "l'arresto in
attesa di estradizione".
In breve tempo smontata dalla puntuale difesa, e accolta dal Tribunale
de L'Aquila (13 marzo'24) tuttora memore dei valori del diritto
internazionale: il dispositivo del rifiuto dell'estradizione cosi'
recita"...qualora estradato possa essere sottoposto a trattamenti
crudeli,disumani o degradanti,o comunque ad atti che configurano la
violazione dei diritti umani".
Per logica semantica e giuridica, a maggior ragione quando il 4 aprile
"Israele rinuncia all'estradizione", Anan avrebbe dovuto riacquistare la
liberta'"con tanto di scuse".
Invece a marzo il governo e gli inquirenti rincarano la dose,
inventandosi di sana pianta il solito " complotto terroristico
internazionale", arrestando due "correi" Mansour Doghmosh e Ali Irar,
ignari palestinesi amici di Anan, tanto per imbrogliare le carte
suscitando clamore : un terzetto è piu' credibile di un singolo
complottardo !!
La costante mobilitazione nelle varie udienze al Tribunale de L'Aquila,
le plurali iniziative a L'Aquila,Teramo,Roma,Terni e altrove, hanno
contribuito sia a smantellare la richiesta di estradizione, che
successivamente il responso della Cassazione( agosto '24), che annullava
gli arresti per i due ignari palestinesi, pur confermando quello per
Anan " complottarlo a prescindere, in quanto oppositore
dell'occupazione".
Il 9 settembre il Tribunale del Riesame de L'Aquila confermava la
sentenza della Cassazione liberando Ali e Mansour. Per quest'ultimo
ancora un sopruso : prelevato dal carcere di Rossano, destinazione CPR
di Ponte Galeria(RM) "in quanto clandestino", perche' nel frattempo
carcerario non aveva potuto rinnovare il permesso di soggiorno ! Tre
giorni dopo, con un grande presidio a piazzale Clodio il Tribunale di
Roma respingeva l'odioso provvedimento e Mansour, a tarda notte
finalmente libero poteva riabbracciare a Teramo sua moglie e i 3 vispi
bambinetti, divenuti i protagonisti giocosi dei presidi al Tribunale de
L'Aquila.
Anan rimane in galera ostaggio della complicita' occidentale al
genocidio dei gazawi.
Una mutazione genetica, quella del ceto politico italiano,che si
uniforma al "diritto" del piu' forte e ai crimini di guerra,ripudianti i
principi Costituzionali,la Dichiarazione dei Diritti Universali,la Carta
dell'ONU.
Una devastante perdita di umanita' e giustizia, indole della presente
barbarie a cui non c'è limite, a meno di quel riscatto che fu dei
Movimenti di Liberazione affrancati dal colonialismo, ed ora delle nuove
generazioni che anelano a liberarsi dal capilalismo negatore di futuro.
Anan paga il prezzo di essere palestinese. Di giovane nato e cresciuto
sotto il giogo della criminale occupazione israeliana. Di patriota
resistente all'occupazione, come per tutte le generazioni palestinesi
che si susseguono.
Il governo Meloni e le istituzioni italo-europee rinneganti i valori
fondativi, stanno facendo di Anan il simbolo della resistenza
all'oppressione nel "cuore della culla della civilta'"(presunta) !
Una battaglia da vincere, quella della sua liberazione agita in ogni
contesto e sede, motivando oltremodo " c'è un pezzo di Palestina da
liberare in Italia".
ANAN LIBERO : VITA,TERRA,LIBERTA' , PER IL POPOLO PALESTINESE