presidio regina coeli per tarek giovedì 22

Tipo appuntamento:

Data appuntamento: 
Giovedì, 22 Maggio, 2025 - 22:15

-------- Messaggio originale --------
Oggetto: agenda: presidio regina coeli per tarek giovedì 22
Data: 2025-05-14 13:16
Mittente: sovi@autistici.org
Destinatario: Ondarossa <ondarossa@ondarossa.info>, lista interna della
redazione di ror <redazioneror@autistici.org>

LIBERTÀ PER TAREK, ANAN, ALÌ E MANSOUR

Il 5 ottobre è piovuto tantissimo. Finita la pioggia, i lacrimogeni:
hanno fatto di tutto per impedire che il sole illuminasse le bandiere
della Palestina.
Hanno fatto di tutto affinché in quella giornata, a Roma, non ci fosse
una manifestazione contro il genocidio. Hanno fatto di tutto e
nonostante ciò, non ci sono riusciti. Lo Stato italiano ha scelto quel
giorno da che parte stare, ma lo ha scelto anche il giorno in cui ha
deciso di arrestare Anan, Ali e Mansour, perché facenti parte della
resistenza palestinese. È chiara la scelta di campo.
In un contesto generale così radicale, fatto di migliaia di morti,
altrettanti che resistono e lo Stato italiano che attacca la
solidarietà, non c’è spazio per ambiguità. Ci possono essere differenze,
diversi modi, ma è indubbia la scelta di campo e il processo al quale
appartengono. Non è filosofia quanto realtà concreta.

La storia di Tarek racconta questa realtà qui: molto chiara, molto
concreta, molto ingiusta. Un ragazzo tunisino, arrivato in Italia nel
2008 e che il 5 ottobre, quando ha visto la polizia caricare le bandiere
della Palestina, non ha avuto dubbi su che parte prendere. Si è messo in
mezzo, come poteva, come ha creduto più opportuno. Racconta la storia di
un ragazzo come tanti, uno dei tanti dannati di questa terra, che in
quanto tale, per un reato di resistenza, è stato condannato a 4 anni e 8
con rito abbreviato (più di quanto avesse chiesto il pm). Tarek è la
storia di questo tempo, di questa democrazia coloniale, perché non è
ricco, non è bianco, non ha reti di solidarietà, e quel giorno ha preso
parte a una manifestazione per la Palestina in cui ci sono stati scontri
con le f.d.o. Quanto basta per esercitare tutta la (“legittima”)
violenza di uno Stato occidentale e colonialista.
Quello che però racconta quella giornata è anche un’altra realtà, fatta
di persone che a questo stato di cose non ci stanno. Che contro i valori
razzisti e prevaricatori di questo mondo hanno sfidato i filtri della
polizia, preso le botte, respirato l’odore acre dei lacrimogeni.

Dire che in quella piazza c’eravamo tutti e tutte non è solo uno slogan,
eravamo realmente tantissim*. Come anche tantissime sono le persone che
in piazza non sono mai riuscite ad arrivare, a causa della
militarizzazione della città, ma quel giorno c’erano ugualmente.
L’obiettivo della giornata era fare un corteo per la città, gli scontri,
poi, sono stati l’inevitabile conseguenza. I filtri della polizia
all’ingresso della piazza, la politica sorda che, per impedire la
giornata, fa una levata di scudi unitaria, l’informazione che
stigmatizza le ragioni. Nulla di nuovo, l’aspetto inedito è stata la
quantità, e la determinazione, delle persone che quel giorno sono scese
in strada. Lo Stato italiano ha scelto da che parte stare, e per
difendere la propria ragione è disposto a tutto. Ad esempio approva,
sotto forma di decreto, quello che era il ddl1660, ennesimo passaggio
che riduce gli spazi di libertà.
Quel giorno la realtà è stata chiara: la libertà non si concede, si
prende a spinta.

CI VEDIAMO MERCOLEDÌ 21 MAGGIO ORE 9:30 AL TRIBUNALE A L'AQUILA PER IL
PROCESSO DI ANAN, ALÌ E MANSOUR.

CI VEDIAMO GIOVEDÌ 22 MAGGIO ORE 17:30 AL FARO DEL GIANICOLO PER ROMPERE
IL SILENZIO E PORTARE SOLIDARIETÀ A TAREK.

--
Radiondarossa dal 1977 vive solo grazie alle sottoscrizioni di chi
l'ascolta e la sostiene, SOTTOSCRIVI e fai sottoscrivere
Radioabbonamento25
https://www.produzionidalbasso.com/project/radioabbonamento-ondarossa-gi...

immagine: