
Il comune di Marino tenta di chiudere Ipò. In 38 anni di storia abbiamo
vissuto plurimi tentativi di mettere fine alla nostra esperienza di
autorganizzazione e autogestione. Tempo fa ci provarono i fascisti. Poi
Palozzi con proposte di trasferimento fuori dal paese. Poi la stessa
giunta immaginò un parcheggio diversamente sotterraneo. Durante la
giunta 5 stelle è arrivato un finanziamento regionale per adeguamento
antisismico e hanno chiesto di lasciare la sede. Anche allora dicemmo
che non saremmo usciti. Abbiamo quindi incontrato assessori vari, il
Rup, la ditta di Firenze incaricata e l'ing. Bolognesi. Lo stesso che
oggi viene con la giunta di destra. Allora proponemmo di procedere
insieme con i lavori e lo spostamento interno dei materiali, mantenendo
l'uso dei locali per assemblea di gestione e iniziative. C'era
l'accordo, ma la ditta sparì. Oggi si ricomincia da capo con un
finanziamento del 2021, ridotto rispetto al passato e lontano nel tempo.
Il giovanotto Gasbarroni, titolare del patrimonio, teme di perdere il
finanziamento, ma si è svegliato tardi. Noi abbiamo da fare: sostegno
alla lotta contro inceneritore, solidarietà alla Palestina, ecc ecc ecc.
Abbiamo oltretutto materiale impossibile da trasferire. Il titolare del
Patrimonio ci ha dato 10 (dieci) giorni dal 9 luglio altrimenti chiama
mamma polizia o chi per essa. Ci chiediamo se in questo paese ci sia un
sindaco, una giunta o, con rispetto parlando, una autorità politica. Se
c'é, si facesse viva invece di mandare avanti il sig.Gasbarroni,
dirigente. Come si diceva una volta, LA LOTTA CONTINUA