
-------- Messaggio originale --------
Oggetto: Comunicato lancio Assemblea pubblica x CaseMatte (AQ)
Data: 2025-05-14 21:04
Mittente: Giacomo Cangelmi <giacomo.cangelmi@gmail.com>
CASEMATTE NON SI TOCCA! ASSEMBLEA PUBBLICA RIVOLTA ALLA CITTÀ
18 MAGGIO ORE 16:30 - CASEMATTE
È in nome del decoro e della legalità che vari esponenti della destra
locale nelle scorse settimane hanno dichiarato che interagiranno con i
proprietari dell’area in cui ha sede Casematte affinché si proceda
allo sgombero. Una minaccia che ha prodotto un’ondata di solidarietà
da parte della cittadinanza che riconosce in Casematte un presidio
sociale importantissimo. È per questo motivo che convochiamo
un’assemblea cittadina aperta, per il giorno 18 Maggio alle ore 16:30,
per discutere collettivamente del futuro dello spazio sociale e
dell’area di Collemaggio. CaseMatte è stata aperta il 31 ottobre 2009
e da quel momento è diventata sede di eventi culturali, concerti,
presentazioni di libri e un’attività politica che ha permesso ai
cittadini e alle cittadine aquilane di confrontarsi, fare proposte,
organizzare campagne e forme di protesta. É stato il luogo chiave della
partecipazione attiva nel periodo del post-sisma e continua ancora oggi
ad accogliere una ricca pluralità di collettivi, associazioni e
artistæ (Fuori Genere, collaborazione 180 Amici , UdS, gruppo di
autocoscienza, slam poetry, studio di registrazione, skatepark). Il
lavoro quotidiano che viene portato avanti su base volontaristica porta
alla consapevolezza che uno spazio libero e liberato, in cui praticare
l’autogestione come casematte, sia ancora (e sempre) necessario in
ogni luogo e tempo, e anche nella nostra città. A L’Aquila infatti
sono pochi gli spazi per vivere una socialità non mercificata ed ancor
meno quelli dove sperimentare una politica apartitica. Per non parlare
di luoghi in cui sia possibile dar vita ad una produzione artistica che
sia davvero libera e slegata dalle logiche di performativitá. Noi
sappiamo che è sulla nascita e sullo sviluppo di questi luoghi che si
gioca la vera alternativa alla solitudine, alla depressione, alla
dipendenza, all’ignoranza, alla mancanza di presa sul presente.
Sono questi luoghi sicuri per tutte le individualitá non convenzionali.
Quale cittadinanza realmente attiva è possibile se il futuro di ogni
idea riposa tra istituzionalizzazione e ferocia da tastiera?
A questo proposito è necessario riportare al centro dell'attenzione
dell'intera cittadinanza la lunga e controversa storia del parco della
Luna.
Il 4 giugno 2015 più di 20 associazioni si riuniscono all’Aquila per
immaginare insieme un percorso per la riqualificazione dell’ex
manicomio di Collemaggio e riescono ad elaborare un manifesto chiamato
"Collemaggio cittadella solidale della creatività". Con questo
obbiettivo comune si abbozza il progetto chiamato “Parco della Luna”
che, in linea con la riqualificazione iniziata dal basso con
l'attivazione della struttura di Casematte (edificio B6) e del contiguo
progetto dell'albergo in via dei Matti n.0 (edificio B4), proponeva di
riattivare altri 4 edifici dell'area (B8,B10,B11,B12) per dare spazio a
molteplici attività culturali, artistiche e artigianali. Dopoi dieci
anni, a marzo 2025, la progettazione esecutiva è in corso ma è
affidata senza bando pubblico a un gruppo selezionato di operatori,
quando era invece specificata formalmente l'inclusione delle
associazioni coinvolte nella presentazione del progetto iniziale,
inclusa Casematte.
Se l’esistenza di fondi dà una speranza, il rischio è quindi che la
visione socio-culturale e la partecipazione attiva, concetti cardine del
progetto presentato, vengano messe in secondo piano, a favore di una
gestione che sembra ignorare il valore comunitario e partecipativo che
aveva animato l'iniziativa. La riqualificazione del Parco di Collemaggio
potrebbe rappresentare una grande opportunità ma solo se verranno
mantenuti gli impegni e si riprenderà la visione di un progetto
partecipato che sia realmente sostenibile, solidale e inclusivo. Per
tanti anni, nonostante l’abbandono e il buio, abbiamo vissuto il
nostro impegno nello spazio di CaseMatte anche come contributo a un
processo più ampio. E vorremmo continuare a farlo, provando a
stravolgere questa fase di inaridimento degli spazi di partecipazione,
con l’entusiasmo della scoperta di nuove pratiche e di nuovi
linguaggi.
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