
https://ape-alveare.it/eventer/citta-e-montagna-attrazioni-e-resistenze-tra-terre-alte-e-metropoli/
L'iniziativa è in vista di https://ape-alveare.it/la-montagna-non-si-arrende/ (domenica 9 febbraio)
ORARI
Dalle 17:00, palestra di arrampicata aperta
Dalle 19:00 incontro e dibattito
Dalle 21:00 Cena e concerto
CSOA Ex Snia, Via Prenestina 173
Tra le ultime terre libere, sono rimaste quelle montane.
Ma il commercio ha bisogno di conquistare nuovi spazi per addomesticarli al modello cittadino di profitto.
E’ così che la scomparsa dei ghiacciai, le precipitazioni nevose in periodi sempre più corti e l’innalzamento incontrollato delle temperature, non impediscono l’imposizione di grandi opere come quelle previste per le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 o la costruzione di nuovi impianti sciistici in ambienti che non hanno più neve naturale, con l’ultimo turista con gli sci atteso nell’inverno del 2040.
La montagna è specchio accelerato di un mondo che cambia. Costretta dal modello capitalistico di sviluppo, nella morsa del cambiamento climatico e della crisi ecosistemica.
Le comunità che la vivono si vanno spopolando, attratte dal lavoro e dalle comodità cittadine.
Dall’altra parte, il cittadino la vuole assoggettare a meta turistica per evadere dalla frenesia, abbassando al minimo la complessità del rapporto con l’ambiente.
Ma quali sono le variabili che attraggono l’essere umano verso questi due poli, città e montagna?
La montagna è destinata a spopolarsi e ad assumere il modello di sviluppo cittadino a fini turistici, o il cittadino tornerà a vivere nelle terre alte alla ricerca di una vita diversa?
Quale è il sentiero da seguire per lo sviluppo e la tutela dell’ambiente montano?
In previsione della mobilitazione nazionale diffusa del 9 Febbraio lanciata dall’Associazione Alpinisti Proletari, ci vedremo alla SNIA il 26 Gennaio per discutere della relazione tra montagna e città.