
-------- Messaggio originale --------
Oggetto: 10 Gennaio - Invito ad unire le forze: una riunione di tutti i
comitati contro le nocività
Data: 2024-12-21 10:23
Mittente: comitatoboschicollialbani@inventati.org
Destinatario: Comitatoboschicollialbani
<comitatoboschicollialbani@inventati.org>
INVITO AD UNIRE LE FORZE: UNA RIUNIONE DI TUTTI I COMITATI CONTRO LE
NOCIVITA'
VENERDI 10 GENNAIO - ORE 19.00- VIA DON MOROSINI N.8, GENZANO
https://www.facebook.com/events/1341494940546314/
Il Comitato per la Protezione dei Boschi dei Colli Albani da circa un
anno ha intrapreso una lotta territoriale aprendo o riprendendo diverse
vertenze a difesa del patrimonio che dovrebbe essere tutelato dall'Ente
Parco dei Castelli Romani, dai comuni e dagli altri soggetti preposti.
Le numerose iniziative costruite in questo breve arco di tempo hanno
fatto emergere nocività ed emergenze sulle quali numerosi sono gli
interventi di altri comitati, associazioni e singoli: dalla
cementificazione a fini di rendita, alla paventata costruzione
dell'inceneritore di S.Palomba, dall'abbassamento e inquinamento delle
falde idriche e del livello dei due laghi, passando per scellerati
progetti coi fondi PNRR, l'allargamento della "Fassa Bortolo" di Artena,
la bretella "Cisterna-Valmontone" fino alle mai risolte questioni
dell'inquinamento elettromagnetico a Monte Cavo e al devastante impatto
dell'aumento dei voli passeggeri low-cost all'aeroporto di Ciampino.
Probabilmente, e ce ne scusiamo, ci sfugge qualcosa ma crediamo che il
cerchio si chiuda con situazioni di carattere generale di sfruttamento
sui luoghi di lavoro di ogni tipo (nel turismo, in enogastronomia, così
come anche nei settori pubblici) e nella mancanza/chiusura/riduzione di
attività essenziali riguardanti la sanità pubblica, l'istruzione, i
consultori, i servizi sociali e la mobilità.
Anche dai Castelli Romani, insomma, il panorama non è più da cartolina
e, per quanto ci riguarda, basta volgersi verso le migliaia di ettari di
bosco devastati e il prosciugarsi dei laghi Albano e Nemi.
Tramite le iniziative portate avanti con tutte le nostre forze e su un
ampio territorio siamo venuti o tornati in contatto con tutte quelle
realtà che si battono per opporsi a trasformazioni impattanti sulla
qualità della vita di ormai 350.000 abitanti e sull'ambiente in cui ci
troviamo immersi.
Ognuna ha individuato il proprio percorso, ognuna ha le proprie
controparti e molte di esse sono chiamate in causa in più circostanze e
già questo segnala ad esempio delle necessità di coordinamento.
Sotto la spinta di tutte queste situazioni, da quelle più "giovani" a
quelle più "datate", c'è stato chiesto di realizzare uno spazio di
discussione per renderci tutti conto che occorre unire le forze
nonostante e soprattutto il momento storico-politico, nel quale le
nostre relative piccole lotte si inseriscono in una cornice di continuo
attacco capitalista, poggiato sulle gambe di enti pubblici e partiti,
che spinge sull'accelerazione di guerre, rendita, ed estrattivismo
mentre dall'altro produce sfruttamento umano, ambientale e animale.
Ci sembra quindi necessario e accogliamo con "giubilo" (ogni riferimento
non è casuale) intanto iniziare ad incontrarci, parlare, condividere le
nostre esperienze, i nostri bisogni e, di conseguenza, provare a
individuare un percorso quanto più stabile possibile articolandolo in
modo condiviso.
Le vertenze di lunga durata non ci devono spaventare, dovremmo essere
capaci anche di coinvolgere tutti quei soggetti che ne condividono la
necessità ma non si sono mai attivati, creando così quei rapporti di
forza necessari a imporre un cambiamento radicale del sistema attuale.
Sembra una missione complicata, forse sono obiettivi giudicabili troppo
alti rispetto a quello che facciamo, ma in realtà le controparti
nazionali che spingono ad esempio per il ritorno al nucleare, la TAV
Torino-Lione, il ponte sullo stretto di Messina, etc..temono talmente
tanto che le popolazioni nuocciano ai loro affari che stanno dotandosi
degli strumenti giuridico-repressivi che gli consentano di spaventare
quante più persone possibili.
Quindi hanno ben chiaro che gli siamo di intralcio, dalla Valle D'Aosta
a Lampedusa, a seconda dei casi specifici.
Ai Castelli Romani, territorio con una "tradizione" di lotte che a
memoria parte almeno da fine '800, abbiamo già espresso in passato
capacità di evitare alcuni grandi scempi e ridurne altri che sarebbero
stati enormi.
Siamo certi che se uniremo le forze saremo ancora in grado di essere
all'altezza delle devastanti "idee" delle controparti, anche perché non
ci sembra ci siano alternative, meno che mai porsi con il "cappello in
mano" a chi ha già preso decisioni senza fare i conti con chi vive,
lavora, studia nella zona a sud della Capitale.
L'incontro è aperto a chi non ha nulla a che spartire con inutili e
dannosi equilibrismi, magari per questioni gestionali e/o politiche, con
le controparti istituzionali.
E' questo l'unico necessario discrimine per avere una capacità di
intervento reale che abbia le mani libere da ogni condizionamento.
Siamo lieti, e permettetecelo, perché no, orgogliosi di costruire
questo primo importante appuntamento e non vediamo l'ora di iniziare.
Ci vediamo venerdì 10 gennaio, ore 19.00, a Genzano presso la "Sala di
Giotto" in di via Don Morosini N.8
_Comitato per la Protezione dei Boschi dei Colli Albani -
comitatoboschicollialbani@inventati.org_
--
Radiondarossa dal 1977 vive solo grazie alle sottoscrizioni di chi
l'ascolta e la sostiene, SOTTOSCRIVI e fai sottoscrivere
Radioabbonamento24 su
https://www.produzionidalbasso.com/project/digi-ror/