
Invitiamo a partecipare al PRESIDIO in SOLIDARIETÀ alle VITTIME dei
MALTRATTAMENTI alla Stella Maris MARTEDÌ 6 MAGGIO ore 10.30 c/o il
Tribunale di Pisa in Piazza della Repubblica.
www.artaudpisa.noblogs.org 3357002669
ciao,
vi chiediamo di pubblicare sui vostri canali la CAMPAGNA “DATE I NUMERI”
sulle CONTENZIONI in Toscana
e il comunicato sull’ultima udienza del processo sui maltrattamenti alla
Stella Maris svoltasi venerdì 21 febbraio 2025.
MONTALTO di FAUGLIA: il LATO OSCURO della CURA - ABUSI, CONTENZIONI e
SILENZI
Grazie per il sostegno e la disponibilità.
Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
LANCIO della CAMPAGNA “DATE I NUMERI” sulle CONTENZIONI in Toscana
Le volte in cui, nel solo 2022, donne e uomini sono stati contenuti
immobilizzati a letto sono state 7534 in 12 Regioni italiane. Il numero
in tutta Italia è certamente molto più alto, visto che le altre 8
Regioni non hanno inviato dati utilizzabili o affermano di non averli.
Tra queste la Regione Toscana. “I dati richiesti non sono detenuti dalla
scrivente amministrazione”: è la sorprendente risposta ricevuta dalla
regione Toscana, i cui funzionari – forse ignari dell’impegno preso
dall’intesa Stato-Regioni dell’aprile 2022 sul monitoraggio delle
contenzioni entro luglio 2024 – hanno invitato a rivolgersi direttamente
a ciascuna delle aziende sanitarie locali oppure ai singoli reparti
psichiatrici ospedalieri. Anche nella struttura di Montalto di Fauglia
gestita dalla fondazione Stella Maris veniva praticata la contenzione
meccanica.
Sotto il comunicato sull’ultima udienza del processo sui maltrattamenti
alla Stella Maris svoltasi venerdì 21 febbraio 2025.
MONTALTO di FAUGLIA: il LATO OSCURO della CURA - ABUSI, CONTENZIONI e
SILENZI
Dopo aver assistito all’udienza, l'ennesima, del processo sui
maltrattamenti ai ragazzi con disabilità ospiti della struttura di
Montalto di Fauglia (Pisa) gestita dalla fondazione Stella Maris, che si
è svolta venerdì 21 febbraio, e in attesa della prossima in programma
martedì 6 maggio 2025, abbiamo alcune considerazioni da fare.
Nell'udienza di febbraio erano stati ascoltati cinque testimoni della
difesa: il medico di base, due assistenti, un infermiere e uno psichiatra.
Come le scorse volte il canovaccio usato dalla difesa è stato lo stesso:
i testimoni chiamati in aula hanno sostenuto che i violenti erano in
realtà i ragazzi con autismo; nessuno di loro, hanno dichiarato, ha mai
visto i colleghi maltrattare gli ospiti. Non c'è stato alcun riscontro
alle riprese delle telecamere installate in sala mensa, che hanno
immortalato più di 280 episodi di violenza in meno di tre mesi. Una
violenza non episodica ma strutturale.
Eppure sia le due assistenti che l'infermiere hanno dovuto ammettere di
aver ricevuto delle sanzioni disciplinari dalla direzione della Stella
Maris per essere stati ripresi dalla telecamere mentre assistevano,
senza intervenire, ad atti violenti contro i ragazzi. Una conferma
indiretta della conoscenza dei maltrattamenti da parte dei vertici della
struttura.
È emerso inoltre, come era già stato messo in evidenza anche durante le
udienze precedenti, la mancata formazione del personale da parte della
Stella Maris. Una delle due assistenti ha infatti riferito di avere
conseguito l'attestato di OSS (Operatrice Socio Sanitaria) solamente nel
2018, quindi dopo gli abusi che risalgono al 2016.
Molto importanti sono stati gli interrogatori del dottor Marinari e
dell'infermiere Biagini. Lo psichiatra ha ammesso di avere svolto un
doppio ruolo, e questo fatto è abbastanza inquietante già di per sé.
Come primario della psichiatria territoriale partecipava alle riunioni
semestrali con la Stella Maris per la stesura dei piani individualizzati
dei ragazzi. Con questa mansione seguiva soprattutto quelli con autismo
che erano il 75% dei ragazzi di Montalto. Dopo la pensione è stato poi
assoldato dalla Stella Maris come consulente a contratto e poi ancora
come responsabile sanitario della struttura di Montalto fino a oggi.
Marinari ha affermato che da primario territoriale della psichiatria
proponeva i ricoveri per i ragazzi quando i costi, in caso di assistenza
domiciliare oppure di ricovero in struttura al momento della crisi,
erano considerati troppo alti dalla Società della salute. Ha detto
testualmente: "inserire ragazzi a Montalto era spesso un risparmio
economico per la Società della salute".
L'ultima testimonianza della mattinata è stata quella dell'infermiere
Biagini.
Ha raccontato in maniera molto asettica come funzionava l'infermeria.
Qui la contenzione era una pratica costante e quotidiana. Ha usato
testualmente queste parole: "c'era un letto con le contenzioni di tipo
meccanico con cinghie ancorate ai quattro lati del letto, più altre
cinghie che venivano usate sopra queste".
Come nei manicomi.
L'infermiere ha detto anche che questi contenimenti provocavano spesso
lesioni e lividi e a volte fratture, citando il caso di un ragazzo con
una gamba rotta. Ha poi continuato dicendo che a Montalto di Fauglia non
c'erano corsi di formazione su come usare questo tipo di contenzione, ma
molta improvvisazione. Testualmente: "non c'è stato nessun corso sulla
contenzione,veniva detto tutto a voce".
Lo stesso infermiere ha confermato l'uso dei tappeti contenitivi,
pratica che era già emersa durante le scorse udienze. L'utilizzo dei
tappeti contenitivi non è stato mai autorizzato né dalla Regione
Toscana, né dall'ASL e nemmeno dalla Società della salute. I tappeti
contenitivi non risultano essere dei dispositivi approvati da utilizzare
in caso di contenzione. L'infermiere, a precisa domanda da parte di un
avvocato, ha risposto che ad oggi nella struttura di Marina di Pisa non
usano più questo dispositivo, che è stato sostituito da una non meglio
qualificata "coperta di sabbia". Non è stato possibile sapere altro
perché nessun avvocato si è sentito di chiedere informazioni aggiuntive
su questo ulteriore dispositivo di contenzione.
In cosa consiste la "coperta di sabbia"? Che tipo di dispositivo è? Chi
l'ha autorizzato? Qualcuno prima o poi dovrà dare una spiegazione,
soprattutto per i familiari delle persone ospitate nella struttura che
meritano risposte chiare e trasparenti.
La Stella Maris dovrebbe avere il coraggio di prendere una posizione
chiara e definitiva contro ogni metodo coercitivo e degradante. Sarebbe
importante che la fondazione abbandonasse per sempre qualsiasi pratica
di contenzione o di trattamento inumano.
Indipendentemente dall'esito del processo le sofferenze vissute
rimarranno impresse nelle coscienze di chi li ha subite e delle loro
famiglie. Esprimiamo loro tutta la nostra solidarietà.
La presunta eccellenza della Stella Maris è un grande bluff. A Fauglia
non venivano fornite cure o trattamenti terapeutici, ma si perpetravano
atti di violenza e trattamenti degradanti e umilianti. Tutte le pratiche
di contenzione, tra cui anche i tappeti contenitivi o "le coperte di
sabbia" rappresentano, oltre che inaccettabili forme di abuso, uno dei
tanti simboli del fallimento dell’utopia psichiatrica.
Invitiamo a partecipare al PRESIDIO in SOLIDARIETÀ alle VITTIME dei
MALTRATTAMENTI alla Stella Maris MARTEDÌ 6 MAGGIO ore 10.30 c/o il
Tribunale di Pisa in Piazza della Repubblica.
Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
per info e contatti:
Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
via San Lorenzo 38, 56100 Pisa
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