Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia

Tipo appuntamento:

Data appuntamento: 
Sabato, 17 Maggio, 2025 - 22:22

Sabato 17 maggio, Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia
e la transfobia, le realtà LGBTQIA+* si ritroveranno in piazza a Roma al
grido: “Vennero a prendere me, ma stavolta c’eravamo tuttɜ”.
Aderisci alla manifestazione!

La caccia alle streghe globale a cui stiamo assistendo – che nella
decisione dell’Ungheria di Orbán di vietare i Pride forzando la
Costituzione vede la sua manifestazione più violenta – è esemplificativa
di come un attacco a tutto campo ai diritti delle donne, delle persone
LGBTQIA*+ e delle minoranze razzializzate e marginalizzate apra la
strada all’autoritarismo e al fascismo.

In Italia c’è ancora chi sostiene che la LGBTQIAfobia non esiste o sia
altrove. In realtà, le persone trans e non binarie – ormai visibili in
tutte le scuole –  sono sempre più al centro di una vera e propria
persecuzione. A loro sono negati i più elementari diritti costituzionali
nella scuola, nel lavoro e nello sport.  Si utilizza il feticcio della
fantomatica ed inesistente “ideologia gender” per bloccare ogni
intervento di educazione sessuale ed affettiva nelle scuole volto a
prevenire il razzismo, il bullismo, l’abilismo e la violenza patriarcale
di cui i femminicidi sono solo la punta dell’iceberg.

Chiediamo lo scioglimento immediato del tavolo tecnico sulla “disforia
di genere” (termine da cui prendiamo le distanze), istituito da Roccella
e Schillaci senza il coinvolgimento delle persone trans* con l’obiettivo
di patologizzare i loro percorsi e renderli sempre meno accessibili, in
violazione di quanto stabilito dall’OMS dal 2018.

L’attacco alle nostre vite non si ferma qui, colpisce anche le famiglie
arcobaleno e i genitori LGBTQIA+*. Chiediamo che si metta fine alla
violenza di Stato che impugna nei tribunali i certificati di nascita deɜ
figlɜ con due mamme e utilizza dispositivi come la legge Varchi per
criminalizzare l’omogenitorialità. Vogliamo il riconoscimento alla
nascita deɜ figlɜ delle famiglie omogenitoriali e di persone LGBTQIA+*,
il diritto all’adozione per tutte le coppie e per le persone single,
l’accesso libero e garantito alla PMA, il matrimonio egualitario e il
riconoscimento della pluralità delle famiglie che già esistono nel Paese
reale.

Esigiamo un Paese che riconosca il diritto all’autodeterminazione.
Difendiamo il diritto all’aborto libero, sicuro e gratuito per tutt3 e
chiediamo con forza che sia vietata la presenza delle associazioni
pro-life nei Consultori. Vogliamo politiche di informazione e
prevenzione per la salute sessuale e per il benessere psicologico.
Facciamo nostre le rivendicazioni delle lesbiche* che con tutte le loro
differenze, declinazioni e intersezioni, manifesteranno insieme il
prossimo 26 aprile a Roma, nella Dyke March, la prima marcia lesbica
organizzata in Italia.

L’escalation di aggressioni a cui stiamo assistendo, va contrastata con
fermezza sostenendo azioni culturali e legislative contro i crimini
d’odio. Il diritto all’orientamento sessuale e all’identità di genere,
oggi più che mai, va difeso, respingendo ogni tentativo di
patologizzazione. Per questo è urgente una legge che condanni le
pratiche di conversione, che interessano 1 persona LGBTQIA+* su 5 e sono
state condannate come torture dalle Nazioni Unite, come anche le
mutilazioni delle persone intersex.

Condanniamo apertamente chi calpesta i diritti umani ed è responsabile
di crimini contro l’umanità. Rifiutiamo le politiche razziste,
militariste e coloniali perchè crediamo nel diritto
all’autodeterminazione dei popoli. Siamo solidali con il popolo
palestinese e con tutti i popoli oppressi e martoriati dai conflitti.

La mobilitazione del prossimo 17 maggio – promossa da una rete di
associazioni che si riconoscono nel manifesto “La Strada dei Diritti” –
si unisce alle lotte per difendere gli spazi democratici nel Paese,
dalla mobilitazione contro il decreto Sicurezza alla stagione
referendaria in corso, con particolare attenzione per il referendum
cittadinanza, reso indispensabile dalle scelte insensate del Governo in
materia di politiche migratorie e di Paesi sicuri.

--
Radio Ondarossa