Manifestazione sotto l'Ente Parco a Rocca di Papa

Tipo appuntamento:

Data appuntamento: 
Sabato, 26 Luglio, 2025 - 22:22

-------- Messaggio originale --------
Oggetto: Sabato 26 luglio Manifestazione sotto l'Ente Parco a Rocca di
Papa
Data: 2025-07-18 15:43
Mittente: comitatoboschicollialbani@inventati.org
Destinatario: Comitatoboschicollialbani
<comitatoboschicollialbani@inventati.org>

PRESENTAZIONE DELLA CAMPAGNA "ABBIAMO UN SOGNO":
dopo 400 anni cambiare il destino dei nostri boschi

_Salvare per sempre i nostri boschi: passare dallo sfruttamento
intensivo del taglio ceduo alla loro conservazione_

SABATO 26 LUGLIO - Ore 18:00
ROCCA DI PAPA - Piazza Claudio Villa
(davanti la sede dell'Ente Parco)

https://www.facebook.com/events/541953922240810

Fermiamo il taglio ceduato che sta distruggendo i boschi del Parco dei
Castelli Romani e chiediamo al Ministero dell'Ambiente di istituire il
"Parco Nazionale del Bosco Sacro e dei Laghi Vulcanici", così da
mettere per sempre al sicuro il nostro patrimonio naturale e storico
lasciando i nostri boschi con i loro abitanti finalmente in pace, liberi
di crescere e prosperare.

STOP AI TAGLI BOSCHIVI DAL 1° OTTOBRE

Chiediamo all'Ente Parco di fermare immediatamente il disboscamento in
corso e avviare un monitoraggio rigoroso dei danni ambientali causati
negli ultimi anni.

Da ogni albero, da ogni lago, da ogni essere vivente si leva il grido di
sopravvivenza in un mondo che sta distruggendo la natura.

IL NOSTRO SOGNO È CHIARO E URGENTE

Da 400 anni i nostri boschi vengono sfruttati senza tregua per il
legname, in maniera sempre più industriale grazie alle nuove
tecnologie.

Ora vogliamo cambiare rotta: passare dallo sfruttamento intensivo alla
tutela permanente.

I boschi ci servono qui e ora: per il bene delle persone e degli
animali, per il bene dei laghi, per il bene di tutto il territorio.

Degli 8.000 ettari di aree boscate del Parco Regionale dei Castelli
Romani, ben il 95% è considerato "ceduabile", ovvero tagliabile per
legge.

Su ogni ettaro crescono circa 1.000 alberi, ma dopo il passaggio delle
motoseghe e delle ruspe ne restano solo 50-70. Tutti gli altri vengono
abbattuti, ammucchiati e portati via con i TIR.

Il prezzo di vendita? Solo 10 euro lordi ad albero.

Un prezzo irrisorio per la distruzione di un ecosistema insostituibile.

Un ettaro di castagno assorbe 10 tonnellate di CO₂ l'anno: ogni taglio
è un colpo anche al clima.

Negli ultimi 20 anni abbiamo perso già il 15% di superficie boscata
(cit. dott. A. Bottacci).

Molti sentieri sono stati devastati, altri resi inaccessibili per anni.

I tagli avvengono su turni inferiori ai 20 anni, impedendo la crescita
di vere foreste.

A Rocca di Papa, comune con circa 1.300 ettari di boschi pubblici, è
pianificato il taglio della metà dei boschi entro il 2029: quest'anno,
ben 64 ettari saranno messi all'asta.

E gli altri comuni fanno lo stesso.

La ceduazione è una pratica esclusivamente economica, non ecologica.

È falso che il bosco vada "manutenuto" con ruspe e camion.

Un bosco si protegge lasciandolo libero di crescere e prosperare, non
abbattendolo.

COSA CHIEDIAMO

️La sospensione immediata di tutti i tagli già autorizzati

Trasparenza totale: rendere pubblici dati, controlli, sanzioni

Un piano di ripristino ambientale per i danni già subiti dalle foreste

L'approvazione del Piano d'Assetto del Parco, fermo dal 2009, con il
contributo di associazioni ambientaliste

L'istituzione del Parco Nazionale del Bosco Sacro e dei Laghi Vulcanici

Una decisa presa di posizione contro l'inceneritore di S.Palomba, contro
i nuovi piani edilizi di alcuni comuni e a favore di interventi di
tutela delle acque della falda idrica e dei laghi.

Un Ente Parco non può comportarsi come un'impresa forestale.

I Comuni devono trovare altre risorse economiche, non svendere i boschi
pubblici.

Non si può continuare a rilasciare "nulla osta" al taglio senza
controlli e senza visione.

UNIAMOCI PER IL FUTURO DEL PARCO, SE NON ORA QUANDO?

Lottiamo per salvare ciò che di più bello e vitale abbiamo: i nostri
alberi, i nostri laghi, i nostri sentieri, il nostro patrimonio, la
nostra casa.

Perché tra 20 anni non vogliamo vedere laghi ridotti a pozzanghere e
boschi trasformati in deserti.

ABBIAMO UN SOGNO: SALVIAMO I BOSCHI E I LAGHI, ORA.

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