
In Puglia abbiamo 2 CPR: Bari Palese e Brindisi Restinco.
Nel corso degli anni entrambi hanno conosciuto la rabbia di chi ci era
reclus3, entrambi sono stati dati alle fiamme da chi non riusciva più a
subire le torture, le umiliazioni e la sofferenza.
Fuoco nato da chi preferirebbe la morte che il rimpatrio, chi si è messo
in gioco per far sì che non ci fosse più un posto dove rinchiudere il
prossimo migrante ritenuto irregolare.
I CPR sono dei luoghi di tortura e non ci sono politici o studiosi/e che
possano dire il contrario senza mentire.
Questo orrore è confermato da una sentenza del Tribunale di Bari e della
Suprema Corte che ha condannato il Ministero dell’Interno a risarcire il
Comune e la Provincia per il danno d’immagine subito a causa dei
trattamenti disumani nei Cpr, ma questo non basta. Nessun danno
d’immagine può essere paragonabile alle condizioni di vita a cui sono
soggetti i detenuti in CPR.
Le condizioni dei CPR, privilegiata fonte di profitto per le cooperative
che si occupano di ‘’accoglienza’’ sono le stesse, aggravate dalla
privazione della libertà personale e dall'isolamento dalla società
imposto alle persone recluse.
Nel 2023 i CPR di Brindisi e Bari sono stati definiti dal Garante dei
diritti delle persone private della libertà personale ''ambienti
estremamente degradati'', le condizioni dei servizi igienici
''indecorose e insalubri''. Le persone recluse sono costrette a vivere
senza riscaldamento, privacy e servizi di assistenza di base, da quella
legale a quella sanitaria.
Il trattenimento in questi luoghi costringe le persone recluse ad un
tempo sospeso e vuoto, isolate dagli affetti e dai legami e private del
diritto di comprendere ed agire autonomamente, private anche della
speranza di una prospettiva migliore.
Sabato 22 Febbraio alle ore 14.00 saremo sotto il Cpr di Bari Palese in
solidarietà ai reclusi e contro le istituzioni e i soggetti che
permettono il funzionamento di questi lager.
FUOCO AI CPR